
Definizione di laico ed uso improprio del termine:
"Il termine laico nell'accezione moderna del termine ha significato di "aconfessionale", ossia di slegamento da qualsiasi autorità ecclesiastica di confessione religiosa.
Negli ultimi anni il termine laico viene invece utilizzato in maniera talvolta impropria per indicare un generico agnostico o ateo. Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dall'autorità ecclesiastica, ma non inficia la professione di una particolare confessione religiosa: per cui si possono distinguere laici credenti[1] da laici non credenti[2].
L'abuso del termine in sede politica, in funzione di sinonimo perfettamente sovrapponibile ad anticlericale o ateo, ha generato l'utilizzo del termine spregiativo laicista con un significato simile e opposto all'uso del termine spregiativo clericale per indicare persone che si autodefiniscono "laiche" e si comportano come anticlericali."
Possiamo quindi dire che anche tra i laici c'è bisogno di distinguere tra "credenti e non credenti".
Forse, in certi casi, sarebbe più opportuno definirsi o definire qualcuno come agnostico:
"In termini generici il termine agnosticismo (dal greco a-gnothein let. non sapere) indica un atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto a un problema poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza e l'impossibilità umana a dare una condizione circoscritta in un termine di paragone non trova assonanza con "l'umanis idealum", quindi l'idea immaginaria umana di un dio non coincide con la naturale riconoscenza di un'entità superiore non materiale.
L'agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta, e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Nello specifico questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio, ma può anche riguardare l'etica, la politica o la società."
Cosa è il fideismo?
Il fideismo è l’azione esteriore ed esagerata di un principio di fede.
Il fideismo, è l'atteggiamento o la dottrina di chi, constatando discordanza tra la fede e la ragione, è incline a seguire la fede senza tenere conto della ragione.
Il fideismo è il prodotto di un fanatismo religioso che non ha nulla a che fare con il rapporto intimo e spirituale da rivolgere al proprio Dio. Infatti il credere in una fede non può produrre una pratica religiosa scomposta, sfrenata e priva di controllo comportamentale.
Presupposto del fideismo è una religione che qualcuno identifica anche in una ideologia.
Ma una religione è :
"Una religione è un complesso di credenze, comportamenti, atti rituali e culturali, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con qualche ordine soprannaturale o realtà ultraterrena o che attiene ai significati ultimi dell'esistenza. Una religione contiene sistemi di valori e significati che investono la condizione umana, l'esistenza, l'ordine cosmico, e spesso altri aspetti della vita. Le religioni sono sempre in qualche misura istituzioni sociali, cioè sono condivise, dotate di regole e strutture sociali ordinate, dove singoli individui sono spesso designati a qualche ruolo o prerogativa collegate alla prassi religiosa."
C'è meno religione e meno ideologia (intesi come sistemi di valori e significati che investono la condizione umana, l'esistenza, l'ordine cosmico, e spesso altri aspetti della vita) in qualche parte della nostra esistenza, di ciò che conosciamo durante, traduciamo in pensieri e di ciò che la sfiora?
Al fine, in questo peregrinare tra definizioni e gabbie concettuali cosa rimane se non la raffinazione del nostro fideismo/agnostico attraverso la materia concreta dei nostri rapporti sociali, della nostra esperienza e della vita? In tutto questo, pensiamo seriamente di poter essere dei saggi laici e mistici con la pace nel cuore alla fine del viaggio?
Said
A me fa compagnia spesso il desiderio/concetto di morte come completamento degli interrogativi inevasi su questa terra durante la mia esistenza.
Perché comunque la vogliamo mettere, anche da ateo incallito, io mi sento l'esito di una millenaria cultura di verità imposte e mai accettate.