giovedì 25 febbraio 2010
lunedì 22 febbraio 2010
Oggi sulla 1a pagina della Stampa c'è questo titolo
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Almeno 27 vittimein un attacco aereo,McChrystal si scusa"Siamo qui per voi"
venerdì 4 dicembre 2009
Quelli che nella vita incontri
venerdì 6 marzo 2009
Il moralista

"Sei un demagogo, populista e moralista, non si possono dare cifre così alla cazzo.
Vuoi mettere le responsabilità e la qualità di quei 10?."
Andiamo avanti, ieri la Indesit di Torino ha comunicato che licenzierà i 600 di None. lo stabilimento si trova a ridosso di un paese di 8.000 abitanti. Se ipotizzo un costo aziendale (medio) di 60.000 € annuo a testa per quei lavoratori scopro che hanno portato a casa (in 600) una cifra lorda che è di ben 2.000.000 di euro superiore a quanto hanno guadagnato i 10 Top manager di cui sopra.
"E poi dicono che le aziende falliscono, ma come cazzo possono pensare di valere così tanto in più quei 600 rispetto ai 10 Top (sempre quelli di sopra) e, soprattutto, rispetto ai loro colleghi polacchi."
C'è qualcosa che non funziona.
"No, funziona tutto perfettamente. Questa è una società democratica che premia i migliori ed in cui i sogni sono alla portata di tutti. Anche di quelli come voi. Basta crederci."
Sarà! E se mi fossi rotto il cazzo? Sai, in fondo nel lungo periodo saremo tutti morti. Magari mi è venuta voglia di darci un taglio a tutte queste palle.Inizierei da te, se non ti dispiace. In fondo a te ti attende il paradiso ed a me l'inferno.
BOOOM!!!
mercoledì 7 gennaio 2009
Cosa scrivevano i nazisti, in difesa della grande Israele
L'ho letto e riletto, fatelo anche voi e poi ditemi se le mie riflessioni sono correte.
" Né la moralità, né la tradizione germanica possono negare l'uso del terrore come mezzo di battaglia.
...
Noi siamo decisamente lontani da esitazioni di ordine morale sui campi di battaglia nazionali. Noi vediamo davanti a noi il comando della Croce, il più alto insegnamento morale del mondo: Cancellate - fino alla distruzione. Noi siamo in particolare lontani da ogni sorta di esitazione nei confronti del nemico, la cui perversione morale è accettata da tutti.
Ma il terrore è essenzialmente parte della nostra battaglia politica alle presenti condizioni e il suo ruolo è ampio e grande.
* Ciò dimostra, a chiare lettere, a coloro che ascoltano in tutto il mondo e ai nostri camerati scoraggiati fuori le porte di questo paese che la nostra battaglia è contro il vero terrorista che si nasconde dietro le sue pile di carta e di leggi che egli ha promulgato.
* Non è diretta contro il popolo, è diretta contro i rappresentanti. Finora ciò è efficace.
* Se scuoterà anche lo stato dalla sua compiacenza, benissimo.
Solo così inizierà la battaglia per la liberazione."
Azz, mi sono sbagliato! Qualche imprudente ha cambiato qualche termine (in rosso) e falsificato il testo. In realtà si tratta di un "articolo intitolato "Terrore" su He Khazit ("Il Fronte", un giornale del Lehi in clandestinità), n. 2, Agosto 1943"
Appartiene a quell'organizzazione sionista che si battè a colpi di bombe per far nascere lo stato di Israele.
A momenti ci cadevo anch'io nell'inganno.
sabato 3 gennaio 2009
Gaza e la bandiera che brucia
E' un popolo, quello che vive a Gaza, figlio della pulizia etnica fatta dai sionisti israeliani quando con la forza occuparono quelle terre. Nella quasi totale indifferenza affermarono un diritto inesistente ( edificare lo stato Israeliano) con la forza del terrorismo prima e delle armi poi.
Quello stato è nato così. Sulla prevaricazione e sulla base della legge del più forte. Per difendere quel diritto loro combattono ragazzini che tirano pietre ai loro carri armati ; ragazzini che diventeranno martiri e che si faranno esplodere tra di loro.
Qualche tenerone è sensibile alle bandiere bruciate.
Vi faccio una domanda, ma voi l'avreste bruciata la bandiera Italiana con il fascio littorio o quella tedesca con la croce sapendo bene cosa è il fascismo e cosa è il nazismo? Io si. Probabilmente avrei messo qualche bomba da qualche parte. Terrorista? Si, anche se preferisco il termine di sovversivo o di resistente.
Se fossi un ebreo me ne andrei semplicemente da Israele e non mi farei complice di un genocidio. Perché di questo si tratta.
mercoledì 10 dicembre 2008
Aggiustare la pensione con il fondo Cometa
Quello che vedete è il grafico dell'andamento dei vari comparti amministrati dal fondo "Cometa".Quello che gestisce i soldi del TFR dei metalmeccanici.Chi ha investito i suoi soldi sul mercato azionario (quello denominato crescita, della serie quando ti voglio prendere in giro ci riesco bene) si ritrova con un valore di quota inferiore a quella dell'aprile 2005 (12,oo €).Non ne parliamo se sei entrato a Giugno del 2007 (il picco,14,oo € circa).
Si salvano quelli che hanno messo i soldi sotto il cuscino (Monetario e Sicurezza).Non tanto da far rimpiangere, in ogni caso, il fatto che se avessero lasciato i loro quattrini in "azienda" ,con le vecchie regole , ci avrebbero guadagnato di più.
La questione è : dove sono tutti quei signori che pontificavano sulla bellezza della previdenza complementare?Quella che sfrutta le sinergie del mercato, la crescita i cazzi e gli stracazzi.
Se provavi a porre domande "scomode" a qualche sindacalista "procacciatore di affari", ti guardavano come si guarda un residuato bellico.
Al di là delle questioni tecniche mi chiedo: ma secondo voi si può pensare di legare una parte della pensione delle persone, di quelli che guadagnano 1.200€ al mese, di quelli che faranno fatica in una situazione normale, a meccanismi di questo tipo? La risposta adesso sarebbe retorica e sdegnata.Peccato che dobbiamo contare i morti per rendercene conto.Bè, io penso che la questione morale inizi da questo confine per gente di sinistra.
martedì 17 giugno 2008
Lanfranco Pace ovvero meglio un coito interrotto
Quello che ogni sera, con la facciona rubiconda e la cravatta bordo' (il più delle volte), sulla 7 intervista politici ed ammennicoli vari ha un passato "rivoluzionario" di tutto rispetto.
Mi chiedo come si potesse, all'epoca, dar conto a gente di questo tipo.
A sentirli parlare, adesso, insieme ad ex del calibro di Sofri, si capisce anche perché uno come MARINO abbia goduto un sacco a raccontare chi, secondo lui, lo assecondò nell'omicidio Calabresi per fargli provare il gusto delle sbarre.
Gente che se li rivedi in qualche intervista con i capelli lunghi e la faccia da imberbe ti travolge con la "qualità" della critica allo stato.
Mi è capitato di sentire un flash di una dichiarazione di Liguori ventenne (su Blob).Mi chiedo se sono la stessa persona.
Certo nella vita si cambia.
Per certuni, però, si imporrebbe il silenzio quando un percorso accidentato ti ha fatto buttare nel cesso quel minimo di coerenza con cui guardarti allo specchio.
E invece te li ritrovi lì, paciosi con il portafoglio pieno, a raccontarti come vanno le cose.
Ad ogni buon conto questa che copio da Wikipedia è la biografia del nostro giornalista.Tanto perché sappiate da dove arriva, come si è trasformato, con chi collabora e con quale leggerezza d'animo segga a quel tavolo.
"Gli anni di Potere Operaio e delle Brigate Rosse [modifica]
Nel 1968 fa parte all'Università di Roma del comitato di base di ingegneria dove viene in contatto con Oreste Scalzone e Franco Piperno, con cui porterà avanti un sodalizio per oltre trent'anni. Costituisce a fine anni '60 il Comitato di Base della fabbrica FATME a Roma.
A Torino, nel 1969 entra in Potere Operaio (partecipa agli scontri di Corso Traiano del 3 Luglio 1969) e rapidamente ne diviene uno dei dirigenti.[1]
Allo scioglimento di Potere Operaio (1973), nell'ambito di Autonomia Operaia, d'intesa con Valerio Morucci, Franco Piperno, Germano Maccari, Luigi Rovati, Piero del Giudice e Paolo Castaldi dà vita ad un progetto di unificazione delle organizzazioni armate rivoluzionarie dell'estrema sinistra denominato Co.Co.Ri. (Comitati Comunisti Rivoluzionari).
Più avanti (1977), fonda, con Oreste Scalzone e Franco Piperno il Progetto Metropoli, una rivista/movimento, con il complemento Pre-Print, con sede al civico 28 di piazza Sforza Cesarini a Roma (successivamente sede di Linea di Condotta).[2]
Il progetto della rivista Metropoli è collegato (stessa sede, stessi nomi delle persone a libro paga: Paolo Virno e Lucio Castellano, oltre a Lanfranco Pace) al CERPET, Centro Ricerche di Programmazione e Pianificazione Economica e Territoriale, nato per iniziativa di Stefania Rossini e Luigi Sticco (sotto il patrocinio del senatore Antonio Landolfi) e che si occupa di ricerche sociali, finanziate in modo molto generoso da Montedison, Formez e Regione Abruzzo.[3] [4]
Coautore con Lucio Castellano e Cristina Cocchioni del libro La fabbrica nel sud. Il mercato del lavoro a Cassino dopo l'insediamento Fiat, Lerici, Cosenza, 1978.
Viene arrestato il 3 aprile 1978 nel corso di una retata nell'ambito della Autonomia Operaia ma resta in carcere un giorno solo, giusto il tempo per essere identificato.[5]
Durante il sequestro Moro (16 marzo - 9 maggio 1978) Pace ha periodici incontri con i brigatisti rossi di origine più movimentista, Valerio Morucci e Adriana Faranda, svolgendo un ambiguo ruolo di mediatore tra l'ala movimentista delle BR (che andava poi a riferire a Mario Moretti) ed il Partito Socialista Italiano (Claudio Signorile, Antonio Landolfi, Bettino Craxi).[6]
Tra il 1978 e l'inizio del 1979 ha diversi contatti con il gruppo dirigente delle BR, al fine di "far da pacière" tra il gruppo di Moretti/Gallinari e il duo Faranda/Morucci.
A tale epoca risale, secondo alcune fonti (pentiti e dissociati) l'appartenenza vera e propria di Lanfranco Pace alle BR, sempre smentita dall'interessato.[7]
Nei primi mesi del 1979, Morucci e Faranda sono ospitati in casa di Aurelio Candido, grafico di Il Messaggero e militante del Partito Radicale, su richiesta di Lanfranco Pace, che non lo informò sulla loro identità.
Successivamente Pace raccomanda i due, appena usciti dalle Brigate Rosse per costituire un altro gruppo terroristico, a Giuliana Conforto perché affitti loro il suo appartamento in viale Giulio Cesare 47 a Roma, dove questi sono posti in arresto il 29 maggio 1979.[8][9]
Nel 1979, imputato nel cosiddetto "Processo 7 Aprile" nell'ambito dell'inchiesta del giudice Calogero, fugge in Francia con Franco Piperno, dove lavora al giornale Liberation. Ai primi di settembre 1980 Lanfranco Pace si costituisce in Francia e tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, Piperno e Pace vengono estradati in Italia.
La carriera giornalistica [modifica]
Attualmente è opinionista politico per la televisione LA7 e per il quotidiano Il Foglio. Dal febbraio 2008, in seguito alla fondazione della lista Pro-life di Giuliano Ferrara, Lanfranco Pace ne ha preso il posto alla conduzione di Otto e mezzo, trasmissione per la quale aveva curato fino a quel momento il servizio d'apertuta, chiamato Il Punto."
mercoledì 8 novembre 2006
IL BUIO E LA LUCE 4
Ci sono viali lunghissimi a Torino. Gli alberi lungo le strade per lo più sono malati. Le foglie rosse di quest'autunno cadono in ritardo. Dicono che dipende dal clima che cambia. I viali sono larghi, per la maggior parte. Le macchine li percorrono veloci. Il paesaggio di questa città è ordinato, anche in periferia. Lungo il greto dei fiumi i rifiuti, e le buste di plastica, sventolano dai rami dei cespugli. In un posto simile trovi tempo per essere malinconico, triste, allegro, pazzo e depresso. E' quello che accade ora. A me!Questi pensieri si muovevano nella sua testa. Mischiava tutto. Pensava senza un ordine logico a quello che la città stimolava in lui. Le cose che lo circondavano.E le persone. La differenza rispetto ad altri luoghi, in cui era stato, la faceva la gente. Forse era quello l'impulso che lo aveva fatto scendere dal letto con in testa l'idea di rimettere tutto in discussione. Non voleva cambiare le persone, il loro modo di pensare e di agire. Le voleva semplicemente eliminare. Per lui , in quell'istante, tutti erano uguali. Nulla che li differenziava. Non le loro storie, o i loro abiti. Non l'ostentazione del tanto o delniente. A tutti imputava una responsabilità. e per quello avrebbero pagato. Le due signore . Si ricordò della volta in cui provò a chiedere una mano per risolvere una situazione di pacifica coabitazione. Lo colpì la loro ritrosia, quella volta. Il non volere immischiarsi. E lui era rimasto da solo, con il suo problema. Vivere chiusi diventando vecchi. Ed allora a cosa servi? Aveva pensato questo rimettendo in ordine le cose e pulendo il pavimento dalle macchie di sangue. Era questa la missione di una vita. Non giudicare passando dai se e dai ma. Fare pulizia. Rigenerare il paesaggio liberandolo dalle scorie. Gli venne in mente quella canzone che ascoltava da ragazzo. Parlava di quella città, dei viali alberati e delle montagne scintillanti all'orizzonte. Si rilassò e sorrise. Alla radio già parlavano di lui.
