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giovedì 25 febbraio 2010

Chi è il terrorista?

lunedì 22 febbraio 2010

Oggi sulla 1a pagina della Stampa c'è questo titolo

Almeno 27 vittime
in un attacco aereo,
McChrystal si scusa
"Siamo qui per voi"



Cosa dobbiamo dire? Pessima comunicazione? Credo, al contrario, che l'arte dell'inganno con questa gente è veramente sopraffina. Una volta si limitavano a dire "banditi" uccisi durante un rastrellamento, ora fanno i dispiaciuti e comunicano in modo trasparente il nuovo macello in attesa del prossimo.
D'altra parte il nostro è un sistema "democratico" in cui le notizie sono talmente tante e buttate lì a centinaia che è meglio mostrare candidamente quello che si è fatto piuttosto che nasconderlo e rischiare di sollevare un inferno che ti può costare paginate di giornali per settimane. In questo modo la notizia sarà ruminata insieme alle altre e tutto continuerà come prima.

E' uno strano mondo di "civilizzati" il nostro. Ci battiamo laicamente contro il Burka delle donne afghane, per la parità dei diritti e tutto ciò che può colorare di rosa la nostra splendida esistenza. Trattiamo con sufficienza e dall'alto del nostro sapere gli incolti, il popolo bue ed i trogloditi del terzo e quarto mondo. Non riusciamo proprio a concepire come non ci capiscano.
Ieri sera sdegnati abbiamo assistito alla fustigazione di una giovane donna trasmessa in TV, ed abbiamo pensato "sti cazzi, che barbari". Quando abbiamo letto il titolo qua sopra non abbiamo non potuto sottolineare la differenza " Che stile, se lo avessero fatti quegli stronzi col cazzo che ti chiedevano scusa"

venerdì 4 dicembre 2009

Quelli che nella vita incontri

Nella vita capita d'incontrare un sacco di gente. Quelli che alla fine ricordi sono i tizi che ti hanno colpito per qualcosa (in positivo o negativo) ed i pochi con cui hai diviso l'amicizia.
Tra i primi e tra questi quelli che negli ultimi anni mi hanno, in qualche modo, "impressionato" c'è una serie di soggetti virtuali incontrati a vario titolo ed in diverse occasioni su questo blog, andandoli a trovare a "casa" loro ed infine in quel luogo mitico della "sinistra" che si chiama Kilombo.
Qualcuno dirà: "Che palle!! di nuovo con 'sto Kilombo?"
Ebbene si, di nuovo.

Ora, c'è un tizio che un giorno insieme a degli amichetti ed amichette di merenda ebbe la meravigliosa idea di aprire un luogo (il Kilombo) pensando così di fare cosa buona e giusta e di arricchire con quell'iniziativa le piazze di dibattito in cui far convergere le diverse anime della sinistra.
Era l'epoca antecedente al mitico governo Prodi (l'amico dei banchieri).
Sono un paio di secoli che la sinistra si divide e litiga quasi su tutto (qui da noi), non ci sono riusciti personaggi mitologici ad unire le diverse anime figuratevi se lo poteva fare una piazzetta della minchia come quel contenitore.
Per di più con una carta che doveva sancire le "regole" con cui frequentare lo spiazzo.
Insomma un condominio con un bel regolamento da condominio con robe molto generiche e contorte tipo "non disturbate dalle 14 alle 16". Una roba scritta da avvocati e con lo spirito di rompere i coglioni senza specificare bene cosa con quello si intende. Sapete, una di quelle pippe che viene interpretata in mille modi diversi e che fornisce l'occasione per fondare emerite scuole di pensiero.

Non starò a ripercorrere tutte le fasi degli scazzi.
C'è, però e tanto per dare un'idea dell'ambiente, qualche episodio illuminante di come, stancamente, la vicenda si è protratta negli anni.
Si iniziò rompendo le palle a militante autonomo perché aveva osato esporre una bandiera dei sionisti israeliani con una croce uncinata. Sia mai.

Continuò la storia con un premio dato, in senso di amicizia per la pace tra i popoli, anche ai Kilombari (che per la cosa fecero anche un referendum, accettarlo o no?) sponsorizzato da una tizia che diceva di rappresentare (più o meno) l'opinione ed il voto di 2000 musulmani aderenti all'iniziativa.
Scoprimmo in seguito che il premio era taroccato e che dei duemila (2000) musulmani rimanevano giusto i parenti stretti e qualche amico.
E pensare che per questa roba si scrissero migliaia di post tutti BELLISSIMI e con una serie di argomenti che neanche la corte costituzionale si sogna quando vuole prendere a sberle il Berlusca.

Si arrivò anche a chiedere conto di ciò che esattamente si intendeva dire con quello che si era scritto nel post perché non si capiva bene e se non si capiva bene e veniva male interpretato poteva anche essere censurato perché, sai, il proprietario del dominio può anche essere denunciato e lui si caga negli slip per questo (il rivoluzionario dei bambascioni).

Si passò attraverso una guerra sfibrante in cui volente o nolente ti dovevi schierare. Salvo scoprire che la tizia che l'aveva scatenata è una che di mestiere (e con il culo coperto da amicizie altolocate) se la prende con mezzo mondo e che grazie a questo sport ha riempito le colonne dei giornali di mezza Italia. E già perché denunciare, una roba da onorevole, è qualcosa che mica tutti si possono permettere. Hai bisogno di soldi, tempo e voglia. Roba da borghesi insomma e se hai il problema della sopravvivenza figurati se puoi permettertelo.

Pensate che, i democratici kilombari che in massa parteciparono alla manifestazione sulla libertà d'informazione, sono riusciti pure a falsificare le elezioni per eleggere i redattori (si avete capito bene hanno inventato i voti) e che quei redattori eletti invece che rassegnare le dimissioni hanno pure magnificato la loro elezione con mirabolanti post sull'argomento. Prima di allora si è scoperto che hanno taroccato un paio di referendum, tanto per non farsi mancare nulla. Adesso in redazione c'è uno che ha superato la quarantina e si fa fotografare con il fazzoletto sul viso, che (rigorosamente per senso femminista) esibisce sul suo blog una guerrigliera modello Barbie con un mitra tra le cosce. Si, lui è quello che ha preso metà dei voti falsi. E controlla gli altri.

In tutto questo una serie di personaggi per me sono mitici. Uno per la sua coerenza ed al quale riservo l'onore delle armi (non farò il suo nome perché non mi frega un cazzo continuare oltre la polemica). Il tipo per un po' di tempo ha esibito sul suo blog il mio nome (Mario) e l'iniziale del mio cognome (P) associandomi ai suoi "persecutori" (i famosissimi troll che è una roba che fanno tutti ma che quando la fanno a te ti incazzi come una bestia e frigni solidarietà). Un cuor di leone che probabilmente ha avuto come consiglio, dal sindacato dei pensionati, il fatto di non scrivere per intero nome e cognome che non si sa mai nella vita che quello ti denuncia.
Lo stesso tizio per un po' ha soggiornato in redazione, dimettendosi la prima volta e mettendoci le radici la seconda con l'obiettivo di monitorare solo quello che scrivevo io e qualche altro "resistente" e censurarlo. Il genio, mentre Guerrillaradio si beccava un pò di bombe sioniste in quel luogo ameno chiamato Gaza, arrivò anche a censurargli un post sempre perché esponeva la bandiera israeliana con la croce uncinata. E sia mai 2. Adesso è di nuovo lì che scorrazza in Kilombo scrivendo di "tolleranza" e di palestra della sinistra. Ma dai!!!!

L'altro personaggio è il mitico "padrone" a questo vorrei dedicare un solo pensiero. Prima di farlo immaginate uno che con voi ordisce una trama guerrigliera, che condivide tutto di quello e che con voi prende la bisaccia e la borraccia, si mette la bandana che portava al mare, impugna il mitra,si infila gli scarponi e poi vi segue in montagna. Ecco guardatelo mentre impugna il mitra e vi spara alle spalle, non vi becca e mentre vi voltate per capire da dove arrivano i colpi lui guarda in alto ed indica una parte della collina in cui non si vede anima viva. Riprendete il cammino e questa volta non sbaglia il colpo. Vi becca proprio alle spalle. Ecco, a quest'uomo coraggioso vorrei dedicare un solo epitaffio : VAFFANCULO.

Chiudiamo chiarendo che da quel luogo siamo usciti per sempre. Se uno vuole anime candide a cui accompagnarsi, in lotta contro le ingiustizie del mondo forse è meglio che frequenti qualche camposanto o che emigri in altre latitudini. Questi sono merda e basta.

venerdì 6 marzo 2009

Il moralista


Nel 2007 10 manager italiani, del settore del credito, hanno guadagnato circa 34 milioni di euro.
"Sei un demagogo, populista e moralista, non si possono dare cifre così alla cazzo.
Vuoi mettere le responsabilità e la qualità di quei 10?."

Andiamo avanti, ieri la Indesit di Torino ha comunicato che licenzierà i 600 di None. lo stabilimento si trova a ridosso di un paese di 8.000 abitanti. Se ipotizzo un costo aziendale (medio) di 60.000 € annuo a testa per quei lavoratori scopro che hanno portato a casa (in 600) una cifra lorda che è di ben 2.000.000 di euro superiore a quanto hanno guadagnato i 10 Top manager di cui sopra.
"E poi dicono che le aziende falliscono, ma come cazzo possono pensare di valere così tanto in più quei 600 rispetto ai 10 Top (sempre quelli di sopra) e, soprattutto, rispetto ai loro colleghi polacchi."

C'è qualcosa che non funziona.
"No, funziona tutto perfettamente. Questa è una società democratica che premia i migliori ed in cui i sogni sono alla portata di tutti. Anche di quelli come voi. Basta crederci."

Sarà! E se mi fossi rotto il cazzo? Sai, in fondo nel lungo periodo saremo tutti morti. Magari mi è venuta voglia di darci un taglio a tutte queste palle.Inizierei da te, se non ti dispiace. In fondo a te ti attende il paradiso ed a me l'inferno.

BOOOM!!!

mercoledì 7 gennaio 2009

Cosa scrivevano i nazisti, in difesa della grande Israele

Mi sono andato a cercare un pezzo del Main Kampf in cui si parla dell'uso del terrorismo per conquistare il potere e dare alla Germania lo "spazio vitale".
L'ho letto e riletto, fatelo anche voi e poi ditemi se le mie riflessioni sono correte.

" Né la moralità, né la tradizione germanica possono negare l'uso del terrore come mezzo di battaglia.
...
Noi siamo decisamente lontani da esitazioni di ordine morale sui campi di battaglia nazionali. Noi vediamo davanti a noi il comando della Croce, il più alto insegnamento morale del mondo: Cancellate - fino alla distruzione. Noi siamo in particolare lontani da ogni sorta di esitazione nei confronti del nemico, la cui perversione morale è accettata da tutti.
Ma il terrore è essenzialmente parte della nostra battaglia politica alle presenti condizioni e il suo ruolo è ampio e grande.

* Ciò dimostra, a chiare lettere, a coloro che ascoltano in tutto il mondo e ai nostri camerati scoraggiati fuori le porte di questo paese che la nostra battaglia è contro il vero terrorista che si nasconde dietro le sue pile di carta e di leggi che egli ha promulgato.
* Non è diretta contro il popolo, è diretta contro i rappresentanti. Finora ciò è efficace.
* Se scuoterà anche lo stato dalla sua compiacenza, benissimo.

Solo così inizierà la battaglia per la liberazione."

Azz, mi sono sbagliato! Qualche imprudente ha cambiato qualche termine (in rosso) e falsificato il testo. In realtà si tratta di un "articolo intitolato "Terrore" su He Khazit ("Il Fronte", un giornale del Lehi in clandestinità), n. 2, Agosto 1943"
Appartiene a quell'organizzazione sionista che si battè a colpi di bombe per far nascere lo stato di Israele.
A momenti ci cadevo anch'io nell'inganno.

sabato 3 gennaio 2009

Gaza e la bandiera che brucia

Questo documentario è stato girato a Gaza qualche anno fa (2003). Uno dei cameramen protagonisti, James Miller, è stato ucciso durante le riprese.Tratta di come si vive e muore da quelle parti. E' il destino dei palestinesi, così come lo è stato degli armeni e dei curdi da altre parti. Alcune delle immagini mi ricordano scene che ho visto in altri paesi in giro per il mondo. Convive lì la resistenza di un popolo con la loro determinazione a cercare di sopravvivere. I bambini, gli stessi che muoiono in questi giorni, sembrano rassegnati e coscienti che non esistono altre strade al martirio ed alla resistenza. Quello che oggi hanno è Hamas.
E' un popolo, quello che vive a Gaza, figlio della pulizia etnica fatta dai sionisti israeliani quando con la forza occuparono quelle terre. Nella quasi totale indifferenza affermarono un diritto inesistente ( edificare lo stato Israeliano) con la forza del terrorismo prima e delle armi poi.
Quello stato è nato così. Sulla prevaricazione e sulla base della legge del più forte. Per difendere quel diritto loro combattono ragazzini che tirano pietre ai loro carri armati ; ragazzini che diventeranno martiri e che si faranno esplodere tra di loro.

Qualche tenerone è sensibile alle bandiere bruciate.
Vi faccio una domanda, ma voi l'avreste bruciata la bandiera Italiana con il fascio littorio o quella tedesca con la croce sapendo bene cosa è il fascismo e cosa è il nazismo? Io si. Probabilmente avrei messo qualche bomba da qualche parte. Terrorista? Si, anche se preferisco il termine di sovversivo o di resistente.

Se fossi un ebreo me ne andrei semplicemente da Israele e non mi farei complice di un genocidio. Perché di questo si tratta.


mercoledì 10 dicembre 2008

Aggiustare la pensione con il fondo Cometa

Quello che vedete è il grafico dell'andamento dei vari comparti amministrati dal fondo "Cometa".Quello che gestisce i soldi del TFR dei metalmeccanici.
Chi ha investito i suoi soldi sul mercato azionario (quello denominato crescita, della serie quando ti voglio prendere in giro ci riesco bene) si ritrova con un valore di quota inferiore a quella dell'aprile 2005 (12,oo €).Non ne parliamo se sei entrato a Giugno del 2007 (il picco,14,oo € circa).
Si salvano quelli che hanno messo i soldi sotto il cuscino (Monetario e Sicurezza).Non tanto da far rimpiangere, in ogni caso, il fatto che se avessero lasciato i loro quattrini in "azienda" ,con le vecchie regole , ci avrebbero guadagnato di più.
La questione è : dove sono tutti quei signori che pontificavano sulla bellezza della previdenza complementare?Quella che sfrutta le sinergie del mercato, la crescita i cazzi e gli stracazzi.
Se provavi a porre domande "scomode" a qualche sindacalista "procacciatore di affari", ti guardavano come si guarda un residuato bellico.
Al di là delle questioni tecniche mi chiedo: ma secondo voi si può pensare di legare una parte della pensione delle persone, di quelli che guadagnano 1.200€ al mese, di quelli che faranno fatica in una situazione normale, a meccanismi di questo tipo? La risposta adesso sarebbe retorica e sdegnata.Peccato che dobbiamo contare i morti per rendercene conto.Bè, io penso che la questione morale inizi da questo confine per gente di sinistra.

martedì 17 giugno 2008

Lanfranco Pace ovvero meglio un coito interrotto



Quello che ogni sera, con la facciona rubiconda e la cravatta bordo' (il più delle volte), sulla 7 intervista politici ed ammennicoli vari ha un passato "rivoluzionario" di tutto rispetto.
Mi chiedo come si potesse, all'epoca, dar conto a gente di questo tipo.
A sentirli parlare, adesso, insieme ad ex del calibro di Sofri, si capisce anche perché uno come MARINO abbia goduto un sacco a raccontare chi, secondo lui, lo assecondò nell'omicidio Calabresi per fargli provare il gusto delle sbarre.
Gente che se li rivedi in qualche intervista con i capelli lunghi e la faccia da imberbe ti travolge con la "qualità" della critica allo stato.
Mi è capitato di sentire un flash di una dichiarazione di Liguori ventenne (su Blob).Mi chiedo se sono la stessa persona.
Certo nella vita si cambia.
Per certuni, però, si imporrebbe il silenzio quando un percorso accidentato ti ha fatto buttare nel cesso quel minimo di coerenza con cui guardarti allo specchio.
E invece te li ritrovi lì, paciosi con il portafoglio pieno, a raccontarti come vanno le cose.
Ad ogni buon conto questa che copio da Wikipedia è la biografia del nostro giornalista.Tanto perché sappiate da dove arriva, come si è trasformato, con chi collabora e con quale leggerezza d'animo segga a quel tavolo.

"Gli anni di Potere Operaio e delle Brigate Rosse [modifica]

Nel 1968 fa parte all'Università di Roma del comitato di base di ingegneria dove viene in contatto con Oreste Scalzone e Franco Piperno, con cui porterà avanti un sodalizio per oltre trent'anni. Costituisce a fine anni '60 il Comitato di Base della fabbrica FATME a Roma.

A Torino, nel 1969 entra in Potere Operaio (partecipa agli scontri di Corso Traiano del 3 Luglio 1969) e rapidamente ne diviene uno dei dirigenti.[1]

Allo scioglimento di Potere Operaio (1973), nell'ambito di Autonomia Operaia, d'intesa con Valerio Morucci, Franco Piperno, Germano Maccari, Luigi Rovati, Piero del Giudice e Paolo Castaldi dà vita ad un progetto di unificazione delle organizzazioni armate rivoluzionarie dell'estrema sinistra denominato Co.Co.Ri. (Comitati Comunisti Rivoluzionari).

Più avanti (1977), fonda, con Oreste Scalzone e Franco Piperno il Progetto Metropoli, una rivista/movimento, con il complemento Pre-Print, con sede al civico 28 di piazza Sforza Cesarini a Roma (successivamente sede di Linea di Condotta).[2]

Il progetto della rivista Metropoli è collegato (stessa sede, stessi nomi delle persone a libro paga: Paolo Virno e Lucio Castellano, oltre a Lanfranco Pace) al CERPET, Centro Ricerche di Programmazione e Pianificazione Economica e Territoriale, nato per iniziativa di Stefania Rossini e Luigi Sticco (sotto il patrocinio del senatore Antonio Landolfi) e che si occupa di ricerche sociali, finanziate in modo molto generoso da Montedison, Formez e Regione Abruzzo.[3] [4]

Coautore con Lucio Castellano e Cristina Cocchioni del libro La fabbrica nel sud. Il mercato del lavoro a Cassino dopo l'insediamento Fiat, Lerici, Cosenza, 1978.

Viene arrestato il 3 aprile 1978 nel corso di una retata nell'ambito della Autonomia Operaia ma resta in carcere un giorno solo, giusto il tempo per essere identificato.[5]

Durante il sequestro Moro (16 marzo - 9 maggio 1978) Pace ha periodici incontri con i brigatisti rossi di origine più movimentista, Valerio Morucci e Adriana Faranda, svolgendo un ambiguo ruolo di mediatore tra l'ala movimentista delle BR (che andava poi a riferire a Mario Moretti) ed il Partito Socialista Italiano (Claudio Signorile, Antonio Landolfi, Bettino Craxi).[6]

Tra il 1978 e l'inizio del 1979 ha diversi contatti con il gruppo dirigente delle BR, al fine di "far da pacière" tra il gruppo di Moretti/Gallinari e il duo Faranda/Morucci.

A tale epoca risale, secondo alcune fonti (pentiti e dissociati) l'appartenenza vera e propria di Lanfranco Pace alle BR, sempre smentita dall'interessato.[7]

Nei primi mesi del 1979, Morucci e Faranda sono ospitati in casa di Aurelio Candido, grafico di Il Messaggero e militante del Partito Radicale, su richiesta di Lanfranco Pace, che non lo informò sulla loro identità.

Successivamente Pace raccomanda i due, appena usciti dalle Brigate Rosse per costituire un altro gruppo terroristico, a Giuliana Conforto perché affitti loro il suo appartamento in viale Giulio Cesare 47 a Roma, dove questi sono posti in arresto il 29 maggio 1979.[8][9]

Nel 1979, imputato nel cosiddetto "Processo 7 Aprile" nell'ambito dell'inchiesta del giudice Calogero, fugge in Francia con Franco Piperno, dove lavora al giornale Liberation. Ai primi di settembre 1980 Lanfranco Pace si costituisce in Francia e tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, Piperno e Pace vengono estradati in Italia.

La carriera giornalistica [modifica]

Attualmente è opinionista politico per la televisione LA7 e per il quotidiano Il Foglio. Dal febbraio 2008, in seguito alla fondazione della lista Pro-life di Giuliano Ferrara, Lanfranco Pace ne ha preso il posto alla conduzione di Otto e mezzo, trasmissione per la quale aveva curato fino a quel momento il servizio d'apertuta, chiamato Il Punto."

mercoledì 8 novembre 2006

IL BUIO E LA LUCE 4

Ci sono viali lunghissimi a Torino. Gli alberi lungo le strade per lo più sono malati. Le foglie rosse di quest'autunno cadono in ritardo. Dicono che dipende dal clima che cambia. I viali sono larghi, per la maggior parte. Le macchine li percorrono veloci. Il paesaggio di questa città è ordinato, anche in periferia. Lungo il greto dei fiumi i rifiuti, e le buste di plastica, sventolano dai rami dei cespugli. In un posto simile trovi tempo per essere malinconico, triste, allegro, pazzo e depresso. E' quello che accade ora. A me!
Questi pensieri si muovevano nella sua testa. Mischiava tutto. Pensava senza un ordine logico a quello che la città stimolava in lui. Le cose che lo circondavano.E le persone. La differenza rispetto ad altri luoghi, in cui era stato, la faceva la gente. Forse era quello l'impulso che lo aveva fatto scendere dal letto con in testa l'idea di rimettere tutto in discussione. Non voleva cambiare le persone, il loro modo di pensare e di agire. Le voleva semplicemente eliminare. Per lui , in quell'istante, tutti erano uguali. Nulla che li differenziava. Non le loro storie, o i loro abiti. Non l'ostentazione del tanto o delniente. A tutti imputava una responsabilità. e per quello avrebbero pagato. Le due signore . Si ricordò della volta in cui provò a chiedere una mano per risolvere una situazione di pacifica coabitazione. Lo colpì la loro ritrosia, quella volta. Il non volere immischiarsi. E lui era rimasto da solo, con il suo problema. Vivere chiusi diventando vecchi. Ed allora a cosa servi? Aveva pensato questo rimettendo in ordine le cose e pulendo il pavimento dalle macchie di sangue. Era questa la missione di una vita. Non giudicare passando dai se e dai ma. Fare pulizia. Rigenerare il paesaggio liberandolo dalle scorie. Gli venne in mente quella canzone che ascoltava da ragazzo. Parlava di quella città, dei viali alberati e delle montagne scintillanti all'orizzonte. Si rilassò e sorrise. Alla radio già parlavano di lui.