martedì 21 novembre 2006

La sinistra e la sua classe dirigente

"Abbiamo fatto tutto nella legalità" questo farfugliava il governatore ex sindaco ed ex ministro sig. Bassolino. " Abbiamo fatto tutto seguendo le regole" questo balbettava l'assesore Tricarico in risposta a chi gli chiedeva conto della svendita di casa Gramsci. LE REGOLE, la legalità. Ho nelle orecchie i fiumi di parole che lor signori hanno speso su questi due semplici concetti. Ho nelle orecchie le loro parole, ho negli occhi le loro facce ed il risultato delle loro azioni. Bè credo che valga la pena fare un pò le pulci a questa classe dirigente, a come gestiscono il potere (il loro potere), alle consorterie degli amici che gli girano attorno, a come ci prendono per il culo ed a quanto ci abbiamo creduto.
Avete visto che spettacolo il Bassolino in televisione? Ve lo ricordate il Cofferati che davanti a tre milioni di persone, con i capelli scomposti dal vento ci raccontava che noi si appartiene alla cultura della solidarietà e non dell'elemosina? Lo avete visto com'è grigio e tetro quando parla di regole e prende a calci nel culo quattro straccioni baraccati? Secondo voi avrebbe scelto Stalin o Rosa Luxemburg uno così?
Avete visto il Fassimo uomo di governo e di partito parlare di riforme strutturali e di banche come se fosse Tommaso Padoa secondo?
Ma questo ci vuole raccontare che per fare stare bene i precari di oggi domani dobbiamo tagliare quattro soldi a ch prenderà 1.000 € di pensione e farlo lavorare di più ?
Ed il Massimo baffino con quel vestito e la croce al collo genuflesso di fronte sua santità? (come vorrei essere spagnolo)
Ed i loro manager? Quelli della coop che prendono una paccata di milioni di euro di consulenza e vanno tranquillamente all'estero per evadere le tasse.
Penso sommessamente che questa gente debba essere rimandata a calci (metaforici) in qualche quartiere di periferia e da lì provare a gestire un semplice condominio. Secondo me gli manca il contatto con quel momento magico che è l'assemblea di un gruppo di persone che si accapiglia su tutto, che cerca di capire nel dettaglio perchè deve fare qualcosa e che vuole capire s eè possibile fare le stesse cose spendendo meno soldi.Li vorrei vedere senza il codazzo di consulenti pagati profumatamente, spiegare e chiedere consenso sulle loro scelte.
Devo dirvi popolo di corvi rossi, di precari e di evasori fiscali che mi sono rotto i coglioni e che ho un profondo disgusto per quanto accade tutti i giorni. Vivo a Torino città amministrata da un sindaco che crede di essere un sorta di re sole, persona che prova fastidio nel dare risposte perchè pensa che le domande si fanno solo una volta ed ogni cinque anni. Bè a questa persona un pò di cose le vorrei chiedere, ad esempio : perchè non ha chiesto i danni a chi ha prodotto quella indecenza che si chiama parcheggio Fusi, perchè ha prodotto la svendita di un simbolo della sinistra, perchè vuole ricomperarsi dalla Fiat e da Cazzola (con i soldi nostri) il Lingotto,perchè li dentro come presidente c'è un loro amico e non uno scelto dopo pubblico concorso e con maggiorre trasparenza, perchè dice di non avere soldi per amministare e poi pensa a cose così impegnative dal punto di vista economico, perchè non taglia un pò di consigli di amministrazione e di consiglieri pagati da noi dentro quella miriade di società di cui non si sà un cazzo, perchè costruisce parcheggi che poi costeranno 2€ l'ora e non si vede un euro d'investimento per rendere più respirabile l'aria, perchè vuole convincerci che un'opera che buca una montagna e che per essere prodotta ha bisogno di 25 anni di lavoro è una delle condizioni per non essere tagliati fuori (ma tra 25 anni quante trasformazioni avrà subito questo paese?). Questa classe dirigente di sinistra! Che orrore il prodotto di tante lotte. Si lottava per estendere i diritti ed abbiamo i peggiori messaggeri del liberismo senza regole (Treu docet). pensavamo che dovessimo dare un orizzonte diverso alle nuove generazione e produciamo lo stesso tipo di cultura della destra (competitività, gomiti aguzzi e faccia feroce per sopravvivere, è il mercato bellezza!)Provare a ripartire? Non lo sò, datemi un pò di conforto e qualche speranza. IO QUESTI NON LI SOPPORTO PIU'.

lunedì 13 novembre 2006

Gli eroi e le persone normali


Io voglio celebrare il coraggio di quelli che si espongono. Di quelli che lo fanno a mani nude, senza armi e con l'incoscienza di voler afferrare gli anni e di volerli vivere intensamente, dando un senso a tutto quello che è vivere. Voglio celebrare chi stà con i deboli, chi asciuga le loro lacrime e strappa un sorriso ai loro bambini. Voglio celebrare quegli uomini e quelle donne che mi fanno stare bene.
Vi propongo la seconda mail ricevuta da questa nostra amica che opera come dottore a Kabul.
Buona lettura.


Oggetto: Re:R: R: kabul


che bello sono finita su un blog!!!!!!!non ricordo i particolari della mia
mail speriamo.. non ho visto dalema ma non ho neppure sentito parlare di lui
qui si vede che non ha lasciato grandi tracce! qui il lavoro è sempre uguale
anche se con il tempo più rigido sembra che la gente si spari meno e che i
bimbi cadano meno dall'alto non diminuscono invece gli incidenti da mina e
purtroppo recentemente abbiamo dovuto amputare un bimbo e oggi un adulto e
pensare che queste mine le costruivamo noi in italia! dovresti vedere che
distruzione producono nel corpo questi ordigni! oltre tutto questi pazienti
spesso sono coscienti ma mai una lacrima e neppure un lamento! qui il tempo
è freddo di notte e di giorno spesso piove e le strade diventano un disastro
con incidenti che ci fanno affluire molti pazienti fratturati e con traumi
cranici per il resto non ci sono altre novità grazie per aver telefonato a
carlo alberto: è un caro ragazzo e spero che riesca a realizzare i suoi
studi per me è sempre un bel ragazzo ma la mamma non fa testo spero che il
tuo piccolo continui ad avere successo con il pallone salutami mario

domenica 12 novembre 2006

La politica con la P maiuscola e l'acqua


Torno un attimo a distrarmi con la politica, e con ciò che accade nel nostro magnifico villaggio.
Lascio il Killer del Buio e la Luce e mi occupo di cose terrene.
Quando penso alla politica, non posso fare a meno d'immaginare che le persone che la rappresentano dovrebbero essere in primo luogo TITANI in grado di spingere, con la loro visione del mondo e della società, noi umili cittadini verso traguardi ambiziosi e di largo respiro. Dovrebbero farci alzare al mattino con l'orgoglio di essere parte di una comunità forte e salda nei suoi valori di riferimento, con la consapevolezza di essere parte di un progetto ambizioso ma bello.
E invece cosa ci capita? Omuncoli che biascicano parole incomprensibili, stretti nelle loro giacchette stirate all'ultima moda. Tutti uguali e distanti da noi, dalle nostre gioie, dai nostri guai e dalle nostre debolezze. Si sogno un leader, o una comunità di leader in grado di scuotermi negli andri più remoti della mia coscienza, che mi dia di nuovo la voglia di occupare il tempo occupandomi degli altri, che abbia chiara la differenza tra grandi obiettivi e sopravvivenza grigia. Provate un pò a fare l'lenco delle priorità e di quello che vorreste cambiare, mettete su una colonna questi vostri desideri e sull'altra le cose di cui sentite parlare in televisione da lor signori. Faccio qualche esempio. E' di moda parlare di infrastrutture e di opere in grado di modernizzare il paese, elementi foondamentali per la competitività del sistema. Belle parole, per fare questo ci dicono che bisogna costruire più autostrade, bucare montagne, far circolare più velocemente le merci etc. Poi accade che in fondo alle cose accada sempre più spesso che qualcuno dica: signori attenzione la nostra risorsa più preziosa è l'acqua e tra un pò non sapremo come fare per farla arrivare. Nelle abitazioni, nelle fabbriche, negli ospedali . L'elemento essenziale della vita , quello da preservare, quello su cui investire tra un pò sarà così scarso che potremmo anche farci a pezzi per procurarcelo e sopravvivere.
Non sembra un problema che interessi granchè..adesso. Parlo dell'acqua perchè questo è un modo per dire di quanto siamo distanti dalla sostanza delle cose. Di come siamo persi nel confabulare di cose che non mutano in meglio il nostro modo di vivere e di pensare.Di come non investiamo per le future generazioni, di come in fondo non ci importi un gran chè di come andrà a finire.Bene vorrei un leader che, partendo dall'acqua, si alzi un giorno e dica:
" Gente ho un sogno nella mia testa, vedo i nostri figli uniti ai padri formare una catena di braccia. Raccogliere la sabbia da quel pozzo in cui abbiamo buttato i nostri sogni. Arrivare alla fonte di quell'acqua che una volta scorreva in superfice e riportarla qui tra di noi. Sogno una generazione che sappia distribuire e non accumulare. Costruire e riparare e non distruggere. Fermarsi a pensare e non urlare. Camminare e non correre. Sogno di riportarvi ad una dimensione di uomini. A come siete stati nei vostri sogni di ragazzi e a come rimpiangete di non essere stati da vecchi. Vi voglio portare verso un nuovo futuro.... nello stesso vecchio mondo"

mercoledì 8 novembre 2006

IL BUIO E LA LUCE 4

Ci sono viali lunghissimi a Torino. Gli alberi lungo le strade per lo più sono malati. Le foglie rosse di quest'autunno cadono in ritardo. Dicono che dipende dal clima che cambia. I viali sono larghi, per la maggior parte. Le macchine li percorrono veloci. Il paesaggio di questa città è ordinato, anche in periferia. Lungo il greto dei fiumi i rifiuti, e le buste di plastica, sventolano dai rami dei cespugli. In un posto simile trovi tempo per essere malinconico, triste, allegro, pazzo e depresso. E' quello che accade ora. A me!
Questi pensieri si muovevano nella sua testa. Mischiava tutto. Pensava senza un ordine logico a quello che la città stimolava in lui. Le cose che lo circondavano.E le persone. La differenza rispetto ad altri luoghi, in cui era stato, la faceva la gente. Forse era quello l'impulso che lo aveva fatto scendere dal letto con in testa l'idea di rimettere tutto in discussione. Non voleva cambiare le persone, il loro modo di pensare e di agire. Le voleva semplicemente eliminare. Per lui , in quell'istante, tutti erano uguali. Nulla che li differenziava. Non le loro storie, o i loro abiti. Non l'ostentazione del tanto o delniente. A tutti imputava una responsabilità. e per quello avrebbero pagato. Le due signore . Si ricordò della volta in cui provò a chiedere una mano per risolvere una situazione di pacifica coabitazione. Lo colpì la loro ritrosia, quella volta. Il non volere immischiarsi. E lui era rimasto da solo, con il suo problema. Vivere chiusi diventando vecchi. Ed allora a cosa servi? Aveva pensato questo rimettendo in ordine le cose e pulendo il pavimento dalle macchie di sangue. Era questa la missione di una vita. Non giudicare passando dai se e dai ma. Fare pulizia. Rigenerare il paesaggio liberandolo dalle scorie. Gli venne in mente quella canzone che ascoltava da ragazzo. Parlava di quella città, dei viali alberati e delle montagne scintillanti all'orizzonte. Si rilassò e sorrise. Alla radio già parlavano di lui.

giovedì 26 ottobre 2006

ACCIAIO PURO

Vi regalo un breve scritto di Henry Miller da Primavera nera.
"E ora prendo commiato da voi e dalla vostra sacra cittadella. Me ne vado a sedermi sulla cima di montagna, ad aspettare altri 10.000 anni che vi facciate largo verso la luce. Vorrei solo che per questa sera attenuaste la luce, abbassaste gli altoparlanti. Stasera vorrei meditare un pò in pace e tranquillità.Per un pò vorrei dimenticare che v'accalcate intorno al vostro favo da quattro soldi.
Domani potrete completare la distruzzione del vostro mondo. Domani potrete cantare in paradiso sopra le rovine fumanti delle vostre città terrene. Stasera però vorrei pensare a un uomo, a un individuo solo, a un uomo senza nè paese nè nome, un uomo che io rispetto e che non ha asoolutamente niente in comune con voi: ME STESSO. Stasera vorrò meditare su ciò che io sono"


martedì 24 ottobre 2006

Incazzati e basta


Mi alzo al mattino e mi viene voglia di urlare, incazzato con tutti e con tutto quello che mi circonda (riprendo fiato) ma cosa mi rappresenta quella faccia bollita di prodi e quel nano straricco del berlusca se non lo stato di uno scontro tra micro titani che così bene ci rappresentano? ma cosa immaginavate voi teste di cazzo disperse nel nulla con il vostro votuncolo fetido, cambiare forse qualcosa nella vostra vita noiosa ed insulsa.Giriamo come tanti panda castrati attratti da vetrine che ci fanno vedere oggetti fatti tutti dalla stessa fabbrica e con logo diverso, diciamo:oh che bello! quando ci sono i saldi me lo compero. e continuiamo a girare come tanti topi da laboratorio lobotomizzati, infastiditi dallo zingaro o dal tossico di turno che tirano vanti chiedendo l'elemosina e pensando :speriamo non mi capiti mai.che palle che siete, che siamo nani del vivere. elemosinieri di nessuna speranza. grigio, tutto grigio con cravatta regimental per dare un pò di colore.stiamo coltivando un futuro fatto di niente, abbiamo perso anche la possibilità di pensare ad un mondo da costruire. e con chi poi. con quelli che ti prendono per il culo tutti i santi giorni? e tu sei lì dentro la tua auto del cazzo, che pensi alla rata del mutuo mandando a cagare quello stronzo che cerca di vivere pulendoti quel vetro di merda, pensi a tua moglie e a come era bella, a tuo figlio e a quanto ti rompe le palle. hai solo voglia di scioglierti in questa giornata autunnale dietro ai tuoi ricordi di ragazzo. staccare un'attimo la spina e nuotare in mezzo ad un mare incontaminato e senza sacchetti della spazzatura. e invece no ti tengono per il collo attaccato ai tuoi pensieri vuoti ed allo stress che ti sale dalle budella. cazzo che voglia di urlare e poi.... prodi ed il berlusca e ritorni lo stronzo di sempre.

venerdì 20 ottobre 2006

Volare

Ho ricevuto una mail che vi metto qui, in questo spazio dell'universo virtuale, che mi ha dato qualche brivido.
Leggetela.
cara carletta
sono contenta di avere tue notizie
non ho cambiato idea riguardo alla mia missione qui a kabul anch se ci sono
giorni in cui mi sento sfinita e sfiduciata: qunado sono arrivata
l'anestesista che c'era prima di me mi ha dato in mano la rianimazione di
sei letti dicendomi poche cose e lasciandomi per un mese una specializzanda
di monza che ovviamente ha fatto di tutto per mettermi in difficoltà ora
sono sola da tre settimane ed incomincio a carburare ma purtroppo sono
sempre in call con questa maledetta radio e il venerdì per me non è mai
festa! qui siamo in undici tra medici e infermieri internazionali il
personale è locale ci sono anche medici afgani l'ospedale è molto ben
organizzato : è un vecchio asili dove sono morti i bambini colpiti da un
rocket è formato da piccoli edifici attraversati da vialetti in mezzo a
giardini è molto curato e pulito anche se la città è poloverosa e piena di
traffico assurdo la nostra casa è di fronte è un bell'edificio con giardino
ed abbiamo camere singole la mia è nella dependence e dà sul giardino: è
piccola ma accogliente i servizi sono in comune ma discrete le docce
abbiamo anche una sauna ed una piccola palestra il lavoro è faticosissimo ed
io non ho più ventanni ma qui vedo più traumi in un giorno che a torino in
un anno arriva di tutto: mine injury (bambini e adulti) traumi della strada,
fall from hight = bambini che cadono dai tetti, bullet injury, knif injury :
qui si sparano e si accoltellano tutti i giorni e in più quando ci sono i
suicide bomber arrivano venti feriti da scoppio dilaniati tutti insieme=
mass casuality io sono impegnata sia in pronto che in ICU dove ricovero i
traumi bimbi ed adulti e in più due sale operatorie dove ci sono i tecnici
di anestesia che sono fortunatamente bravi ed autonomi ma quando ci sono i
grandi sanguinanti i chirurghi mi chioamano come vedi non c'e mai pace e
spesso non c'è tempo per pensare alle motivazioni che mi hanno spinto qui il
lato positivo è che sono costretta a parlare sempre inglese ed ora va meglio
anche per radio, riesco a capire quasi tutto anche quando parlano le
infermiere inglesi o neozelandesi muoiono tanti bambini ma quando riesco a
tirarne fuori qualcuno dopo giorni di rianimazione sono felice e dimentico
la stanchezza che è tanta ti assicuro! all'inizio mi sembrava di non
riuscire a fare bene il mio lavoro e mi sentivo giudicata ogni volta che mi
moriva un paziente ora i rapporti con i chirurghi sono migliorati c'era
anche un'ortopedico donna americana della mia età era bravissima e lavorava
come un mulo cioè come me ma ora è ripartita e purtroppo ne arriverà uno
italiano qui non si può uscire a fare schopping e certo la mia amica
patrizia non si troverebbe bene! sono stata due giorni in Panshir circa un
mese fa quando c'era ancora l'altra anestesita là c'è un nostro ospedale
come nel sud a lascargha è stata una bella esperienza vedere un pò di
afganistan e le montagne della valle ora sono quasi le undici e crollo dal
sonno devo dormire un pò perchè di notte mi chiamano sempre o in pronto o in
ICU domani è venerdì spero di riuscire a riposare forse devo andare a
prendere dei pazienti ustionati all'aeroporto così vedo un pò di città
questa è la mia vita qui a kabul salutami il futuro campione e tuo marito un
bacio a tutti a risentirci presto


giovedì 19 ottobre 2006

ma che cazzo....


ma che cazzo di finanziaria.....è?????

Il passato ed il presente

Quando si diventa vecchi si può scegliere di essere saggi o stronzi. Io penso che quel signore che risponde al nome di Pansa (un nome un programma) ha scelto la seconda opzione.
Rimestola nella memoria storica di un'epoca della quale ci vuole raccontare gli orrori di quelli che si sono messi sul piedistallo (dice lui). Che scoperta! Mio padre mi racconta di quando, da ragazzino, i fascisti gli dettero i libri di scuola per "miseria accertata".Mi dice del giorno che ha visto partire suo padre per l'Africa e di quando lo ha visto ritornare nel 47 dopo 10 anni. Mi narra della miseria e della fame, di come si dividevano il pane e la polenta tra 6 fratelli. Mi porta ogni volta al cimitero di Sulmona, su un muro ci sono ancora i segni delle pallottole dei fascisti ed i nomi dei fucilati, cita i loro nomi uno ad uno e di ognuno ricorda un particolare . Scuote la testa e mi legge la data di nascista e quella della morte.Mi scimmiotta la camminata del federale, ricorda i suoi stivali neri e gli sale, ancora oggi, dalle viscere un odio terribile. Mi confessa che lo avrebbe volentieri "ammazzato con le sue mani".Mi confida che prese solo dei calci nel culo alla fine della guerra. Ricorda i morti, tanti morti, causati dai bombardamenti. Di quel marinaio fuggito l'otto di settembre e trovatosi lì, un giorno, della raffica di mitragliatrice che lo colse mentre scappava da una latrina.Mi racconta un sacco di episodi. Il mio vecchio. Dei morti di Pietranseri e di quelli che non sono più tornati dalla Russia.
Degli Alpini ridotti a straccioni, degli inglesi che fuggirono sulle montagne dal campo di concentramento, degli 88 dei tedeschi e del loro bombardamento.
Poi arriva Pansa e ci vuole far riflettere. Dimentica le viscere, Pansa. Quella massa di budella che ti ribolle dopo avere passato anni sotto un tallone. Vorrebbe, forse, una storia diversa. Di gente allegra e soddisfatta, ridanciana e dimentica dell'orrore subito. Vorrebbe riscrivere la Storia, il Pansa.
Forse un piazzale Loreto senza il dramma di quei partigiani lasciati lì, sull'asfalto.Forse un Benito di fronte ad una giuria di fini giuristi.
Noi apparteniamo ad un'altra generazione. Ed in questa alcuni di noi non hanno voglia di farsi raccontare storie orribili di morti innocenti e di orrori e di rappresaglie, non perchè non abbiamo pietà dei morti ma perchè sappiamo che ogni storia di quel tipo ha bisogno di quella fine. Non confondiamo il momento del furore di colore che furono vittime, la loro disperata e liberatoria reazione con l'accanimento di quelli che iniziarono la carneficina e resero gli uomini lupi. Lasciamo a chi ci ha vissuto il diritto a fare i conti con le proprie viscere ed i propri ricordi. Senza pentimenti ipocriti e nella coscienza che quel solco esiste ancora. Divide e può in ogni momento chiederci da che parte vogliamo stare.
W la resistenza.

venerdì 3 febbraio 2006

Facili prede

Lavoro in un posto in cui ci sono delle fragili donne che, con contratti part time ed a tempo determinato, telefonano proponendo improbabili servizi. Lo fanno con i trasportatori, gente terribilmente stanca, sfruttata ed incazzata con il mondo.
Guerre di convincimento tra poveri cristi.
"Provi questo magnifico servizio le costa solo..."
"Sono 12 ore che guido, ma che minchia mi rappresenti ahh?"
Un giovin signore, in giacca e cravatta, ha creato tutto questo marchingegno perchè ha bisogno di piazzare una roboante "piattaforma" che non vale un cazzo (se l'e' fatta valutare 500.000€).
Intorno personaggi squallidi.
Un avvoocato che parla francese, vive a Roma,regala bottiglie di olio extravergine. Che sfrutta il suo potere facendosi fare, gratis, lavori da ragazze miti.
Un amministratore delegato mandato in una società autostradale a fare la guardia degli interessi del suo padrone.
Una corte di cortigiani che non produce nulla se non parole vuote.
Un presidente, ex inquisito per tangenti (pure condannato), gia' in pensione che per tre anni arrotonderà il suo privilegio con qualche migliaio di euro in più.
Insomma un ambientaccio.
Questo posto si trova in una valle di incazzati, dove vogliono fare un buco nel ventre di una montagna che, tra 20 anni (minchia VENTI ANNI) produrrà (forse) ricchezza.
Provate un pò ad immaginare dove.
Che palle gente, sapeste quanti ne ho incontrati così. Torniamo tutti nelle nostre umide case la sera. Accendiamo il Televisore. Mangiamo. Due chiacchiere con il figlio e la moglie. Sprofondiamo nella pece nera della notte e dormiamo senza ricordare i sogni.