martedì 6 febbraio 2007

Le dichiarazioni di Caruso

Caruso (Prc) ad Affari "Ultras o poliziotto pari sono"

"Il rischio è che affrontare questo problema dal punto di vista della militarizzazione delle curve e degli stadi contribuisca in modo molto ma molto parziale. Anzi, rischia di non avere alcuna efficacia, sotto tutti i punti di vista". Così Francesco Caruso, deputato di Rifondazione Comunista, intervistato da Affari, commenta i provvedimenti del governo contro la violenza nel calcio. "Dobbiamo porre un argine e un fine a questa scia di sangue che macchia uno sport che dovrebbe essere tutt'altro che una cornice di morti ammazzati dentro una pozza di sangue".

Le sue parole al Corriere hanno scatenato una mare di polemiche...
"Ribadisco che, per quanto squallidi e ignobili siano stati i commenti del Centrodestra, oggi, ieri e domani non esiste dal punto di vista cristiano, laico e morale una distinzione tra un ragazzo come Paparelli, morto perché gli è arrivato un razzo sparato dall'altra curva, le vittime dell'Heysel e un poliziotto ucciso mentre faceva il suo dovere come è accaduto a Catania".

Quindi ribadisce...
"Non esiste che per una partita di calcio si muoia. Che si tratti di un poliziotto, delle persone dell'Heysel o di un Paparelli. Ignobili e vergognosi sono coloro che hanno speculato, come il direttore de 'Il Giornale', che porterò in Tribunale. Infatti ho già dato disposizione ai miei avvocati di querelarlo per il titolo di oggi 'L'onorevole di Bertinotti giustifica i killer', ma dove le ha lette ste cose?".
E' proprio arrabbiato...
"Gli ultras del Catania sono da anni espressione diretta di Forza Nuova, cioè dell'estrema destra. Io dovrei difendere i neo-nazisti che si infiltrano nelle curve per fomentare l'odio e la xenofobia? Qualcuno vuole imbrogliare le carte, gli amici che hanno le loro connivenze e le organizzazioni giovanili di quei partiti. A Catania ho fatto una manifestazione anti-fascista il 16 settembre 2006 con migliaia di persone, perché due giorni prima, sempre questi signori che hanno ucciso quel poliziotto, andarono al centro sociale di Catania e spaccarono la testa a un mio compagno. Non sono incazzato, ma molto di più".

E le reazioni politiche?
"Appunto. Su questa vicenda così tragica, gli esponenti del cosiddetto Centrodestra hanno avuto il coraggio di fomentare una polemica strumentale. Se muore un poliziotto o un ultrà è comunque una cosa assurda, questo non significa che giustifico nulla".

Ma anche dalla maggioranza l'hanno criticata...
"Certo, hanno paura. Il Centrosinistra invece di zittire quelli dell'opposizione, come qualcuno si è degnato di fare, li rincorre dicendo massima solidarietà alle forze dell'ordine. Si mettono a fare i più realisti del re".

E Bertinotti che ha detto di non essere il suo angelo custode?
"Tutti questi signori tirano in ballo Fausto Bertinotti, che sta in Argentina, e gli chiedono 'scusa ma il tuo deputato Caruso ha dichiarato che...' E lui, ovviamente, risponde che fa il presidente della Camera dei Deputati. E' logico ed elementare, ma pur di fomentare la polemica politica tirano in ballo Bertinotti".

Zerbini e morale cattobusiness


Che bello ricevere una letterina in cui ti dicono,nella sostanza, "a
bello, cerca di non rompere le palle.Lì c'é una guerra e tu, con i tuoi
distinguo e la pretesa di discutere e prendere una decisione a
prescindere dal fatto che su certi argomenti la sovranità dello stato
non conta un cazzo, ci stai creando dei problemi" firmato gli
esportatori dei sacri principi e delle verità assolute.
Tutto quel
blaterare intorno all'Afghanistan ed a Vicenza. E' sufficiente la
lettera per capire che tipo di "democrazia" questi signori hanno in
mente.A me fa paura.

Cosa dire della morale di questi cattobusinessman?
Sepolto il poliziotto, mandati a casa moglie e figli in lacrime, fatto
il segno della croce, spazzato le scorie ed il sangue, messo in galera
qualche figliolo di questa borghesia benpensante e con una noia mortale
addosso cosa pensano di dire?
"Ci rovinate il business, non si può
giocare a porte chiuse. Avete la pretesa di non fare morire nessuno per
una partita di calcio. Ma non avete preso lezioni da ciò che accade sui
cantieri e nelle fabbriche? Non è che per ogni operaio morto dobbiamo
fermare la produzione. E i soldi? L'economia? Cosa pesa di più un
bilancio o una persona? "
A Caruso per il fatto di aver detto che non ci sono morti di serie A e B hanno chiesto le dimissioni dal parlamento.
Ed a questi cosa chiediamo?
Qualcuno alzerà le spalle e si dirà"bisogna andare avanti".
Io dico " così?, con questa vostra morale?"
Se un giorno sarete spazzati via a calci nel culo, non perdete del tempo a farci il pistolotto.
Claudio Lolli tanti anni fa vi dedicò una canzone, alcune parole dicevano
"Vecchia piccola borghesia, non so se mi fai più rabbia, schifo o malinconia"

lunedì 5 febbraio 2007

Catania ed i ragazzi con il passamontagna


Cosa c'é in quella folla di ragazzi, con caschi e spranghe, che possa
farmi pensare che sono molto diversi da quello che tanti, come me,
hanno rappresentato in termini di conflitto per questo paese?
C'é
il fatto che non rappresentano un conflitto tra classi sociali. Non
hanno alle spalle una militanza che li porta alle 5 del mattino davanti
ad una fabbrica a volantinare.Una militanza che ti impone di cercare di
capire perché le cose si muovono in un certo modo. Non c'é la voglia di
sentirsi classe. Di condividere l'esigenza di appropriarti di un pezzo
di potere per provare a cambiare il modo in cui raccogli e distribuisci
ricchezze e risorse.
C'é solo gente alienata. Probabilmente annoiata
e senza una ragione vera per vivere ed andare avanti. Gente benpensante
o maggioranza silenziosa su temi come la solidarietà o il
razzismo.Gente che su quelle barricate non vedremo mai.
E' gente che non mi piace.
E' gente che non ha il diritto di appropriarsi di uno come Carlo Giuliani e farne un simbolo.
E' gente che vorrei spogliare delle loro Nike e del loro cellulare. Provare a fargli ritrovare il gusto di come occupare il tempo.
Provare a ricomporre intorno a qualche ideale per cui vale la pena spendere la vita su di una barricata.

venerdì 2 febbraio 2007

Spazio


C'é uno spazio da qualche parte in cui se non fai nulla nessuno te ne chiede ragione.Uno spazio in cui la velocità non è sinonimo di progresso. In cui quello che consumi é ciò che ti serve per vivere.
C'é un luogo in cui fermarsi a guardare il paesaggio.Un luogo in cui le ombre degli uomini e delle donne, alla sera, sono lente e pacifiche nel loro rientro a casa dal mestiere nei campi.
C'é un posto per gente come noi? Che non ha fretta di raggiungere traguardi in cui alla fine rimani solo.
C'é un posto per gente essenziale che prima di parlare ascolta?

Una poesia in onore di Pasolini:
Alba rossa
di Mario Pietroletti
(1953)
Veloci in mezzo al campetto senza erba,
le porte: bidoni vuoti di conserva.
La divisa: solo magliette rosse scolorite,
che sanno di riscatto,
lavate con poco sapone
da una madre,
abbrutita dalla fame.
Il piccolo portiere
col berretto del cantiere,
cammina come una sentinella.
La minaccia è lontana,
ma se un pericolo si avvicina,
si tuffa come una pantera.
Nessuna palla varcava la sua porta,
la vittoria era nell'aria,
il tifo lievitava,
anche Pasolini l'incitava...

.
Undici ragazzi con le scarpette rotte,
ma pieni di gioia,
giocavano e vincevano: per la borgata
e la Casa del Popolo
di Pietralata.

giovedì 1 febbraio 2007

Pillole di economia e politica internazionale


1aPILLOLA
Ieri ho ascoltato il dott.Marchionne.Dopo la presentazione della nuova vettura Fiat.Lo scenario che ha disegnato è sfavillante. Si punta a circa 2.4 milioni di vetture da produrre. 44 nuovi modelli e, forse, nuove assunzioni. In questo bellissimo panorama una nota stonata.Il nostro ha detto:" C'é uno zoccolo che dobbiamo "risolvere".la mobilità lunga per 2000 tra impiegati ed operai.Se lo facciamo avremo raggiunto tutti i nostri traguardi" Questa è la stessa gente che vuole un sistema pensionistico da 300€ al mese con accesso dai 70 anni in poi. Se hanno qualche problema (ma se un'azienda fa utili e distribuisce il dividendo perchè usa la mobilità lunga?) te lo scaricano addosso.cazzi tuoi. Certo è un bel modo per guadagnarsi quel pacco di milioni di euro.
Scommettete che vuole sostituire i 2000 lavoratori con 800 precari?

2A PILLOLA
La statistica dice che i senatori (benamati e che il Signore li conservi) lavorano 12 ore AL MESE.Negli ultimi 6 mesi hanno partecipato a 40 sedute. Incassano 13.000€ al mese. Hanno percepito 78.000€, circa 2,000€ per seduta.I senatori sono 315 e costano (solo di stipendio) circa 49.140.000€ all'anno.

3A Pillola
TAV. Il costo stimato per la realizzazione dell'opera nel 1991 è stato di 14,153 mld.Il costo aggiornato al 2006 è di 88,150 mld.L'incremento è stato del 513%.
Il costo a km delle tratte realizzate in Italia è di 33mln, in Francia di 10 mln, in Spagna di 9 mln.
Il costo a Km. delle tratte progettate in italia è di 44 mln.
Problema.Proiettate su un'asse temporale 2008/2037, utilizzando il fattore di crescita x= a +513%/15 ed un fattore di correzione dato dalla stima dell'inflazione media al 3%, il costo totale dell'opera e spiegatemi se non ci stanno prendendo per il culo.

4a Pillola
Zapatero ha deciso di :
1- non dare più soldati per l'Afghanistan
2- non assumere il comando della missione
3- non appoggiare azioni militari fuori dalla zona di competenza.
Scommettete che tra un pò li fa tornare a casa?
Voglia di Spagna?

mercoledì 31 gennaio 2007

Storie di miseria nella ricca Torino




Di fronte ad un maresciallo a 70 anni.Da sola, a rispondere a quelle domande che ti scavano dentro la vita di tutti i giorni.
Ti senti persa.Speri in un pizzico di pietà. E singhiozzi spiegando quello che è accaduto.
"Signor
maresciallo, con la pensione non arrivo a pagare affitto e bollette
della luce.Da quando non c'é più lui è dura tirare avanti.Abbiamo
lavorato una vita ma non è bastato.
Sapesse quanto mi dispiace per quel ragazzo.Come farò a guardarlo in faccia quando lo incontrerò al mattino."
Sono più o meno queste le parole che la nostra protagonista ha detto qualche giorno fa nella caserma dei c.c.
Non ha resistito a quell'uscio aperto. Conosceva bene il suo vicino.
E' entrata in casa.Ha visto il portafoglio e dentro c'erano 800€.Una piccola fortuna.
Sulla
madia c'era anche quella cosa. L'ha rigirata tra le mani. Per
quattro volte ha visto una luce lampeggiare ed ha sentito un rumore
strano.Non ci capisce nulla, lei, di queste cose moderne.L'ha lasciata
lì.Spaventata.
Quando i carabinieri sono arrivati, a casa sua, era appena tornata.
Era stata dal giornalaio,aveva vinto al gratta e vinci altri 100€.Sembrava una buona giornata.Certo con un po' di peso sull'anima.Però buona.
Il maresciallo le aveva mostrato quella foto.Si scorgevano i suoi piedi, le sue pantofole ed un pezzo di pigiama.
Ecco cosa erano stati quei flash. Si era fotografata mentre rubava.
Questa
è una storia vera ed accaduta a Torino la scorsa settimana.La signora
ha restituito i soldi (anche quelli vinti al gratta e vinci).

Qualche giorno dopo un pensionato è morto su un pulman turistico, perché i medici non lo hanno soccorso in quanto la legge vieta interventi fuori dall'ospedale e perchè la richiesta d'aiuto non era molto chiara. I suoi amici hanno continuato la gita.

Nello
stesso giorno una signora di 65 anni, che da due anni vive in una
macchina sotto il ponte della Dora, è stata ricoverata per
polmonite.Sembra che adesso le daranno una casa popolare.

A Torino ogni anno 2000 nuclei famigliari vengono sfrattati per morosità. La maggior parte è costituita da anziani.

martedì 30 gennaio 2007

La riforma fiscale che doveva difendere i deboli.Che dicono:speriamo non si occupino più di noi.

Gentili commentatori di Kilombo, mentre ci facciamo un po' di seghe mentali con le liberalizzazioni, s' avanza la riforma fiscale.
Se questi sono i risultati temo una diaspora di tanta gente che, la prossima volta, dedicherà il suo tempo a coltivare l' orto piuttosto che a dare ancora fiducia al nostro benamato governo.Questioni di sopravvivenza.
Mi attanaglia un dubbio.
Se la Margherita è più interessata alle lobby economiche, se i DS si lacerano sul partito democratico, se un governo di sinistra (centro) non difende fasce deboli e ceti sociali maggioritari nel paese, se i progressi sui diritti civili non si vedono ed aumenta l'ingerenza del Vaticano, se riconosciamo il primato dell'essere servi ad una potenza che fa politica coloniale,se abbiamo paura di prefigurare un'orizzonte diverso ai nostri figli, se ci accontentiamo di liberalizzazioni su barbieri e tassisti, insomma se non abbiamo una prospettiva di tipo strategico che sia altro PROFONDAMENTE altro rispetto ai soliti teatrini e se, infine, in più soldi non ne vediamo per cosa abbiamo mandato a casa il Berlusca?
Rimane il fatto che questo è il terzo articolo che mi fa incazzare e cristonare insieme al mio amico Cippa.
Si parla di salari e di arrivare in fondo al mese. Roba per gente pratica.Pochi voli pindarici e molta amara realtà.
Leggete ed eruditevi moderni riformatori e futura classe dirigente.

L' articolo della Repubblica sulla questione addizionali IRPEF
" Un aumento medio del 33 per cento pari a 28 euro per le addizionali comunali Irpef. E' quanto risulta dalle stime elaborate dalla Uil
sulla base delle scelte operate da 60 Comuni capoluogo di provincia,
che hanno approfittato della possibilità offerta dalla Finanziaria di
aumentare le aliquote fino allo 0,8 per cento, e senza il vincolo dello
0,2 per cento annuo. Un dato medio che, precisa subito il segretario
confederale GuglielmoLoy, "è come il mezzo pollo di Trilussa", e che tiene conto di realtà molto distanti tra di loro. Si va infatti dall'aumento
di 164 euro a Trieste e Siena ai 24 euro di Forlì. Se poi si guarda
alle varie classi di reddito le differenze sono ancora più nette,
figlie, osservaLoy , "di un federalismo di fatto delle Regioni
italiane". Per esempio, ancora a Trieste e Siena la differenza tra
addizionale 2006 e 2007 arriva fino a 240 euro per chi ha un reddito
lordo di 40.000 euro.

Le scelte dei Comuni
Sui 69 comuni capoluogo presi in esame dall'indagine Uil, 22 (il 36,7 per cento) hanno aumentato l'aliquota. Tra questi, due hanno introdotto l'addizionale per la prima volta. L'aliquota media che verrà applicata quest'anno è dello 0,41 per cento, contro lo 0,3 per cento del 2006. L'aumento
più consistente è quello di Trieste e Siena, che passano dallo 0,2 allo
0,8 per cento, ma ci sono aumenti ovunque. Dei 9,2 milioni contribuenti
del campione, 4,1 pagheranno di più, e 127.000 pagheranno per la prima
volta la maggiorazioneIrpef.

L'aggravio delle addizionali regionali
Alle addizionali comunali, rileva ancora la Uil,
vanno poi aggiunge quelle regionali, che, sempre rispetto al campione
preso in considerazione (le 60 città capoluogo) si traducono in un
aumento medio di 137 euro per i contribuenti delle regioni Molise e
Sicilia e di 126 euro per quellidell'Emilia Romagna. Anche i contribuenti dell'Abruzzo
, Lazio e Campania, ricorda lo studio, "hanno subito nel 2006 un
aumento automatico delle aliquote allo 0,5 per cento, per effetto dello
sforamento del deficit sanitario, che si traduce in un aumento medio di
137 euro annui".

Più tasse per la soppressione delle deduzioni
Non
è finita: al maggiore carico per i lavoratori dipendenti e i pensionati
contribuisce anche la soppressione operata dalla Finanziaria delle
deduzioni per carichi di famiglia, sostituite dalle detrazionid'imposta. "In pratica si pagheranno più tasse - spiega Loy - perchè prima le deduzioni riducevano l'imponibile. Adesso l'aliquota
si calcola su tutto il reddito, e solo successivamente opera la
detrazione". Risultato, un aumento del 10 per cento del gettito totale
a favore di Regioni e Comuni.

I contribuenti maggiormente penalizzati
Tenendo
conto della combinazione tra addizionale regionale e addizionale
comunale, gli aggravi sono piuttosto consistenti. A Ravenna in media i
contribuenti pagheranno 235 euro in più, a Bologna, Modena, Rimini e
Ferrara 208. Ma questi sono valori medi: risultano estremamente
penalizzate già le fasce di reddito medio-basse. Per esempio se si
considera la fascia di 27.000 euro lordi annui, a Ravenna si pagano 243
euro in più, a Rimini e Modena 216, a Palermo e Parma 189, a Siena 192.
Se si guarda alla fascia reddituale di 40.000 euro, gli aumenti possono
superare ampiamente i 300 euro.

Annullati i benefici della rimodulazione Irpef
Dal
momento che le addizionali non sono progressive, e gravano allo stesso
modo sui redditi bassissimi e su quelli altissimi, il risultato, fa
notare laUil, è quello di appiattire gli effetti della rimodulazione dell'Irpef, che si prefiggeva di ridurre la tassazione a favore dei redditi bassi e medi. "In alcuni comuni - spiega Loy - il risparmio ottenibile con la rimodulazione dell'Irpef
è a rischio già a partire dalla fascia di reddito di 25.000 euro. Per
esempio in Emilia Romagna, o in Molise, e in tutte le regioni che
presentano il deficit nella Sanità, e hanno avuto quindil'aumento automatico dell'addizionale regionale".

Le proposte della Uil
Un risultato iniquo, e che andrebbe corretto: a questo proposito la Uil ha messo a punto alcune proposte, tese a difendere il potere d'acquisto
delle categorie maggiormente colpite da questi aumenti, e cioè
lavoratori dipendenti e pensionati. "Nel caso in cui la decisione degli
enti locali sia irreversibile, e noi speriamo di no - diceLoy - proponiamo una serie di strumenti che possono comunque rendere tollerabile l'utilizzo di questa leva. Il primo è l'esenzione
di alcune categorie di reddito: si potrebbe introdurre una deduzione di
8.000 euro rivolta solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Tale
soglia di esenzione andrebbe determinata sul reddito derivante dalla
dichiarazioneIsee, che tiene conto della ricchezza reale. Riteniamo infine corretto e opportuno introdurre, anche per l'addizionale comunale Irpef, la progressività per scaglioni di reddito".

Difende i redditi bassi? Quelli non tanto.

Mentre il nostro esimio presidente della Repubblica ci dice che in parlamento siede anche il Vaticano, quindi è con lui che bisogna fare i conti....e non fare i pacs.
Mentre la nostra politica internazionale è un pò in fibrillazione sulla questione Afghanistan.
Mentre molti si dilettano di macroeconomia senza capirne in fondo un cazzo e si esercitano a disegnare scenari buoni per chi lavora(ma da opportunisti benpensanti pronti a vendersi il fine cervello a qualche SIM o a qualche ente statale) perchè così gli ha detto il prof. che li segue (forse) nella tesi di laurea.
Insomma mentre questo nostro beneamato paese cerca di sfangarla .....pausa.....arrivano le buste paga.
Le notizie sembra che non siano proprio da bottiglie da stappare.
Intanto i co.co.co se la prendono nel deretano... vedremo gli altri.Compreso il mio amico Cippa di mestiere metalmeccanico.
Leggi l'articolo di repubblica
"Il giorno dei conti è arrivato: con la busta paga di gennaio ogni lavoratore ha potuto capire se la riforma fiscale del governo Prodi aggiungerà o sottrarrà pochi o tanti euro alle sue entrate mensili. I primi interventi, le prime testimonianze in diretta raccolte senza alcuna pretesa di scientificità dal sito Repubblica. it esprimono un certo sconcerto: in generale ci si aspettava di più. Il valore "medio" dei risparmi ottenuti dagli italiani con il nuovo fisco, secondo le mail inviate al giornale, si aggira attorno ai 18 euro al mese. Il che vorrebbe dire un aumento delle entrate dell'1,2 per cento (ma se si tiene conto dell'inflazione si scivola ad un meno 0,7 per cento).

Perdono i dirigenti ( per 7 euro al mese circa) guadagnano gli operai (21 euro) e un po' di più gli impiegati (24). Quanto ai commenti, la riforma è difesa da chi viaggia attorno ai 30 mila annui: dall'insegnante che aggiunge al suo stipendio di 1700 euro altri 50, al single da 24 mila che ammette risparmio per "qualche decina".

Il nuovo fisco non piace invece ai "nuovi poveri": c'è il co. co. pro che collabora con un ente pubblico e annuncia come la sua busta paga sia passata dai 1370 euro del gennaio 2006 ai 1285 del 2007 e lo studente con dottorato di ricerca che rende noto "il paradosso dei contributi". "La mia borsa di studio, essendo esente dalle tasse, non beneficia della riduzione delle aliquote fiscali - scrive - ma sul mio reddito sconto l'aumento della aliquota contributiva dal 18,40 al 23,50 per cento. Con il nuovo fisco perdo 18 euro al mese. Il mio compenso non arriva ai mille".

Detto questo, per capire davvero chi vince e chi perde nella partita con il fisco bisogna analizzare la fascia di reddito, la composizione del nucleo familiare e - in previsione delle addizionali comunali e regionali - la residenza. Il bilancio che si può già tracciare, a grandi linee, premia comunque la famiglia monoreddito con moglie e figli a carico che ai suoi 30 mila euro annui potrà aggiungerne, ogni mese, circa 70. E penalizza il single che comincia a rimetterci appena superati i 30 mila.

Questo fatte salve le decisioni del comune di residenza, perché laddove le amministrazioni locali decideranno di aumentare l'addizionale Irpef la soglia al di sotto della quale si va a perdere risulta notevolmente abbassata. Rispetto alle anticipazioni elaborate per Repubblica dallo studio Santini tenendo conto anche del peso degli aumenti contributivi, c'è una unica precisazione da fare. Ed è una notizia meno peggiore del previsto per chi ha un reddito pari a 50 mila euro annui: la riforma Prodi lo fa andare in rosso di "soli" 20 euro al mese. I calcoli mensili vengono effettuati dividendo per 12 ciascuno degli scaglioni di reddito sui quali s'impongono le aliquote.

Ai poveri, comunque, sono preferiti i quasi poveri perché, al di là della composizione famigliare, chi naviga sui 15 mila euro all'anno otterrà un vantaggio minore rispetto a chi supera i 20. E poi c'è il "paradosso delle detrazioni": il nuovo sistema, passando dalle deduzioni alle detrazioni, non riduce la base imponibile sulla quale le addizionali si calcolano. Se per i single non cambia nulla, per chi ha famiglia a carico ciò si traduce in un aumento della quota da versare.

Una brutta sorpresa che può riguardare anche i redditi sui 15 mila euro: con le deduzioni la base imponibile scendeva a zero e non si pagavano addizionali, con le detrazioni la base di calcolo non diminuisce e qualcosa si finisce per pagare."
Fonte dell'articolo La Repubblica

lunedì 29 gennaio 2007

Liberalizzazioni o privatizzazioni?


E' la stessa cosa privatizzare e liberalizzare? Se seguiamo il dibattito in corso, scorgiamo al fondo una differenza abbastanza marcata:
"Liberalizzare" significa togliere dal campo tutta una serie di lacci normativi o di rendite diventate "norma" che impediscono, ad esempio, la possibilità di intraprendere e quindi fare "impresa" a nuovi soggetti.
L'esempio classico è quello delle licenze dei Taxi.
Una concessione pubblica a poter svolgere il servizio (ed a costo zero) è diventata un mercato (grazie anche ai regolamenti comunali) in cui la prima barriera d'ingresso è costituita dal costo esorbitante della stessa che, di fatto, impedisce ad uno qualsiasi di noi di poter esercitare un elementare diritto.Lavorare senza dover pagare "tangenti".
Tutto quello che và in questa direzione è, a mio giudizio, equo.
Detto questo è evidente che non è solo aumentando il n° delle licenze di Taxi che si crea occupazione che crei valore sia per gli individui, che intraprendono, che per la società in genere. In mercati con bassi tassi di crescita, l'aumento della competizione crea le premesse per un impoverimento dei soggetti che vi "investono" e la creazione di soggetti imprenditoriali che, alla lunga, determinano situazioni di monopolio che vanno contro qualsiasi ipotesi di "democratizzazione" del mercato, situazioni di cartelli di controllo, spartizione a tavolino delle quote di mercato etc.


"Privatizzare", oggi, significa passare dal pubblico al privato la gestione e la "produzione" di beni e servizi.
E' dare la chiave per lo sfruttamento di risorse che appartengono alla comunità, in quanto soddisfano i suoi bisogni primari (salute, fornitura d'acqua etc.), a soggetti terzi che in funzione dei risultati economici dell'impresa e della "redditività" dei clienti scelgono se e come servirli.
Non si può mettere sullo stesso piano una privatizzazione che riguarda il diritto a poter disporre dell'acqua potabile per tutti con quello di una concessione di rete per poter comunicare.
Un governo "riformista", a mio giudizio,deve saper scegliere in modo opportuno quelli che sono i settori su cui è strategico mantenere il proprio controllo (es.fornitura d'acqua,produzione e ditribuzione energia, salute, istruzione etc.).
La storia delle privatizzazioni in questo paese, è la storia dell'ingresso di soggetti privati che con pochi soldi e zero rischi si sono appropriati di settori su cui lo stato ha investito nel tempo con i soldi dei suoi cittadini.
I risultati di quelle privatizzazioni, per la gente comune, non hanno portato benefici.
Con l'abolizione del prezzo amministrato dei carburanti e l'ingresso di nuovi soggetti, si è solo creato un sistema di cartello che non ha liberalizzato i prezzi ma, al contrario, gli ha resi "democraticamente" uguali per tutti.
La concessione delle autostrade ai privati ha visto una caduta degli investimenti sulla rete autostradale ed un aumento dei pedaggi e degli utili per i pochi soggetti che "gesticono" il sistema viario.
La liberalizzazione della telefonia vede, oggi, solo quattro operatori sul mercato con politiche commerciali e di formazione dell'offerta praticamente identici.
La concessione della gestione sullo smaltimento e raccolta dei rifiuti porta, in quasi tutti i casi, alla duplicazione dei costi (pubblici e privati) ed allo scadimento del livello di servizio.

Nel contempo i "costi" delle varie "authority", che dovrebbero garantirci, ricadono su tutti noi senza la contropartita di un'azione efficace di controllo delle regole del gioco.

Gli esempi di alcuni risultati europei (i.e. ferrovie inglesi) ci dicono anche che il privato non necessariamente è sinonimo di corretta ed efficace gestione e fornitura del servizio.
Così come la tendenza è quella di accollare, in ogni caso, i costi delle scelte sbagliate alla comunità nel suo complesso (ristrutturazioni, prepensionamenti etc.)
Su questo fronte le scelte da fare per la sinistra sono nette.
In primo luogo una battaglia "culturale" che informi sulla ricaduta di decisioni che vadano nella direzione di una privatizzazione " a prescindere"
In secondo luogo un recupero dei valori di comunità che segnino in modo netto i terreni su cui MAI potremo essere d'accordo.

sabato 27 gennaio 2007

Questo governo salvaguarda i poveri ed i ceti medio bassi?

Mentre Bersani e Rutelli se le danno di santa ragione su chi è più liberista., arrivano le buste paga.
Siamo gente pratica, qui a Torino. Si esce dal posto di lavoro (se lo abbiamo) e facciamo due conti. Intanto un articoletto della Repubblica ci inquieta. Ve lo metto qui con una domanda?
Se uno s'incazza rema contro?

"Partiamo dalla busta paga di questo mese: i nuovi conteggi faranno sì che si passi dai 7,42 euro (spremuta e tramezzino) risparmiati dal single con reddito di 15 mila euro, ai 71,52 euro (le scarpe) della famiglia con coniuge e due figli a carico (uno sotto i tre anni) con reddito di 30 mila euro. La stessa famiglia, però, se dimezzasse le entrate risparmierebbe solo 22,19 euro. E ciò vuol dire che la riforma premia più i redditi "quasi medi" che quelli poveri. Dai 50 mila euro di entrate annue, invece, si comincia a perdere davvero molto: i 200 euro al mese per il single, 130 per la famiglia. I calcoli sono fatti su una busta paga: moltiplicarli per 13 mesi per capire quale sarà il risparmio o la perdita annua sarebbe un errore perché non terrebbe conto del conguaglio di fine anno. Si tiene in considerazione l'aumento dei contributi Inps (dall'8,89 al 9,19 per cento), ma non quello delle addizionali.

E qui arriva la seconda sorpresa e il grande paradosso. Quando si parla di addizionale comunale e regionale non c'è famiglia a carico che tenga. Anzi chi ce l'ha, finisce con il versare a quelle due voci qualcosa di più riducendo l'impatto positivo che la riforma del fisco aveva sul suo stipendio. E questo è perché il nuovo sistema, passando dalle deduzioni alle detrazioni, non riduce la base imponibile sulle quali le addizionali si calcolano. Per il single non cambia nulla, perché non aveva deduzioni prima non ha detrazioni adesso, per il capofamiglia invece sì perché gli sconti che aveva prima sulla base imponibile ora non ci sono. Questo vale ad aliquota invariate, figurarsi quando aumentano. A Roma , comune che le ha ritoccate, ciò fa sì che vadano già in rosso sia il single con 20 mila euro (per 7,59 euro l'anno) che la famiglia con 30 mila (per quasi 75 euro l'anno)."