giovedì 15 marzo 2007

Porcellum

Ore 7,45, LA7 tema del giorno : la riforma del porcellum. L'on.Maroni questa notte ci ha informati che non poteva partecipare.L'on (?) Sircana non è stato invitato.

venerdì 9 marzo 2007

La guera tra tamarri e cabinotti a Torino, passando dai cattivi maestri


Dicono che la città in cui vivo sia una sorta di laboratorio sociale.
Questo perché é un luogo in cui il tessuto industriale é ancora dominato dalla produzione di oggetti in "ferro".L'economia "pesante" la fa da padrona nonostante i tentativi di riposizionamento avvenuti in questi anni.
Torino è una città cosmopolita, con un tessuto sociale fortemente polarizzato tra chi ha molto e chi non abbastanza. E' una città piena di "vecchi", con molti luoghi grigi ed altrettanti verdi e luminosi.E' un posto in cui se vuoi berti una birra ai Murazzi, devi mettere in conto una possibile rissa o un'aggressione perché non comperi del fumo.In questo luogo, in piazza Bodoni, i carabinieri hanno denunciato 14 ragazzi che, nel corso degli ultimi mesi, hanno rapinato un numero imprecisato di loro coetanei.Il bottino è costituito da vari giacconi (valore 400€), scarpe griffate (279€), 1 rolex da 8.000 € e forse un pò di mutande di quelle che sporgono con il logo dell'azienda che le produce.64 ragazzi sono stati filmati per capire se sono coinvolti negli episodi.
La guerra che si è scatenata è tra due gruppi che sono chiamati i "tamarri" (quelli che rubano e che arrivano con buona probabilità da Mirafiori Sud) ed i "cabinotti" (gente "bene e ben educata").
Nello stesso tempo, in città, c'è polemica tra il centro sociale "Askatasuma" ed il sindaco perchè è prevista la partecipazione di Scalzone ad un incontro sul 77.La morale è che i " cattivi maestri" dovrebbero starsene a casa e non indottrinare i giovani (che sono previsti numerosi all'incontro).
Non voglio entrare nel dettaglio di questa cosa perchè non è la questione che mi interessa. Quello che segnalo è questa sorta di asimmetria tra "azioni"di "esproprio" o rapina, per le quali non cappisco a chi si possa attribuire la definizione di "cattivo maestro", ed un incontro su un periodo come il 77.
Non c'è nessuno che se la prenda con tutto quello che bombarda la testa e gli occhi di quei ragazzi.Per loro, che non hanno e che non vogliono perdere del tempo a farsi il culo per 800€ al mese, non c'è un papà cattivo.Quella è gente che vuole tutto e subito (un pò come gli operai nel 68)ma che,se gli fai un discorso sulla coscienza di classe e sulla loro condizione, ti prende a calci nel culo.Non c'è ideologia in loro.Contano i simboli e basta. Gli altri non è che stiano tanto meglio. Ve lo immaginate uno di 16 anni, in piazza e con il motorino, che ti dice l'ora guardando un rolex da 8.000€?
C'è qualcuno che solidarizza con la vittima? Io non ce la faccio. Figlio dei tempi l'episodio (e la guerra continua).Un consiglio alle due gang, ascoltate bene la favoletta della gazzella e del leone ed imparate a correre. Conviene.

giovedì 8 marzo 2007

Sinistra cagasotto, destra super uomini


Un sondaggio, apparso sul sito di repubblica, ci dice che il 70% degli italiani vuole che si rimanga a Kabul.A guardare nel pelo il sondaggio ci dice che la metà di questo 70% lo vuole senza se e senza ma, gli altri solo per un anno (!?).Un paio di settimane fa lo stesso sito, e la stessa società di sondaggi, ci raccontava che la maggior parte degli italiani non vuole:
a) una riforma delle pensioni
b) che si rimanga in Afghanistan
Secondo me lo scioglimento dei ghiacci in Antartide inizia a produrre i primi segni nefasti sulla salute e l'equilibrio mentale di tanta gente.
Non ho idea di quale sia il valore scientifico di un sondaggio di quel tipo.Mi chiedo se introducendo variabili, ad esempio foto di civili fatti a pezzi dalle bombe, qualcosa cambierebbe nei risultati (immagino di si).Però rimango affascinato dal risultato.
Continua intanto il dibattito sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Il meglio (o il peggio) sono le dichiarazioni dei signori dell'opposizione (ex polo, ex CDL).Tutti a dire: "quelli della sinistra sono dei cagasotto.Ci fossimo noi manderemo più soldati (con quali soldi?) e daremo nuove regole d'ingaggio.E poi il mondo intero ci prende per il culo per la nostra vigliaccheria".
Apriti cielo!Intanto posso testimoniare che all'intero Sud America non interessa una cippa di niente di quello che vogliamo fare in Afghanistan.Forse lo stesso lo possiamo affermare per Finlandia, Svezia e Principato di Monaco.Già questo mette in crisi la tesi. Se caliamo l'asso di briscola della Cina, vinciamo anche la mano della maggioranza della popolazione mondiale(ci metto anche il Nord Africa per dispetto).
Ma veniamo al punto sui cagasotto. A chi, di grazia?
Mio nonno mi raccontava che i primi che presero borse e valigie per darsi al fugone a Gondar(quando nel 38 tentava di civilizzare le genti africane) furono proprio i gerarchi del fascio.Lui lì si fece 10 anni di prigionia in compagnia degli inglesi.
Per tacere poi della figura che fece Benito travestito sul suo carrettino che lo doveva portare verso la Svizzera.Quello degli otto milioni di baionette e degli Alpini con le divise estive in Russia.
Vogliamo parlare del coraggio dei prelati che, per carità e coerenza cristiana, nulla dissero sulle leggi razziali del fascio?
Oppure, più vicini ai giorni nostri, la classe con cui un'intera generazione di politici si comportò di fronte a qualche magistrato con la toga?
Ed il fiume di parole dopo qualche giorno di galera?
Comprendo di prenderla alla larga. Ma quella, per il solo fatto che militari in guerra non ne vogliamo, è un'accusa che mi fa irritare.
Non ce la facciamo nei pantaloni.Diamine, siamo civili ed usiamo il WC. Però tutto questo furore guerresco mi diverte. Lo vedrei bene il Casini o il Fini lì su per i monti, dove l'aria è rarefatta e ti toglie il respiro, inseguire il mullah Omar. Stretti nei loro giubbini mimetici e firmati, con un filo di abbronzatura ad illuminargli il viso.No è un sogno assurdo.La guerra non è per loro, è per quelli che devono pagare l'affitto e sperano così di arrotondare.

mercoledì 7 marzo 2007

Rizzo, comunista contro il pensiero unico

Nome: Rizzo
Nato: a Torino
Mestiere: parlamentare
Schieramento: comunista da sempre
Hobby: nessuno
ci faccia una dichiarazione:
Sono contro il pensiero unico, quello che ti costringe a pensare che tutto quello che viene fatto in politica ed economia sia naturale. Come il sole che sorge di giorno e tramonta di sera.
Ad esempio, sulle pensioni tutti parlano di alzare l'età pensionabile e di tagliarle. Nessuno che dica che l'INPS con i soldi dei contributi dei lavoratori ci paga tutta l'assistenza che dovrebbe essere pagata dalla fiscalità generale come nel resto d'Europa.
Sono per una politica che torni ad essere tale. In cui si confrontino due visioni e due mondi diversi.
DOMANDA DELLA GIORNALISTA (LA7 ore 8,00 di Martedì 6 Marzo):
Ma allora perché votate il rifinanziamento della missione in Afghanistan?
RISPOSTA:
Che centra, perché di là c'è Berlusconi.
zzzzzzzzzzzzzzz la televisione si è rotta per una pantofola che è volata.

P.S.
scusate la sintesi ma il testo è fedele al 90%

martedì 6 marzo 2007

Perchè siamo in Afghanistan?


Sulla Stampa ci sono due interventi sulla situazione in Afghanistan. I protagonisti sono due generali.Il primo è un articolo di fondo scritto dal gen. Carlo Jean.Questo signore spiega, senza mezzi termini, i motivi della nostra presenza in Afghanistan
In sintesi:
1- L'Italia non può comportarsi da free rider se vuole contare qualcosa nel mondo.
2- In caso di ritiro internazionale, L'Afghanistan diverrebbe terreno di contesa tra Pakistan ed India
3- Un deterioramento di questi rapporti è pericoloso
4- Il Pakistan non può dare l'ordine di distruggere i santuari di armi dei Talebani fino a che la Nato non vince la prossima offensiva di primavera.
5- E' velleitario pensare di riconvertire l'utilizzo dei campi di papavero perchè la popolazione si rivolterebbe contro (motivi di resa economica delle coltivazioni-l'oppio a fini terapeutici viene pagato 25$ al chilo contro i 130 del mercato illegale)
6- Le condizioni affinché il Pakistan limiti l'influenza dei talebani sono:
a) che vengano riconosciuti i suoi interessi a Kabul
b) che diminuisca l'influenza indiana
c) che gli USA continuino a garantire sostegno

Un primo commento (mio) è :
1- chi lo ha detto che non si può essere free rider? ci sono decine di stati, nel mondo, che hanno un profilo diverso in fatto di politica estera. Che il Brasile o la Svezia contino un cazzo perché non sono in Afghanistan?
2- pensavo che le motivazioni fossero quelle di una guerra al fondamentalismo islamico ed ai terroristi che hanno fatto crollare le torri gemelle. Scopro (ingenuo) che si parla di altro
3- India e Pakistan non sono alleati affidabili della massima espressione delle superpotenze. Gli USA?
4- non dovevamo, solo, costruire ponticelli?
5- non è che qualcuno ha interesse a drogare i propri consumi ed il proprio pil con l'espansione degli investimenti in armamenti e sicurezza?

L'altra intervista è al gen.Giulio Fraticelli (ex capo di stato maggiore dell'esercito). Questo signore ci dice che " C'è da tremare la popolazione è sempre più ostile".Le ragioni? Non avvertono cambiamenti se non nel colore delle divise.La sua intervista la conclude con queste parole" Adesso c'è da stare molto attenti.Speriamo solo che arrivino i rinforzi in tempo."
Proprio come John Waine in Fort Alamo.

Fare i conti con il passato

Riprendiamo il percorso nella memoria.
Tre fatti lontani nel tempo.
Esiti purtroppo tragici.
Morti in attesa di giustizia e di scuse.
Materiale tratto dal sito http://www.lestintorecheamleto.net/

saverio saltarelli
23 anni studente



Milano 12 dicembre 1970



Primo anniversario della strage di Stato.

L'università statale è presidiata dagli studenti per difenderla dai fascisti che avevano annunciato provocazioni.
Polizia e carabinieri caricano alle spalle un corteo di anarchici che avevano preso parte ad una manifestazione contro il processo Burgos (condanna a morte di alcuni militanti ETA da parte del governo franchista spagnolo).
Gli anarchici si rifugiano all'università.
Le cariche poliziesche proseguono e si estendono anche contro i picchetti del movimento studentesco.
Nel corso degli scontri in Via Larga lo studente Saverio Saltarelli, di 23 anni, viene ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo; quel giorno infatti, il tiro a segno venne praticato largamente sia dalla PS che dai carabinieri e ciò è testimoniato sia da numerose persone che da documenti fotografici.
Il pubblicista Giuseppe Carpi riporta ferite da armi da fuoco.
Le prime versioni ufficiali parlarono di "malore" e poi di "collasso cardiocircolatorio". Dopo l'autopsia, di fronte all'evidenza dei fatti, si ammise che il cuore di Saltarelli fu spaccato da un "artificio lacrimogeno".
Per l'uccisione di Saltarelli verranno successivamente incriminati l'ufficiale di PS che comandava il reparto, cioè il capitano Alberto Antonietti, il capitano dei carabinieri Antonio Chirivì, e i cinque agenti che avevano in dotazione i tromboncini da uno dei quali e stato sparato il candelotto omicida




giovanni ardizzone
21 anni, studente

Giovanni Ardizzone nacque nel 1941 a Castano Primo in provincia di Milano, figlio unico di una famiglia titolare di una farmacia. Iscritto al secondo anno della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano, nel collegio universitario Fulvio Testi, alle porte della città operaia di Sesto S. Giovanni.

Nell'ambiente studentesco e proletario apprese a conoscere e condividere gli ideali del movimento operaio ed arrivò ad essere un attivo militante comunista.


Milano 27 ottobre 1962



Il sabato 27 ottobre del 1962, in piena crisi dei missili, la Camera del Lavoro di Milano aveva organizzato una manifestazione di protesta contro l'aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba e in favore della pace. Dopo il discorso del Segretario della Camera del Lavoro, si formò un corteo che sfilò nelle vie del centro urbano. I manifestanti alzavano cartelli e striscioni, scandivano parole d'ordine: "Indipendenza per Cuba", "Cuba sì, yankee no", "Pace, Pace", "Disarmo", "Fuori le basi nordamericane"...
Dopo l'arrivo del corteo in piazza del Duomo, il Comando della Polizia dette l'ordine di disperdere i manifestanti. Il Terzo Battaglione Celere di Padova, corpo speciale di intervento nelle manifestazioni, iniziò i caroselli con le jeep. Le jeep cariche di poliziotti si incunearono deliberatamente contro la testa del corteo, investendo il giovane Ardizzone e poco dopo altri due manifestanti: Nicola Giardino di 38 anni, muratore; e Luigi Scalmana, di 57 anni, operaio.

andrea cangitano
14 anni manovale



Palermo 8 luglio 1960



A Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per i fatti di Reggio Emilia.
Il corteo operaio viene scortato a vista da un massiccio schieramento di polizia.
Improvvisamente iniziano le cariche. Gli agenti si buttano brutalmente sulla folla con le loro jeep.
I dimostranti si difendono come possono, lanciando sassi e paletti di legno. In breve la zona tra piazza Verdi e piazza Politeama si trasforma in campo di battaglia. Viene eretta una barricata al centro della strada ma a questoi punto i poliziotti cominciano a sparare sulla folla.
Il primo a essere colpito è Giuseppe Malleo di 16 anni che viene raggiunto al torace da una pallottola di moscetto.
Cadono poco dopo a terra privi di vita Andrea Cangitano di 14 anni, ucciso a colpi di mitra e Francesco Vella operaio di 42 anni.
La quarta vittima è Rosa La Barbera di 53 anni raggiunta da uno dei tanti colpi sparati all'impazzata dalla polizia mentre si apprestava a chiudere la finestra di casa.
Il tragico bilancio del nuovo crimine poliziesco è quindi di quattro morti. Cangitano e Vella cessano di vivere subito, mentre Malleo e La Barbera moriranno nei giorni successivi all'ospedale.

Altre 36 persone riportano ferite da arma da fuoco, 370 dimostranti vengono fermati e 71 di essi tratti in arresto.



Dei tre diversi procedimenti penali che seguirono, il più importante è quello di Palermo che ha inizio il 16 ottobre dello stesso anno, sotto la presidenza del dottor Mannino.

Dopo 12 giorni di dibattimento tutti i 53 imputati vengono condannati a pene che vanno fino a 6 anni e 8 mesi di reclusione.

I poliziotti che hanno sparato e ucciso non solo non vengono incriminati ma addirittura vengono sentiti in aula come testimoni d'accusa.

lunedì 5 marzo 2007

E' più di sinistra Tremonti o Padoa Schioppa?

Siamo nel regno dei pragmatici e della politica che deve guardare in faccia la realtà, scevra da ideologismi di maniera, libera dai demagoghi di turno, dalle false coscienze.
In questo regno mi ci trovo bene e, fuori dagli steccati di maniera, provo a porre qualche domanda:
E' più di sinistra Padoa Schioppa o Giulio Tremonti in fatto di politica dei redditi?
E' più di sinistra uno che, all'epoca in nome della libertà d'impresa, giustificava i furbetti del quartierino (Fassino)o chi li metteva alla gogna?
E' più di sinistra l'ex governatore della Banca D'Italia con la corte di suoi protettori (vero DS?) o chi gli ha dato un calcio nel culo (sempre Tremonti)
E' più di sinistra chi apre al libero mercato, indipendentemente da come in certi posti si produce (violazione di diritti umani) o chi chiede barriere doganali per chi non rispetta i diritti basilari (sempre Tremonti)?
E' più di sinistra chi firma un patto con Fiat, che mette in mobilità 2.000 persone, o chi si è opposto chiedendo che quei lavoratori fossero formati e rimessi nel circuito della produzione?
E' più di sinistra il governatore della Campania o quello della Sicilia o quello della Calabria?
E' più di sinistra chi guarda solo al mercato co chi guarda al territorio ed alla sua gente?
E' più di sinistra un ministro degli interni come Amato o uno come l'ex di Berusconi?
E' più di sinistra la politica estera di D'Alema in Afghanista o quella di Fini?
E' stato di sinistra anche Berlusca quando decise di ritirare i soldati dall'Irak?
Sono di sinistra i manager delle CooP?
E' di sinistra Treu?
Se c'è qualche distinguo sui fatti e sulle azioni, allo stato dell'arte, è poca cosa. Quindi liberi, compagni, di accompagnarsi a chi fa più comodo in quel momento.

domenica 4 marzo 2007

Il subcomandante Fausto e la coerenza

Il dibattito su Turigliatto è surreale.Una delle tesi è che il nostro ha tradito gli elettori che lo hanno votato.Non mi ero accorto di aver potuto scegliere tra quelli che avrei voluto in senato o in parlamento. Ho assistito ad un mercanteggiamento tra segreterie politiche e dentro i partiti su chi fosse opportuno infilarci nei collegi.
Ho visto gente come De Gregorio entrare nello stesso partito insieme a Franca Rame. Ho visto l'ex presidente di Alleanza Nazionale (pure monarchico) entrare nella Margherita.
Insomma ho assistito ad uno spettacolo poco edificante. Così come lo è stato quello di Follini.
Turigliatto non ha barattato nulla. Mi fa incazzare solo che non abbia lasciato l'incarico in regione, prima dell'avventura in senato.
Guardando al merito.Rifondazione ed il suo ex segretario forse pensano che siamo asini con la testa dentro la greppia. Troppo impegnati a mangiare per capire quello che avviene. Non vogliamo parlare di coerenza nei comportamenti e nella sobrietà che dovrebbe essere parte di un modo di stare con gli altri (per gente che si commuove di fronte ad una discarica in Argentina). Non vogliamo mettere su questo piano morale e di coerenza la barca di Massimo D'Alema o l'appartamento, pagato ad equo canone, del subcomandante Fausto con la coscienza di Turigliatto su una questioncina tipo l'Afghanistan. Chiediamo solo a lor signori maggiore chiarezza. Un discorso tipo
: Compagni, contiamo un cazzo. Quello che possiamo fare è resistere. Niente di più. Se dovremo votare le cose che non ci garbano lo faremo per non fare andare al governo Berlusconi. Non possiamo permettere che le stesse cose le faccia un governo di destra . Che diamine!.
Ecco qualcosa di molto semplice, poco contorto e chiaro anche per il mio amico Cippa di mestiere metalmeccanico.
Mi fa incazzare il continuo gioco dialettico, per capirci quello di Bertinotti che in pieno casino dice : il governo non può essere l'unica bussola della sinistra".
E se qualcuno ti prende sul serio? Ci avete trastullato per anni con comportamenti e discorsi inequivocabili. Oggi cosa accade da dover mettere su per il culo (a noi) quelle cose?
Mi ricordate tanto quei fighetti che venivano in sezione a dirci " il capitale ci mortifica. Riprendiamoci il tempo. Lavorare tutti lavorare meno" Quando si passava ai fatti sparivano come conigli nei campi.
Io non ho partecipato ai vostri contorcimenti, non ho il problema di guardarmi allo specchio in un modo diverso per accettarmi e non dare un cazzotto al vetro.Non faccio parte del vostro partito (anche se ho il dubbio di prenderla la tessera).Però vi ho votati. Penso di aver capito male un sacco di cose. Ed ho il terrore di vedere il resto.
Mi chiedo, cosa diremo quando il prossimo governo di destra (perchè questo accadrà e lo sapete bene) farà politiche di alleanza internazionale che non ci piacciono? O sui diritti faranno leggi in linea con quello che lascerete voi? Pensate che saremo disposti a vedervi ancora in corteo con la vostra erre moscia?

Foto del sottoscritto tanti anni fa in Salvador (campo del FMLN nel pais nal)

venerdì 2 marzo 2007

Gli ex brigatisti ed il diritto alla vita sociale


C'é una buona dose d'ipocrisia nel nostro mondo e lo sappiamo.Piangiamo i morti di Tienanmen ma non ci disturba fare del business con chi di quel crimine è colpevole.
Ci distrugge l'occupazione di Praga e facciamo una bella fabbrica di automobili a Togliattigrad, così tanto per dimenticare.
Vorremmo affondare i barconi di clandestini poi, di nascosto, in nero paghiamo la badante peruviana che ci toglie la grana della merda di papà che ha ottant'anni ed ha problemi di salute.
Però quando si tratta di essere ligi e pronti al rigore morale e contro tutti gli estremismi eccoci qua, belli con la nostra facciona rubiconda, la erre un pò moscia e pronti a dettar la linea.
Gli ex terroristi non devono parlare. Anche se hanno cambiato vita, fatto decenni di galera (che frequentano ancora) e si occupano di tossicodipendenti e di precari.
E già, ci sono altri che si occupano di quei soggetti .E poi il momento non è adatto.
Mi aspettavo un comportamento più illuminato,un "uso" di quelle vite e di quello che possono "testimoniare" alle nuove generazioni. Un occasione di dibattito. Tanto per rifarci un pò i conti con quello che siamo e siamo stati.
Però così non è. Mi scalda il cuore sapere che l'aula in cui Curcio ha parlato era piena di giovani (accorsi a frotte dice il giornale). La stessa cosa non era accaduta con il Tommaso Padoa ed il ministro Amato qualche giorno fa all'università a Milano.
Fossi in lor signori mi preoccuperei.

A proposito di memoria, tre altri nomi di questo paese e della nostra tragica storia recente.
Rocco Polimeni morto suicida all'età di 36 anni a Milano (1982).Inquisito per aver ospitato alcuni latitanti nella sua abitazione.
Ennio Di Rocco ucciso all'età di 35 anni da alcuni reclusi nel carcere speciale di Trani. Accusato di tradimento. I suoi avvocati avevano denunciato torture.
Dario Bretagna morto suicida all'età di 38 anni in carcere (1988). Accusato di far parte dei reparti comunisti d'attacco.

giovedì 1 marzo 2007

Lo stipendio da parlamentare di Caruso e Silvio



Dal sito di Caruso (il molto onorevole), ho preso un estratto che riporta i dati sul suo compenso e su come questo viene distribuito.
Sarà demagogico però alla luce del sole e con un pò di ingenuità (un operaio di terzo livello guadagna meno. COMPAGNO) lui è lì e si mette in discussione.
Prima di darvi conto di questo vorrei commentare (?!) quello che ho ascoltato dal molto onorevole Silvio. Sulla questione elezioni anticipate ha detto: NON CAPISCO PERCHE' L'UDC E GLI ALTI NON LE VOGLIANO.SIAMO IN VANTAGGIO SULLA SINISTRA.I SONDAGGI CI DANNO AL 55% CONTRO IL 45% DELLA SINISTRA. UNA DIFFERENZA DI 15 PUNTI (!!). Non credo che il molto onorevole si sia laureato in matematica (elementare).
Ha proseguito parlando di De Gregorio (colica in gergo).Ha detto: TRA FOLLINI E DE GREGORIO C'E' UNA CERTA DIFFERENZA. IL SECONDO E' UN EX FORZA ITALIA, HA UNA SUA LISTA ED E' RITORNATO A CASA. L'ALTRO HA TRADITO IL MANDATO DEGLI ELETTORI!!!.
A me uno così non fa incazzare. Mi fa sbellicare dalle risate.



Busta paga On Caruso Per trasparenza e correttezza riporto l'estratto conto dell'ultimo mese.



SETTEMBRE 2006
Entrate:
Indennità parlamentare : 5.419,46 euro
Diaria: 4.003,11 euro
Rimborso spese eletto/elettori: 4.190 euro
TOTALE ENTRATE: 13.613 EURO

Uscite:
versamento quota mensile al partito: 8100 Euro (come tutti i deputati PRC-SE)
versamento quota mensile a segreteria legale per processo di Cosenza: 1000 Euro
Contributo manifestazione nazionale Lampedusa: 500 Euro
Cotributo per centro sociale Depistaggio: 400 Euro
Fitto alloggio Roma: 800 Euro
Decurtazione Diaria causa assenze: 600 euro (assenza da 3 sedute per iniziative di lotta)
quota mensile accantonata per avvocati che difendono movimento: 500 Euro
TOTALE USCITE 11.900 EURO

RISULTATO FINALE: 1713 euro.

Tutti i dati qui riportati sono riscontrabili in quanto le dichiarazioni annuale dei redditi dei deputati che si redige nel mese di giugno sono atti pubblici e consultabili.

Ops, dimenticavo le rendite dei miei immensi latifondi che il quotidiano "Il Giornale" ha denunciato in mio possesso. Eccoli qui, i miei tre orti e con le favolose rendite di 4 o 10 euro all'anno. Anche questi sono dati pubblici, riscontrabili dalla dichiarazione dei redditi.
Ah, dimenticavo la mia skoda octavia, il cui valore è superiore a quello di tutti i miei sconfinati latifondi ("a perdita d'occhio" diceva quel cretino del giornalista opportunamente querelato per falso) messi insieme.

Immobile n.1

Natura del diritto: Proprietà al 25%

Descrizione dell’immobile: Terreno collinare località Destro Guzzini

Comune: Longobucco.

Provincia: Cosenza

Annotazione: Superficie totale di mq 2.925

(Reddito dominicale Euro 3,60– Agrario € 3,00).

Valore di mercato: € 2.000

Valore della quota € 500


Immobile n.2

Natura del diritto: Proprietà al 25%

Descrizione dell’immobile: Terreno collinare località Destro

Comune: Longobucco.

Provincia: Cosenza

Annotazione: Superficie totale di mq 30.695

(Reddito dominicale Euro 60,15 –

Agrario € 42,67).

Valore di mercato: € 28.500

Valore della quota.€ 7.100

Immobile n.3

Natura del diritto: Proprietà al 25%

Descrizione dell’immobile: Terreno collinare località Macroce

Comune: Longobucco.

Provincia: Cosenza

Annotazione: Superficie totale di mq 11.572

(Reddito dominicale Euro 22,40 –

Agrario € 12,90).

Valore di mercato: € 3.000

Valore della quota.€ 750



Immobile n.4

Natura del diritto: Proprietà al 50%

Descrizione dell’immobile: Terreno collinare località Macroce

Comune: Longobucco.

Provincia: Cosenza

Annotazione: Superficie totale di mq 2.440

(Reddito dominicale Euro 3,32 –

Agrario € 2,13).

Valore di mercato: € 1.000

Valore della quota.€ 500

Immobile n.6

Natura del diritto: Proprietà al 25%

Descrizione dell’immobile: Fabbricato rurale in disuso con deposito attrezzi

Comune: Longobucco.

Provincia: Cosenza

Annotazione: Reddito catastale

(Fabbricato reddito catastale Euro 207,36)

(Deposito reddito catastale Euro 180,76)

Valore di mercato: € 10.000

Valore della quota.€ 2.500