In questa parte arriveremo, in modo sintetico, fino al 1870
E' il momento in cui si fa strada l'esigenza di abbandonare la strada dell'analisi scientifica del modo di produzione capitalista, definendo contenuti che ne abbelliscano la sostanza e che ne facciano l'apologia.
Viene abbandonata la distinzione tra "lavoro produttivo" ed "improduttivo" e viene concepito il pensiero che "ogni lavoro è ugualmente produttivo"
E' l'espressione teorica della borghesia vittoriana dell'epoca.
In questo contesto i discepoli di Ricardo si dividono in una destra ed una sinistra.
I rappresentanti di questa seconda corrente (Thompson, Percy,Rovenstone,Hodgskin)traggono conseguenze e rivendicazioni egualitarie dalla teooria Di Riccardo del valore -lavoro, risolvendo il problema dell'origine del profitto in termini di "furto del lavoro altrui".
Quello che emerge è una prima rivendicazione della "riappropriazione del profitto", in quanto il capitalista non paga il giusto prezzo del lavoro", limitandone però l'impatto ad una semplice richiesta di "equa distribuzione del reddito" e non nell'abolizione della produzione basata sul valore di scambio.
La destra dei Ricardiani (Halmers, Say, Malthus) abbandona la teoria classica del valore-lavoro e, con una serie di modificazioni, la trasforma in una "teoria dei costi di produzione" in cui il ruolo specifico del lavoro, in quanto creatore del valore, viene definitivamente cancellato.
2- periodo 1830-1840
Questo periodo è successivo alla "rivoluzione di luglio" in cui in Francia " fu instaurato un regime che, per quanto censitario, assumeva una precisa fisionomia parlamentare, offrendo un'adeguata rappresentanza all'alta borghesia degli affari e della finanza".
In questa situazione si manifestano le contraddizioni di classe tipiche del capitalismo. Gli economisti si preoccupano di cancellare gli ultimi residui originari della teoria del valore-lavoro. Le contraddizioni del capitalismo vengono negate e scompaiono completamente dalla teoria economica.
Bastiat rappresenta l'economista più illustre di quel periodo. Per lui il capitalismo rappresenta un "sistema di armonie", il migliore dei mondi possibili.
3- periodo 1848-1870
E' il periodo dei contrasti di classe che si sviluppano pienamente. le teorie economiche scientifiche vengono abbandonate e sostituite o dalla semplice descrizione storica dei fenomeni o degradata a teoria fittizia in cui si abbandona completamente il terreno della realtà oggettiva, per rifugiarsi nelle regioni della psicologia( primi accenni alla "teoria soggettiva del valore").
I massimi teorici del periodo, Senior e Gossen, sostengono che il lavoro è un sacrificio psichico; se il salrio è la ricompensa per la fatica del lavoro, l'interesse sul capitale è la ricompensa per il sacrificio soggettivo del risparmio, la rinuncia al consumo immediato del capitale.
Due classi di individui che soffrono in modo diverso: i primi lavorando, i secondi risparmiando.


