venerdì 18 aprile 2008

I comunisti non mangiano più i bambini, si mangiano il fegato


Si è scatenato il panico. Tra quelli che prendono per il culo "i comunisti non mangiano più i bambini, si mangiano il fegato"(una delle migliori a mio modesto avviso) e quelli che analizzano mi è venuto un leggero mal di testa e, di fronte a tanti analisti, cazzeggio.

Nel cazzeggiare ho deciso di assumere il ruolo che un dì fu di mia madre. Tutte le volte che parlava mi faceva incazzare come una bestia. la sua logica era di una semplicità devastante e, mentre mi arrampicavo sui libri, lei frequentava i mercati rionali dove incontrava milioni di persone come lei.

E' cambiato qualcosa rispetto alla visione che della vita hanno le persone che tirano la carretta tutti i giorni?
Io direi di no.
Varrebbe quindi la pena spenderla qualche parolina da "sociologo" sulla massa.

La gente sa di dover morire. Lungo o corto che sia il tragitto alla fine crepi.Cosa ci metti dentro la bisaccia e chi incontri fa la differenza tra una vita di merda ed una accettabile.
E non è neanche una questione di soldi. E' semplicemente la voglia di non farsi rompere troppo i coglioni lungo il viaggio. Non elaborare troppo, insomma.

Certo, se ti capita di essere precario e che quando torni a casa ti scippano la busta con lo stipendio non sai più a chi cazzo attaccarti.In un colpo solo due ingiustizie: sfruttato e derubato da uno che è messo peggio di te.

Le hai provate tutte. Avevi una cazzo di bancarella al mercato di Porta Palazzo, lasciata da papà che l'aveva presa quando era stato licenziato dalla Fiat,ed i tuoi ex compagni ti trattavano da merda perchè eri un'evasore fiscale.
Ti eri comprato il Ducato per fare le consegne e quando, incazzato, avevi bloccato il traffico insieme ad altri sfigati come te ti eri beccato la paternale checosìnonsifaperchèciricordailcile.Ma cazzo, mi pagano 2 euro a consegna e dici a me che sono come Pinochet. E non è classe operaia, quella non esiste più ti raccontavano in tanti. Adesso c'è una piccola e laboriosa classe imprenditoriale. A BELLO, 2 EURI A CONSEGNA, IMPRENDITORE STO' CAZZO e come Pinochet in compenso se mi incazzo.

Te ne sei tornato in fabbrica, quella boita al fondo del viale nell'interno cortile, con la cooperativa ed in un colpo solo non più operaio ma operatore dei servizi per l'industria. Stì cazzi, che salto.

E quando torni a casa? Provate ad immaginare di vivere alle Vallette (già il nome), vi spaccate la schiena tutti i giorni, il vostro capo vi cazzia a dosi industriali, vi pagano poco perchè vi raccontano che è la globalizzazione e che se non ti tornano i conti ce n'è altri cento che dal Marocco si offrono a meno,arrivi a casa e trovi sul prato di fronte l'accampamento degli zingari con le lenzuola stese ed i ragazzini che corrono semi nudi nel parco.Fai per attraversare la strada e "zacchete" ti hanno portato via la borsetta con il baracchino ed i rimasugli della pasta e fagioli e la busta unta dell'ultima paga. 900 EURI AL NETTO DI TASSE E CONTRIBUTI.

Accendi la televisione e senti uno che ti racconta che la globalizzazione è una opportunità, giri canale e ti spiegano che con l'indulto si sono liberate le carceri, il TG regionale ti racconta che il sindaco è per la TAV ma non ha i soldi per ripararti il marciapiede e trovare un posto degno per i Rom che ti stanno d'avanti al palazzo.
Bè, anche se hai studiato sul Capitale di Karletto un pò ti girano i coglioni.
Un lombrichetto inizia a girarti mefistofelico nel cervelletto, in fondo Bertinotti è troppo occupato a fare il presidente della camera, Vendola è di Bari e col cazzo che pensa a te tutto impegnato a spalare le macerie del 900 e Uolter ha appena finito di dire che "semo tutti dentro a stessa barca e ce tocca de remà na stessa direzione e de non rompe li coioni co e rivendicazioni pecchè te devi impegnà pa a produttivita'".

E che pensi di raccogliere in una situazione del genere? Inizi a prendere quello che ti passa davanti con il fazzoletto verde e lo ascolti.
Marocchini? a casa, bene sistemiamo la questione salariale,la produttività e liberiamo un pò di posti di lavoro
Zingari? Via se non peggio. Così troviamo i soldi per il marciapiede.
E ti sembrano cose da poco alle Vallette?


giovedì 17 aprile 2008

I tafazzi cazzoni della sinistra


Volevo parlare di altro, ma come non commentare questo articoletto di Repubblica?Ammesso e non concesso che questi signori abbiano una qualche credibilità nell'analisi dei dati (temo che siano gli stessi che raccontavano dei 2 punti di distacco tra le coalizioni).
Ora i tafazzi dell'ex arcobaleno, quelli che quando parlano aprono mille parentesi e che si sono turati il naso soffocandosi, dovrebbero spiegarci perché si lamentano.
In fondo sono entrati a pieno titolo nel nuovo millennio, un pò in ritardo ma adesso ci stanno pure loro.
Hanno Calearo e Colanino che gli dettano la linea ed Ichino che gli risolverà il problema della precarietà.
Ora che rompano i coglioni a quelli come me, modestamente,che è da due anni che scrivevano e raccontavano di un governo impopolare tra il popolo mi pare veramente troppo.
Adesso hanno iniziato, dopo aver militato in partiti di stampo stalinista, con la tiritera del socialismo del 2000.
Di voler sostituire le cuffiette del call center alla falce e martello e amenità varie.
Da questo punto di vista noi siamo più avanti di loro.
Manco li abbiamo votati i residui del 900 (è ironico per quelli lenti).

Mi riesce difficile in questo periodo essere serio. Mi ricorda, l'epoca, la parabola di molti che si trovarono alla fine di una stagione senza il pannolone a parargli il culo.
Erano i teorici dell'entrismo (in soldoni entriamo nel PCI per cambiarlo da dentro) e si sono ritrovati a tavola con Silvio Berlusconi ad occuparsi del marketing delle sue aziende.

Io penso che per mettere fine alla loro agonia devono, respirando forte, togliersi il pensiero tutto d'un botto.
Un pezzo di strada l'avete fatta, adesso entrate in massa nel PDL, magari lo cambierete e lo influenzerete da dentro. Sarete in compagnia, ci sono già la Maiolo, la moglie di Gaber (il defunto) ed altri ancora.
L'altro vantaggio, economico, sarà quello di risparmiare quattrini dall'analista e finalmente avrete ritrovato un'identità. Da testa di cazzo ma è pur sempre qualcosa.

Da Repubblica:
ROMA
- La sinistra si è liquefatta nelle urne e più o meno metà dei suoi voti sono finiti nel carniere di Walter Veltroni e Antonio Di Pietro. E qualche cosa ha raccolto il Pdl di Silvio Berlusconi. I dati arrivano da una prima ricerca condotta da Consortium per Rai e Sky sui flussi elettorali. E i numeri non lasciano dubbi su dove sono finiti i voti che Bertinotti, Diliberto e Pecoraro Scanio avevano nel 2006. Il 40, 3 per cento dei voti di Rifondazione è passato al Pd. E il 6,3 per cento ha preso la via dell'Italia dei Valori. Il totale fa 46,9 per cento. Ancora più alto il dato che riguarda il Pdci. Il 48,1 per cento dei voti è finito a Veltroni e il 6,4 per cento a Di Pietro. Complessivamente si tratta del 55,5 per cento dei consensi dei comunisti italiani. Infine i Verdi. Al Pd è andato il 45,1 per cento e all'Idv l'11,3 per cento. La somma fa 56,4 per cent

mercoledì 16 aprile 2008

Sono spariti i compagni?


Questa mattina sono andato dal giornalaio ed ho incontrato il classico compagno radical chic.
Lì abbiamo comperato Stampa e Manifesto io e repubblica e Manifesto lui. Accompagnato dal suo cane (di razza) e con indosso la sua giacchettina di velluto (chiara) su camicia azzurra con colletto oxford, pantaloncino vintage di un marroncino scuro, capello lungo ed un pò brizzolato e classico occhio chiaro (insomma uno che tromba,però con un filo di trippa ad appesantirlo, dimenticavo il mezzo toscano a spuntare dal taschino) si è soffermato (dandomi del lei nonostante io abbia provato con il tu) a fare quattro chiacchiere sui risultati elettorali.
La sua tesi è che abbiamo (hanno, perchè col cazzo che li ho votati) perso perchè non bisogna dire troppi no e bisogna saper mediare.Insomma la classica tiritera sulla sinistra che deve saper governare etc.etc.etc.

L'ho guardato stralunato e mi sono chiesto se sono io troppo duro e non capisco quello che in gergo si chiama pancia e flusso del "popolaccio" o è lui che vive chiuso nella sua casetta in centro (come me) a Torino e non guarda oltre lo steccato del suo gruppetto di amici (liberi professionisti) che si ritrovano ad analizzare finemente i comportamenti del popolo sovrano di fronte ad un belMartini con l'oliva.

Di mestiere (quando c'è) traffico con i numeri ed ho l'abitudine di cercare di capire quelli macro perché, per essere troppo sottili e precisi nelle analisi, si finisce per perdere il quadro d'insieme.
Allora, visto che al momento faccio poco per il mercato (il vantaggio di essere flessibili) mi sono andato a cercare i numeri delle elezioni del 2006 e quelli del 2008 (numeri non percentuali).
Cosa ho scoperto?
Nel 2006 gli aventi diritti al voto (camera, Italia) erano 46.997.601.
Nel 2008 sono stati 47.295.978. Quindi c'è un aumento di circa 300.000 unità.
I voti validi nel 2006 sono stati 38.153.343 pari all'81,18% degli elettori. Nel 2008 passiamo a 36.452.305 pari al 77% degli aventi diritto.
In soldoni passiamo da 8.844.258 a 10.843.673 elettori che o sono rimasti a casa (come il sottoscritto e famiglia allargata) o hanno scritto civilmente "vattelaapigliàinto'culo" nella scheda riconsegnata ben piegata al presidente di seggio.

Andiamo al voto.

Tra Berlusca ed AN raccattavano, nel 2006, 13.755.000. Con la lega erano 15.502.000 e la loro coalizione, nel complesso (con UDC e partitini vari), ne prese 18.777.843.
Oggi il PDL da solo ne porta a casa 13.628.865., con la lega salgono a 16.652.000, con l'MPA 17.063.874.

L'ulivo da solo valeva 11.930.000 voti, il questurino 877.000, la Rosa nel pugno circa 900.000, l'Udeur 534.000, i socialisti 115.000 e con noi nostalgici comunisti frontedelportosempreno un totale di 19.000.000 di voti belli, belli.

La raffinata strategia dell'occhialuto che provò a far fallire prima l'Unità e poi ridusse al lumicino (da segretario) i DS doveva pescare nel centro moderato (ex mastelliani), tra i radicali ed i superstiti del sol dell'avvenire (socialisti). Bene. Lo stratega ha preso 12.092.998 voti. Dove ha preso questi 162.998 voti in più rispetto al tanto vituperato Prodi dell'ulivo?

Considerato che:
- il questurino i suoi voti li ha raddoppiati (1.593.000)
-che i socialisti hanno preso 355.000 voti, oggi, quando da soli nel listone del 2006 presero 115.000 e con la rosa nel pugno altri 900.000 voti,
-che Mastella è sparito (valeva 534.000 voti)
- che il PDL in realtà ne regala alla Lega di suo (perchè insieme ad AN vale 127,000 voti in meno rispetto alla somma dei due partiti distinti),
- che gli arcobaleno passano da 3913.000 voti a 1.124.000 (-2.789.000 che in parte sono andati proprio a lui),
possiamo pensare che è riuscito nell'opera ciclopica di :
1- non beccare un voto in più proprio dal centro moderato (i 500.000 voti che perde Casini se li becca il Lombardo in Sicilia)
2-avere adesso un partito che, in funzione di chi lo ha votato, non rappresenta esattamente la sua base sociale
3-di avere un partito deideologizzato e deilaicizzato pieno di imprenditori alto borghesi e ex suore baciapile che rappresentano loro stessi e l'alta finanza.
4- fatto sparire i socialisti
5- aver finalmente convinto Bertinotti a togliersi dai coglioni.

L'impressione è che, nonostante lui non voglia, il collante che tiene la sua coalizione è ancora l'antiberlusconismo e solo quello.
Veniamo ai "compagni". E' stato penoso leggere lo struggimento di quelli che volevano usare utilmente il loro voto e vedere che si ritrovano con Calearo, la Binetti e Colanino a rappresentarli.Non male per gente che ha capito tutto.Adesso l'opposizione fatevela fare da loro.
Certo è che chi non ha votato non lo ha fatto perchè si sente meno "comunista" o di sinistra, lo abbiamo fatto perchè il governo Prodi è stato un governo che ha fatto politiche di destra economicamente, che ha tolto soldi ai ceti popolari con le sue finanziarie lasciando che in periferia aumentasse il degrado e che la rabbia si scatenasse su rom e lavavetri, che quello che aveva scritto sul programma a proposito di precarietà e legge 30 servisse solo a pulirsi il buco del culo, che ha mostrato attenzione alle ragioni del capitale e non a quelle di chi lavora, che ha parlato di liberalizzazioni scannandosi con tassisti e parrucchieri e non ha fatto un cazzo contro notai avvocati e gente simile, che non ha preteso che Bassolino si dimettesse togliendo l'appoggio alla sua giunta.
Noi siamo persone che hanno bisogno di non essere prese semplicemente per il culo e che auspica ad una sinistra "di classe" radicata sul territorio e che sappia fare le cose che, da destra, fa la lega o la fiamma di Bontempo.
Si tratta di identità, di politica fatta militando, di gente che sappia raccogliere le istanze e trasformarle in risposte che partano dalla realtà dei singoli quartieri.
Una sinistra che sappia parlare ed ascoltare la sua gente. Che è gente incazzata e che l'incazzatura non la tiene solo dentro.
Non abbiamo votato per questi motivi, per i si e per la mancanza di coraggio nello staccare la spina ad un governo che non ci rappresentava.

martedì 15 aprile 2008

La Resistenza ed i conti delle elezioni a Torino


E così è finita come sapevamo. Nel nostro piccolo, qui a Torino, abbiamo vinto.L'affluenza al voto è passata dall' 83,4% del 2006 al 78,42% di ieri. Solo al Senato, al momento, le schede bianche o nulle sono passate da 12.000 a 14.000. Il quartiere che ha registrato il maggior astensionismo è Mirafiori(quello degli operai per intenderci) dove è stato del 24% contro il 17% del 2006.
Andiamo adesso ai numeri e vediamo cosa è accaduto e perchè non ci stracciamo le vesti ma, al contrario, pensiamo che sia solo il caso di rimboccarci le maniche ed iniziare a raccogliere quello che inevitabilmente il Veltrusconismo seminerà da qui a poco.

Scriverò solo dei numeri della camera di Torino (per oggi) perché è il ramo del parlamento per cui vota più gente.
Le schede valide sono state 540.702 contro le 578.368 del 2006 (-37.666).
I geni del partito democratico hanno raccattato 208.997 voti contro i 213.328 del 2006 (-4331).
Miracoli della statistica, pur raccogliendo in valore assoluto di meno, rappresentano il 39,37% contro il 36,7% del 2006 (ah, questi numeri).
Il questurino Di Pietro passa da 17.256 a 35.931 voti.
Veniamo al tappo ramato.
La somma di Forza Italia e AN che nel 2006 poteva contare su 184.890 (sorpresa, sorpresa) passa a 167.556 voti nel 2008.Anche qui la statistica fa un miracolo dei suoi, la percentuale sul 100 non cambia nonostante la perdita di quasi 20.000 voti.
La lega Nord passa da 18.462 voti a 34.648 voti.Insieme al questurino sono i veri vincitori.
La sinistra arcobaleno, che nel 2006 tra tutti aveva circa 74.000 voti a Torino,nel 2008 ne raccoglie 22.283, un disastro (compagno Bertinotti dei miei coglioni, te ed il testa di cazzo che ti fa da segretario. ma come si fa a venire a parlare alla porta 2 di Mirafiori con l'auto blu e la scorta?).
Tra sinistra critica e Ferrando prendono 6.800 voti.
Ora possiamo inventarci tutte le analisi sociologiche di questo mondo, fare una minuziosa raccolta dei dati e sgrossare quelli che ci sono per cercare di capire ma, penso, che una prima lettura ci dice che chi non ha rinunciato alla sua identità (che sia questa rappresentata da xenofobia, territorio o valori quali la legalità) guadagna consensi nella società cosi' detta civile. Gli altri perdono voti.

I consigli interessati sono quelli di cercare di recuperare istituzionalmente la sinistra radicale.La questio è evidente. Il disagio di una fetta importante di questa società o si fa sentire nell'astensionismo e nel voto annullato oppure si radicalizza su posizioni che ricordano tanto la logica e l'ideologia dell'ordine e della disciplina.
I consigli sono interessati e non a caso. Torino, da decenni, recita il ruolo della città laboratorio. Mentre altri pontificano e chiacchierano qui si sedimentano gli umori ed i mal di pancia che, poi, radicalizzano la loro risposta.
E' stato così nel 61 con le rivolte operaie antisindacali di piazza statuto, è stato così nel 68 con la sollevazione di un intero quartiere e gli scontri di corso Traiano, è stato così nel 77 con le prime occupazioni di spazi pubblici trasformati in circoli del proletariato giovanile.

Il ruolo di un comunista è questo.Non basta stare su qualche blog o al chiuso di qualche sezione per "sentire" la gente.
Schiodate il culo, compagni. Nonostante tutto quello che si inventeranno, sulla sparizione della sinistra radicale, la situazione è eccellente.

lunedì 14 aprile 2008

Papere in fuga

Da :Repubblica
"Non sarà a passo di carica, ma il piglio è severo. Questa curiosa foto arriva dalla città di Columbus dove un "treno di papere" come lo definisce la stampa locale, decide di abbandonare la fattoria del signor Henry Whipker. Le papere sono state intercettate mentre si esibivano in questo divertente, ma anche pericoloso, attraversamento"

Aiutate le papere,nel loro andare da sinistra a destra passando per il centro della via maestra rischiano di essere spiaccicate dal Tir.Che qualcuno fermi il traffico.
p.s.
della serie "alludi, alludi che Berlusconi ha fatto gli gnocchi!"

domenica 13 aprile 2008

Cazzoni di sinistra


Dicono:" Cacchio, voi duri e puri non vi rendete conto che torna il Berlusconi"Mmmmmm!!!!!che problema che ci ho.Mi sento proprio una chiavica di fronte a tutta questa gente di sinistra che è lì presa dal panico. Sarà perché li conosciamo da un pò stì signori e ci siamo passati un pò di anni sulle barricate mentre quelli guardavano da dietro la tendina che hanno nella camera da letto, ma tutta sta paura?
Il problema qual'è? che pensate di dover schiodare il culo pesante dalla sedia e tornare a fare politica facendo un pò di pressione partendo dalle strade?
Sarà che siete un pò mollicci come un budino ripassato al forno e vi viene strano che sto cazzo di stato, quando chiederete di più perchè non ce la fate, tira fuori il manganello e vi ripassa la ghirba?
A già, voi siete quelli con la fascetta arcobaleno sulla testa,quelli con la camiciola arancione perchè chi cazzo ti si incula se ti fai un corteo per il Tibet o la Birmania. quelle sono questioni trasversali. Mentre siete lì ad interrogarvi una parte di questo pianetino del cazzo inizia ad infiammarsi perché qualcosa non torna. Eh, ma voi siete troppo concentrati su chi scegliere tra Veltroni e Bertinotti.
Basterebbe solo guardare intorno a voi per cercare di capire se il vostro contributo, in fondo, è molto più pesante del mio nel permettere che tutto affondi.
Il problema non è Berlusconi sbiaditi compagni, il problema siamo noi, siete voi con il calcolatorino in mano a cercare di capire cosa conviene fare tra camera e senato. siete voi che avete perso la voglia e la passione, che avete permesso che la politica si riducesse ad essere rappresentati da gente distante che farà tutto meno quello che vi serve.Il problema siete voi, così pavidi, da avere il problema di mandare in parlamento uno che dice di voler fare le stesse cose dell'altro, solo che dice di essere nuovo, in compagnia di gente che a dir di sinistra o amica richiede uno sforzo ciclopico.
Il problema siete voi che siete berlusconizzati nei comportamenti e nelle relazioni di tutti i giorni.
Dice"Ma che cazzo stai a dì"Che stò a dì io? e allora spiegami che cazzo ci stai a fare in compagnia di gente che per farti sentire più sicuro spiana campi di rom senza preoccuparsi di dove mandarla quella gente.
Che ci fai insieme a chi teorizza il fancazzismo tuo (statale dei miei coglioni o impiegato comunale delle palle) come problema principale di questo paese?
Che ci fai insieme a Calearo o al generale omofobo e rambo?
Che ci fai insieme a gente che ha votato il rifinanziamento delle missioni di guerra?
A chi non ha mosso un dito sulla legge 30?
Che come problema aveva quello di stare seduto in alto sullo scranno invece che riprendersi la borsetta e tornare a battere i mercati ed i luoghi di lavoro?
Che ci fate insieme a gente che aveva problemi a farsi vedere in piazza perché sottosegretario dei miei coglioni?
La questione è che avete perso la coerenza e lo sforzo necessario alla fine dei vostri bei discorsi. far seguire quel minimo di cose dignitose e di fatti per rendere chiaro come la pensate, in fondo alla vostra anima. Quella nera. Quella che vi fa paura e vi spinge alla paura.
Produttori di chiacchiere, teorici dell'insoddisfazione all'ennesima potenza.
Siete destinati a tornare a riempire piazza Venezia, e lo sapete.Costa troppo fare ed agire in modo coerente.Portare fino in fondo i discorsi.
E' una bella fetta di paese questo. Arcobaleno e democraticipartito.E Berlusconi lo rappresenta meglio di quello che voi potete fare con la vostra immagine sbiadita.
Io me ne sono messo fuori, e sono contento.C'è tanto da fare e tanta gente che non può aspettare.Il resto verrà, se dio vuole inshallah.

venerdì 11 aprile 2008

Canne


Questo signore si chiama Edgard, ha sotto il braccio un paio di scarpette da calcio e rolla una canna in una foglia di non ricordo cosa.
Si stava a Livingstone tra Belize e Guatemala, in un posto in cui ci arrivi solo con un battello perché il ponte con la terra ferma non lo vogliono costruire. Loro.
Si andava a giocare a pallone in un campo in cui, ogni tanto, atterrava un piper, gente strana sopra.Mai fatto domande.

Tanta gente a correre intorno a quella palla.
La sera sulla spiaggia si passava alla musica. Sparata alle stelle.Con di fronte un mare nero rischiarato al fondo dalla luna.
Un buco sopra.

Dietro la strada principale (una) un italiano aveva costruito una casa in cui vendeva alimentari.Ricordo la foto della nazionale di calcio. "Paolorossimafiosoitaliano". Stì cazzi.
Piangeva quando pensava all'Italia."Questo è scemo" pensavo io.

Che posto.
Lì vivono i Garifuna. Black people. Reggae e fanculo boys.
Dice "Ma vuoi mettere il benessere" E già, vuoi mettere.Ma vavavavavava, enun ci cagà o' cazz!"

Li' ho conosciuto un ragazzo israeliano, fuori di testa.Pensavo a lui mentre ascoltava qualche pezzo dei Matisyahu (che vi invito a spararvi, un pò di tono alto, poi, senza che moglie e figli guardino movete la panza e n'toculo u NANU ).
Stì cazzi che litigate. Norimberga e relativo processo ci hanno fatto na pippa a noi. Dice " ma era da solo e disperato" EEEEEddddai.
Quando è andato via ci siamo abbracciati. Niente parole.

Che cazzo, stiamo stretti, Questa è la questione. E niente più ci soddisfa.
Dice"E le responsabilità, la famiglia, gli amici, le sicurezze"
Come dice il sommo N'TO CULO (meno che alla famiglia, qualche dubbio sugli amici).
Ci siete mai riusciti a sentirvi liberi e soddisfatti per una volta? Con la sensazione di poter decidere di voi qualsiasi cosa? Dice " E' scemo"
IO?!?! E voi, che vi rompete i coglioni a pensare a U NANU?

Martedì sarà tutto come sempre. Direi che abbiamo già dato.E si tornerà a parlare della formazione dell'Inter.
C'è solo una cosa che vorrei, ora. Aprire la finestra di casa e ritrovarmi lì e n'to culo u NANU







giovedì 10 aprile 2008

Ma vedi di andà a fanculo, bello!

Uno dice "certo ti carichi una bella responsabilità a chiedere alla gente di non andare a votare".Io, che sò 50 anni che non mi caga nessuno. Ne ho passati 49 a fare la guardia al bidone vuoto da benzina proprio come i fascisti "uso ad obbedir tacendo", anche quando mi giravano le palle che neanche quelle di un elicottero! E me dai tutto stò potere?
Uno dice " e si, ma sei qualunquista con questa storia che sono tutti uguali" E a me lo vieni dire che mi stai a sfracellà i coglioni con sto cazzo di paese semplice, co sta cazzo de barca in cui stamo tutti a remà nella stessa direzione (sarà ma quelli col fischietto è na vita che so sempre quelli).Quanno ci hai gente come Chiamparino che sogna e maggioranze veriabili co i fascisti de li mortacci sua?
Uno ti dice" Eh, ma così vince il basso col capello ramato". E mi strapazzi le palle co stà storia quando è stato un socialista a daje tutto sto potere con le televisioni? Quando quell'altro deficiente dell'arcobaleno de lì mortacci sua "per dovere istituzionale" stava sempre lì co a lingua penzoloni solo perchè je deve pubblicà un cazzo de libbro che se so letti in quattro, al posto de na spranga n'mano?
Dice" eh, sei estremista, tutto e subito"Ah ma proprio con me ce l'hai, e nun te ricordi la linea,compagno, del compagno Berlinguer quella di fa i sacrifici?" col motivetto della barchetta? Tutto e subito stò cazzo, che so 40 anni che pijamo carci nel culo. E sempre zitti. E quando ce avemo provato a tojerce gli anelli dal naso a momenti zompava tutto pe aria e ve siete cagati sotto.
Uno dice" E ci sono i fascisti, i leghisti"E a me o vieni a dì che manno fatto zompà il portone di casa alle tre di notte quando te stavi a fa lo struscio e lo stronzo co quella deficiente che so 4 anni che è precaria e ancora nun ci ha capito un cazzo di chi a sta a pija pe'l culo, e te viene a fa i discorsi anche su a flessibilià? E quanno je menavo ai fascisti nun to ricordi? Ah, gli opposti estremismi dicevi allora, de sto pajo de palle, a bello!!!!
Sei te che ce vai a fa e riunioni nelle scuole per raccontà che a resistenza l'hanno fatta pure loro. Che bisogna saper dimenticare. E te accorgi che sò fascisti solo mò?
Dice"il paese deve uscire dalla palude".Veramente è MERDA, a coso!!!!Ed è merda da 60 anni se nun te ne sei accorto. Solo che adesso te tocca magnà un pò pure a te.Eppoi uscì dalla palude come? Con chi? e per chi?Ce volete riportà alle gabbie salariali come se la fatica fosse diversa tra sud e nord. Ce fate vedè no stronzo che sedeva in federmeccanica che pe datte 100€ t'ha fatto morì e voi pure che me lo faccio amico? Ma sarà amico tuo deficiente che nun ce stai a capì un cazzo.
Dice" Eh, sei comunista ed ancorato alle categorie del secolo scorso" Senti ma veditenedeannaafanculo te e chi te porti appresso pe votà.

Fin che la barca vaaaaa,
lasciala andareeee.
Fin che la barca vaaaaaaaaaaa,
Tu non remareeeeeeeeeeeeeeeeeee
Fin che la barca vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa,
stai a guardareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.
-Orietta Berti-


p.s.
su licenza di un romanesco inventato per l'occasione di questo sfogo

martedì 8 aprile 2008

Cosa fare il giorno delle elezioni?

Compressi tra lo psiconano, il lumacone de'roma, ed il socialdemocratico al caviale iniziamo a fornire al popolo bue gli strumenti alternativi per passare in modo sano e costruttivo la domenica prossima ventura.
Mentre ve la godete facendo qualcosa di utile che vi faccia girare un pò di ossigeno in quella cazzo di capatosta provate a farvi una canna.
Per gli incubi reali avete tempo il resto dell'anno.

L'Egitto ed i suoi operai non fanno notizia

Ci sono notizie che meritano una ribalta. come accade per il Tibet ed altre che passano quasi inosservate.
In particolare quando queste notizie indicano un aumento della conflittualità sociale in cui si esplica la contraddizione tra capitale e lavoro.

"il basso potere d'acquisto dei salari e il carovita hanno spinto anche gli egiziani a proclamare uno sciopero generale, riuscito solo a metà a causa della repressione poliziesca. Secondo un'agenzia di stampa, durante gli scontri a Mahalla al Kubra, nel nord del Paese, due persone sarebbero state uccise da proiettili di gomma sparati sulla folla. 30 i feriti e oltre 500 gli arresti.

"La gente è stanca dell'aumento dei prezzi, li sta uccidendo - dice un'uomo - l'80% della popolazione è esausta, mentre il resto non si rende conto di quello che sta succedendo".

L'aumento dei prezzi al consumo e' stato, in meno di un anno, del 12%. I generi alimentari sono diventati quasi inaccessibili ai più' poveri.

I lavoratori chiedono che i loro salari mensili arrivino, dalle attuali 300 lire (circa 34 euro) a quota 1000."


Il quadro economico e sociale che,qualche tempo fa (2005), veniva descritto era il seguente:

Fonte:www.itinereitalia.com

Il quadro economico


"Il governo di Ahmed Nazif è posto dinnanzi ad una serie di sfide economiche e sociali. Prima fra tutte la contrazione del debito pubblico, che ha raggiunto due anni fa un livello insostenibile. La P.A. ha fatto registrare negli anni passati un trend di forte crescita del passivo (debito netto della P.A. a metà 2004 pari al 70% del PIL), dando così origine ad un buco finanziario. Inoltre la crescita del PIL (+ 4,2% nel 2003/2004; +4,5% 2004/2005; +5,5% previsione 2005/2006) è stata accompagnata da una forte inflazione che nel 2003/2004 ha toccato l'11,4 su base annua. Ciò è dovuto alla contemporanea svalutazione della sterlina egiziana rispetto al dollaro. La naturale conseguenza è una politica economica restrittiva che ha già dato i suoi frutti sia dal punto di vista del cambio (la valuta ha recuperato in pochi mesi 7 punti percentuali sul dollaro e 10 sull'euro) che della sostenibilità della P.A. Le misure chiave della politica economica sono state l'abbassamento dei dazi doganali, la riforma delle tasse e la ripresa delle privatizzazioni. Così facendo sono stimolati i consumi privati e gli investimenti, con la contemporanea riduzione degli sprechi grazie allo smantellamento o alla vendita delle imprese statali. Nel contempo il sicuro incremento delle importazioni significherà un deficit nella bilancia dei pagamenti e un abbassamento delle potenzialità produttive interne. In un' ottica di lungo periodo tuttavia ciò significa spingere l'imprenditoria locale a recuperare il gap tecnologico di prodotto e di processo. Ciò è favorito dalla contemporanea crescita degli IDE, che fluiscono in Egitto grazie ad un clima economico e politico più stabile. Ciò si riflette nei rating che hanno incrementato la posizione egiziana o ne hanno migliorato la valutazione di prospettiva (S&P – BB+, “stabile”; Sace 4/7, NESSUNA RESTRIZIONE SPECIFICA). Qualora l'operatività delle riforme previste dovesse superare i tempi previsti di applicazione o risultare più efficace del previsto, la crescita prevista poco sopra per il 2006 potrebbe essere ritoccata verso l'alto."

Probabilmente qualcosa non sta funzionando nella politica "liberista" del governo.Pur in presenza di una forte crescita del Pil siamo di fronte ad una situazione sociale che continua a peggiorare.
Qualche tempo fa un rapporto dell'ONU incoraggiava gli stati a perseguire politiche di aumento della crescita economica pur se in presenza di un aumento del divario (in termini di redditto) tra le fasce sociali.
La novità è che queste manifestazioni non sono isolate da un contesto internazionale in cui si evidenziano, in molti paesi, tensioni sociali e rivolte dovute agli aumenti dei generi di prima necessità ed alla impossibilità di fare fronte ai bisogni primari.
Qualche giorno fa un problema analogo, legato ai salari ed al loro potere di acquisto, si evidenziò in una fabbrica della Nike in Vietnam, così come le ore di sciopero nelle grandi fabbriche della Cina si sono moltiplicate, e proteste aventi le stesse motivazioni hanno coinvolto lavoratori ad Haiti ed in Senegal.

I fattori speculativi della finanza internazionale, oltre alla destinazione per la produzione di biocarburanti di materie prime destinate in precedenza ad un uso alimentare, pone delle questioni al modo in cui si sviluppa l'economia di mercato difficilmente eludibili.
Eppure tanto non basta. Si preferisce continuare ad avere una fede "mistica" nella capacità del mercato di mettere a posto le cose indipendentemente da qualsiasi tipo di regolazione di quelle che sono le regole del gioco.

Il punto è che noi viviamo ora, il nostro orizzonte è fatto di qualche decina d'anni ed è con questo che dobbiamo misurarci, per questo motivo vorremmo ambire ad avere una qualche possibilità di vivere in modo accettabile in tempi ragionevolmente rapidi.
Se quello che ci aspetta sarà un mondo in cui misuriamo la "qualità" della nostra esistenza "solo" con il Pil, sarà utile che una parte di questa società si abitui all'idea di dover chiudere questo benessere tra quattro mura difese da filo spinato.