giovedì 4 settembre 2008

Precariopoli il censurato dai piddini, l'ultima vignetta

Loro censurano e noi apriamo spazi di liberta'.I rappresentanti del partito in decomposizione si incazzano e noi godiamo!!!!

Nel loro delirio di potere hanno sospeso Crisi e Conflitti, un blog in cui scrivono molti compagni tra i quali il buon pensatoio.La colpa? Aver messo dei link che rimandano direttamente ad un post di precariopoli .Secondo questi imbecilli se uno copia ed incolla lo stesso post nel suo blog lo può fare, se invece copia ed incolla un link e rimanda direttamente al post dell'autore NO.
Se estendiamo la regoletta dovremmo fare la stessa cosa per tutti.Quindi non si capisce perché Stratex poteva farlo rimandando ad un blog della Valent ,quello su cui ergemmo le barricate perché taroccato da SPB.Dovremmo, a questo punto, rendere opera meritoria a SPB perché, all'epoca e da avanguardia di questi imbelli, si adoperò per evitare un uso "abominevole" di Kilombo.
Questa banda del quartierino tiene in ostaggio un po' di gente. Quelli che, per lo piu' scrivono, sono piddini come loro. Ogni tanto qualcun altro si aggiunge scrivendo di libertà violate e di massimi sistemi.O propone sondaggi illuminanti.
La questione è semplice: ma di questi quattro e del modo in cui gestiscono la cosa che ne pensate?


Amorazzi estivi


Veltroni perdona Fini per il bagnetto e fanno la pace alla festa del pdmenoellepiùci con una promessa a dita incrociate.

3 Settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

Dopo accurate indagini...Kilombo soap opera per nottambuli2

Pieroni, il prossimo sarai tu!!!
Perché noi siamo contro i dittatori, i clericali e gli inquisitori e questo è un luogo che ospita "tutte" le sinistre ma non deve dare ospitalità a gente della tua specie e parte politica, QUESTO E' UN AGGREGATORE DI SINISTRA, CAZZO!!:
meno Mario
meno Korvo
meno precariopoli
meno quall'anarco mezza fascia di Cloro
meno quall'autonomo del cazzo che si è tolto dalle balle
meno r-esistenza infinita
meno famiglia fantasma
meno quel ricattatore infame di SPB
etc.etc.etc. (che non è uno starnuto)

ho liberamente reinterpretato i saluti di un anonimo/a che mi segue fedele ed appassionato/a come un cane/cagna, per il resto vi invito a rileggere un po' di storie passate e di sane e serie incazzature QUI.

Up Date
i solerti censori hanno fatto sparire la vignetta che segue dalla home page di Kilombo, era stata postata da crisi e conflitti.Secondo me non gli piace e quindi censurano nel miglior stile fascista e clericale,e poiché hanno un partito in decomposizione sfogano la loro frustrazione e la loro incapacità politica in questo modo.La banda del quartierino tiene in ostaggio le opinioni.Sono talmente stupidi da non aver capito che questo è un mondo virtuale dove è difficile mettere delle barriere. Lo capiranno.Quando la merda è merda, è proprio merda e bisogna conformarsi.Quindi posteremo domani su Kilombo qulacosa di precariopoli.

Unipol, ipotesi di indagine sul senatore del PD Latorre. La Procura chiede il via libera al Senato. Avanti un altro.

martedì 2 settembre 2008

Quando di Kilombo e di Pieroni si discuteva così

Che nostalgia di quei momenti.Quando in tanti ci scannavamo per il Pieroni.
Vi prego di leggere attentamente i commenti.

Los "terroristas" hablan el pueblo-2007

MANIFESTO DELLE FARC-EP

Compatrioti:

1. La dignità ci chiama alla resistenza, nell'unità, contro il governo fuorilegge, illegittimo ed illegale che si è preso il Palazzo di Nariño, alla convergenza ed all'Accordo Nazionale per superare la profonda crisi istituzionale e di governabilità che affligge il paese, e per concertare veri cammini verso la pace duratura.

La Colombia merita rispetto. Non possiamo tollerare ulteriormente questa mafia narco-paramilitare di latifondisti ed allevatori, narcotrafficanti ed imprenditori, che con l'appoggio militare del governo degli Stati Uniti e gli squilli di trombe dei mezzi di comunicazione ha fatto diventare la Colombia un inferno di guerra, massacri, arresti di massa di cittadini, sparizioni, miseria, saccheggio e tutti gli abusi del terrorismo di Stato.

2. Il governo Uribe marcia al passo delle direttrici di Washington e delle esigenze di potenti capi paramilitari come Salvatore Mancuso, Jorge 40, Castaño, Cuco Vanoy, Isaza, Báez, Macaco, Don Berna, El Alemán, Giraldo, El Tuso, Gordo Lindo ed altri sinistri personaggi della motosega e della cocaina, soci del Presidente. Questa mafia ha finanziato, con valige piene di dollari, le due campagne presidenziali di Uribe.

Sì, loro lo hanno eletto e sono loro a comandare. Hanno imposto a colpi di fucile, terrore e brogli elettorali decine di congressisti, governatori e sindaci che hanno agito come fantocci del paramilitarismo nella politica ed al governo. Poiché si credevano i padroni del paese, non hanno avuto scrupoli nel proclamare, trionfalisti, che erano riusciti ad eleggere il 35% dell'attuale Congresso, vale a dire circa 89 rappresentanti e senatori. Questi stessi voti inquinati hanno portato Uribe alla Presidenza della Repubblica, ed è per questo, e molto altro ancora, che il suo mandato è illegittimo ed illegale.

Questo governo si basa su migliaia di fosse comuni e massacri, terre saccheggiate e milioni di sfollati, lacrime e lutto… Niente ha avuto luogo senza l'assenso o la partecipazione delle forze armate ufficiali.

Tutta la cupola dello Stato, a cominciare dal proprio Uribe quale principale capo dei paramilitari, è invasa dal mostro della narco-para-politica che si è impossessato della Colombia. Il Vicepresidente è stato l'ispiratore del blocco paramilitare che ha agito nella capitale. I comandi dell'esercito e della polizia non possono negare di aver sempre agito coi paramilitari in un'associazione a delinquere. Il ministro della Difesa ha cospirato con Carlos Castaño. La ex ministra degli Esteri Araújo era quota politica di Jorge 40. L'ex capo del DAS Jorge Noguera, oltre a mettere in piedi con loro il noto imbroglio elettorale in favore di Uribe, somministrava la lista dei dirigenti sindacali e popolari che dovevano assassinare.

Il paese se lo stanno rubando i pezzi grossi paramilitari ed Uribe non dice niente. Si sono rubati i fondi della sanità, hanno agguantato tutti gli appalti e saccheggiato gli stanziamenti dipartimentali e municipali, e gli è stato anche permesso di riscuotere tasse…

L'Accordo del Ralito, patto delle tenebre tra il governo ed i suoi paramilitari, è stato il patto dell'impunità in cui il primo si è impegnato a garantire ai secondi pene irrisorie e simboliche, partecipazione in politica, la non estradizione, il rispetto delle loro ricchezze rubate ed accumulate con la spoliazione, il narcotraffico ed il riciclaggio di denaro.

Questa è la ragione che ha spinto il Presidente Uribe all'insubordinazione ed alla insolita sfida nei confronti della Corte Suprema di Giustizia, che ha sentenziato che il paramilitarismo e l'associazione per delinquere non sono sedizione. Egli sa che senza l'etichetta artificiosa di "delitto politico", che pretendeva di attaccare al paramilitarismo per santificarlo, gli svanisce il più importante strumento d'impunità su cui contava non solo per favorire i paramilitari ma anche per discolpare lo Stato, genitore di quella disumana strategia controinsorgente in cui sono coinvolte pure la CIA e la DEA.

Uribe si è meritato il ripudio dei popoli, che nei suoi viaggi internazionali lo ricevono gridandogli "assassino-assassino", e "paramilitare, illegittimo ed illegale dimettiti!"

Qualunque governo al mondo, in simili circostanze, sarebbe già caduto senza possibilità d'appello. E noi colombiani non siamo da meno a tal punto da tollerare siffatti governanti, quand'anche essi contino sul sostegno degli Stati Uniti.

3. La Colombia è violentata inoltre dalla politica della "Sicurezza Democratica", disegnata da Washington come sviluppo della vecchia Dottrina della Sicurezza Nazionale e come strategia di predominio imperiale sui popoli della Nostra America. In sostanza, tale politica (spiegata dal generale Craddock del Comando Sud) mira ad assicurare, nell'ambito della ricolonizzazione neoliberista, gli investimenti ed i saccheggi delle transnazionali mediante l'applicazione di leggi severe e della forza, al fine di reprimere ed annichilire la resistenza dei popoli ed il malcontento sociale.

Non possiamo restare impassibili di fronte a questa politica che inizia ad essere applicata anche da altri governi dell'emisfero.

Nel caso della Colombia, la "sicurezza Democratica" ha come ingrediente militare il Plan Patriota il cui obiettivo principale è la sconfitta militare della guerriglia delle FARC, o quantomeno la riduzione della sua volontà di lotta allo scopo di portarla prostrata al tavolo dei negoziati. Certamente non si sentono tranquilli con questa alternativa di potere costruita dal popolo come resistenza a decenni di violenza statale ed oppressione.

Con l'obiettivo di sconfiggere la guerriglia hanno mobilitato decine di battaglioni e brigate mobili verso il sud, ed hanno lanciato grandi e sostenute operazioni in altre aree del paese. Hanno insediato postazioni di comando con ufficiali gringos a Larandia e Tres Esquinas, nel Caquetá, alle porte dell'Amazzonia che tanto bramano. Hanno attivato satelliti-spia ed apparecchiature con tecnologia militare di punta, spiegato accerchiamenti strategici, imposto blocchi a zone contadine, sfollato la popolazione, assassinato e fatto sparire civili, incendiato appezzamenti di terra, rubato bestiame, bombardato giorno e notte e battuto selve e cordigliere; ma in cinque anni non hanno potuto mostrare un solo risultato contundente se non il logoramento e l'incrinatura del morale dei soldati ufficiali, che muoiono nella selva o ne escono feriti per volontà di un pazzo guerrafondaio che straparla a Bogotá, e che manda via generali a causa dell'assenza di risultati e bollettini di vittoria.

Dalla polvere e dal fragore dei combattimenti sta nascendo una forza guerrigliera di tipo nuovo, forgiata col fuoco nelle manovre nemiche e nello scontro con le nuove tecnologie dell'operatività controinsorgente; una guerriglia che è il vero potere di fuoco politico e militare al servizio della causa popolare.

Ma parallelamente allo sviluppo del Plan patriota nei diversi teatri operativi, il governo ha sacralizzato il delitto d'opinione e la repressione della coscienza, fino al punto di incarcerare oltre 150.000 cittadini accusati di simpatizzare con la guerriglia. Al fine di scoraggiare il sostegno al progetto politico e sociale dell'insorgenza, in Colombia si sta calpestando il diritto universale alla scelta politica. Non gli è bastato eliminare fisicamente una generazione intera di rivoluzionari incorporatisi nell'Unión Patriótica quale alternativa legale di cambiamento. Adesso vogliono imporre un pensiero, quello della nuova inquisizione, della destra e del fascismo. Un pensiero che criminalizza la protesta sociale con la menzogna secondo cui dietro ogni mobilitazione popolare contro le politiche del governo ci sarebbe la guerriglia. Un autoritarismo che vorrebbe cancellare l'autonomia e l'indipendenza degli altri rami del potere pubblico, per stabilire così, senza soprassalti costituzionali, il regno della tirannia che tollera esclusivamente quelle opposizioni che non si propongano il cambiamento dello status quo e delle strutture dell'oppressione.

4. Questa destra fascista ha impiegato il bilancio della nazione in funzione della guerra, ed il risultato è il disastro sociale: bambini che muoiono di fame, aumento della povertà e dell'emarginazione, abbandono totale dei progetti di costruzione di case popolari, la maggioranza della popolazione senza servizi d'acqua, luce e fognature. Indifferenza del governo di fronte alle carenze patite da scuole, collegi e maestri perché ha optato per la privatizzazione dell'educazione, oltre che della sanità; tagli ai fondi delle regioni, che ne paralizzano lo sviluppo, e vendita delle imprese dello Stato, economicamente in attivo, per dirottare sempre più risorse verso la guerra. Privatizzazione progressiva di imprese strategiche come Ecopetrol, incremento degli indici di disoccupazione e sottoccupazione fatti aumentare dalla flessibilizzazione del lavoro, che calpesta i diritti dei lavoratori e fa salire a mille i profitti degli imprenditori, fame e costo della vita elevato a causa delle politiche dello Stato contro le masse popolari, e prospettive di acutizzazione della crisi sociale con l'approvazione del TLC, che attenta alla patria, alla sovranità ed alla qualità della vita dei colombiani.

La perfidia con cui agisce lo Stato dev'essere contrastata con la mobilitazione del popolo, azioni di piazza e blocchi stradali che paralizzino il paese chiedendo i diritti conculcati, per costatare nella lotta di massa la forza di chi sta in basso e cercare la convergenza di tutti i settori democratici con una sola bandiera politica e sociale, guardando alla formazione di un nuovo governo che lavori per la pace, la giustizia sociale ed il riscatto della dignità e della sovranità del popolo della Colombia.

5. Per la costruzione di questa alternativa sottoponiamo al paese, alle organizzazioni politiche e sociali ed a tutto il popolo la Piattaforma Bolivariana per la Nuova Colombia, al fine di aprire la discussione e lo scambio di idee circa le bandiere ed il programma di un nuovo governo che, suggeriamo, dev'essere patriottico, democratico, bolivariano, tendente verso un nuovo ordine sociale ed impegnato nella soluzione politica del grave conflitto che vive il paese.
Un governo la cui parola d'ordine, in politica internazionale, sia la Patria Grande ed il Socialismo, e che dia priorità all'integrazione dei popoli della Nostra America. E' per questo che la "politica di frontiera" delle FARC opta per la fraternizzazione, e non lo scontro, con gli eserciti dei paesi vicini. La nostra lotta è di resistenza e liberazione contro l'oppressore regime colombiano.
Un nuovo governo che materializzi il progetto politico e sociale del Libertador, che formi un nuovo Esercito Bolivariano per la difesa della patria e delle garanzie sociali. Un nuovo ordine edificato sulla democrazia e la sovranità del popolo, che affianchi ai rami del potere pubblico i poteri morale ed elettorale, che istituisca un congresso unicamerale e la possibilità di revoca del mandato. Un nuovo sistema di governo che castighi severamente la corruzione e l'impunità, metta fine alla politica neoliberista, stimoli la produzione nelle sue diverse modalità, assuma il controllo dei settori strategici, faccia rispettare la nostra sovranità sulle risorse naturali ed implementi politiche efficaci di preservazione dell'ambiente. Un governo che lavori per la gratuità dell'educazione a tutti i livelli, articoli la redenzione sociale e la giustizia agraria, rinegozi i contratti con le transnazionali che sono lesivi per la nazione, annulli i patti militari, trattati e convegni che macchiano la sovranità della patria, non estradi i connazionali e si opponga al pagamento del debito estero contratto con prestiti viziati dal dolo in una qualunque delle loro fasi.

E' l'ora di analizzare e scegliere la rotta che ci conduca alla pace, all'indipendenza, alla giustizia sociale, alla democrazia ed all'unità, quale cammino per sopravvivere ed affrontare con successo le politiche degli imperi.

6. La pace è un processo, un bene comune che richiede la preparazione, da parte di tutti, del terreno in cui possa germinare. Non si ottiene dall'oggi al domani, e necessita di nuove strutture economiche, politiche e sociali che la sostentino, cambiamenti come quelli suggeriti dalla Piattaforma Bolivariana per la Nuova Colombia.

Non ci sarà la pace dei sepolcri. Tutti i piani delle oligarchie e dell'impero per sterminare l'insorgenza, dal LASO (Latin American Security Operation) eseguito a Marquetalia fino al Plan Patriota, sono falliti perché la sollevazione armata, le cui cause sono sociali, economiche e politiche, non si sconfigge con bombe, piombo o nuove tecnologie.

Per imbecillità o demagogia elettoralista, Uribe ha annunciato di essere disposto ad ufficializzare una zona di incontro per firmare la pace in tre mesi. Ma quarantatre anni di scontro non si superano in un periodo così breve. La problematica politica, economica, sociale, culturale, ambientale e di sovranità del paese non si può risolvere in tre mesi, a meno che -e non è questo il caso- una delle parti abbia sconfitto il contendente. Uribe non è l'uomo adatto alla pace in Colombia: non è programmato per questo dai gringos. Un tipo che non riconosce nemmeno l'esistenza di un conflitto armato non otterrà la pace in nessun modo.
Solo un nuovo governo patriottico, democratico e sovrano potrà ottenere la pace negoziata, ma certamente non un governo fantoccio della Casa Bianca. C'è necessità di un governo compenetrato con il bisogno di pace, che basandosi sul popolo e sull'interesse nazionale prenda la decisione di far rientrare le truppe nelle caserme, di ridurre drasticamente la spesa per la guerra in favore di quella sociale, e di esigere la fuoriuscita dal paese delle truppe e degli assessori statunitensi intromessi nel conflitto interno, che sono un fattore che attizza la guerra, per passare risolutamente ai dialoghi di pace.

7. La pace ha bisogno di tutti gli sforzi e sacrifici del paese ed inizia col consenso delle sue forze fondamentali, delle sue organizzazioni politiche e sociali, in modo da creare tra tutti una nuova alternativa politica di potere che diventi governo sovrano e degno, orgoglioso di fronte a Washington ed impegnato a dare al popolo la maggior quantità di felicità possibile, secondo il mandato del Libertador.

E' necessario iniziare quanto prima l'interscambio ed il rincontro tra tutti gli attori della trasformazione sociale e la pace, compresa la guerriglia, a partire da questa prospettiva. Quelli che, servi dell'establishment, predicano l'esclusione della guerriglia con argomenti triti e ritriti, lo fanno per indurre alla formazione di un'alternativa deboluccia che sia preda facile dei potenti sfruttatori di sempre.

Proponiamo di partire il prima possibile con contatti clandestini, senza dare importanza al governo, per convenire una rotta e per iniziare ad abbozzare collettivamente alcune tracce programmatiche per la redenzione della Colombia.

Invitiamo a questo dialogo i dirigenti rivoluzionari, i settori democratici dei partiti, le persone avanzate del clero, i militari patrioti e bolivariani, i leaders operai, contadini, comunali ed indigeni, le comunità nere, le donne e tutti i dirigenti popolari, al fine di unire aneliti ed intraprendere insieme il cammino verso la Nuova Colombia.

8. L'obiettivo è la creazione di un'alternativa per il cambiamento, nata da un Gran Accordo Nazionale per la pace, la giustizia, la sovranità ed il decoro della nazione, che si proponga un nuovo governo per salvare la Colombia dall'abisso e recuperare la dignità infangata dal governo fuorilegge dei fascisti narco-paramilitari benedetti da Washington. Una nuova conduzione dei destini della patria che proscriva la repressiva e saccheggiatrice "Sicurezza Democratica" dell'impero e la politica neoliberista, riscatti la sovranità del popolo, ristrutturi lo Stato allo scopo di garantire il bene comune e formi un Esercito Bolivariano guidato dall'amore per il popolo, la giustizia sociale e la difesa della patria. Infine, un governo che convochi un'Assemblea Nazionale Costituente per darci una nuova costituzione che sancisca formalmente i cambiamenti a favore del popolo, verso la pace e la convivenza, la vera democrazia, la sovranità e l'integrazione solidale dei popoli, quali mandati emanati da questo gran Patto Sociale.

Non abbiamo altra alternativa che quella di cercare, uniti, il cammino per uscire dall'oscura notte, orientati dal bagliore della giustizia e dall'alba della Gran Colombia.

Verso la Nuova Colombia, Accordo Nazionale per la Pace!

Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

Montagne della Colombia, settembre 2007

lunedì 1 settembre 2008

Che tristezza, siamo rimasti in tre un kapò, un clericofascista ed un piddino

Kilombo? ma vattela a piglià in saccoccia aggregatore del cazzo.
Ricevo e pubblico (copia incollando) molto ma molto volentieri due post di Precariopoli.
Una volta che in Kilombo avranno il loro giardinetto curato, con il permesso per qualche blogger un po' di "sinistra", questa gentaglia si sentirà soddisfatta?
Invito i compagni ad ospitare la libera opinione di precariopoli.
Il dibattito "profondo" a cui stiamo assistendo, che lo riguarda, è il seguente:
può postare 2 volte uno che dichiara di aver trasformato il proprio blog in un metablog(cosa prevista dall'articolo 5)?
Sulla questione la mia opinione è la seguente: togliete quell'articolo e limitiamoci ad una regola chiara e semplice. 1 blog o metabolg= 1 post al giorno (come la mela).
Badate bene, al momento mancano dei criteri per definire la cosa.Per cui se io decido di condividere il mio spazio con altri 3 o 4 soggetti e comunico questo alla redazione mi chiedo con quale criterio la redazione decide che non vale.

Questi piccoli omuncoli quando non ci sono le regole (loro vogliono regolamentare tutto, anche l'ora in cui andate al cesso) si inventano le procedure.Ed agiscono.
Lo hanno fatto inventandosi le sospensioni (come fa il vaticano quando sospende i preti birbantelli) e facendo votare le regole dopo.
Hanno quel gran potere che gli permette di decidere contenti come delle pasque.Come cazzo saranno soddisfatti e paciosi ripensando alla dura giornata di "guardiani delle regole".
"Mo' ti faccio vedere io,se non ci ha pensato tua mamma adarti una degna educazione.Bastardo"

In più son lì che, ogni tre per due, commentano qualsiasi opinione che leda i sacri principi liberali.
Negli USA la stampa liberale combatté il maccartismo in nome della libertà di opinione.Loro, che sono dei grandi pensatori, combattono le opinioni che graffiano quell'accozzaglia di affaristi che ha fondato un partito di plastica (PD), perché glia sta tanto sulle palle leggere quelle cose che costruttive non sono per nulla.Gli stanno proprio sul cazzo, i comunisti, e potessero sguinzaglierebbero volentieri un po' di Kapò a mettere ordine con il manganello.

Tanto per dargli una lezione più severa hanno anche sospeso il mio Precariopoli.Quale sarà mai la sua colpa?Quella di scrivere che spaccherebbe la faccia ai clerico fascisti? Sono colpevole anch'io.Anzi, confesso il reato. Di dire ai piddini di stare alla larga dal suo blog? E allora? Sarà libero di scrivere un po' quel cazzo vuole?
p.s.
Il mio blog sospenderà i modi urbani quando tratterà la questione Kilombo perché quando la merda è merda ed è proprio merda, bisogna arrendersi all'evidenza.


Post n° 1
Dopo le gravi e recenti perdite di bravi bloggers come R-Esistenza infinita e Famiglia Fantasma, rei una di essere comunista e l’altro gay e di sinistra, Valerio Pieroni kapò-redattore di Kilombo prosegue indisturbato la sua opera di epurazione e di censura nell’arduo compito di rinchiudere kilombo e i suoi iscritti nel recinto del partito democratico.

Oggi dopo aver comunicato alla redazione di kilombo che Precariopoli è un blog multiautore e che come recita l’art. 5 della carta di Kilombo ha diritto a 2 meta-post al giorno la sentinella del PD si è messa immediatamente al lavoro.

Il kapò-redattore mi richiedeva che lo status multiautore del blog fosse “vagliato e approvato” dalla redazione appellandosi ad una prassi sconosciuta, arbitraria e non scritta nella carta. non soddisfatto eliminava il mio secondo meta-post perchè non in linea con i criteri clericofascisti suoi e della redazione fantoccio.

Questa maniera padronale di gestire Kilombo non va bene, da domani io posto come da carta di kilombo 2 volte al giorno, mi rifiuto di accettare gli appelli dei fascisti che richiamano regole non scritte,inventate al momento, non approvate dai compagni iscritti a Kilombo, altrimenti tra poco gli squadristi della redazione si sentiranno autorizzati a passare sui nostri blog con l’olio di ricino e una sana dose di manganellate. alla faccia della democrazia e della libertà di espressione.

post n° 2

Il Kapòredattore e la sua banda mi hanno sospeso da Kilombo.

I vigliacchi non hanno avuto le palle neanche di mandare una mail.


IN QUESTO BLOG SCRIVIAMO UN PO' QUEL CHE CAZZO CI PARE, TIPO MEGLIO ROM ED EXTRACOMUNITARIO CHE COLANINNO E PIDDINO

venerdì 29 agosto 2008

C'è l'associazione ma manca la definizione del reato per questa gente rispettabile.

Proviamo ad immaginare un tavolo intorno al quale si ritrovano Colanino padre e figlio, Letta nipote e zio,Berlusconi padre e figlio, Calearo e Benetton, Tronchetti Provera e Milly Moratti, Garrone (quello della Erg) e Burlando,Chiamparino e qualche nobile palazzinaro di Torino, Gavio ed il presidente della regione Piemonte.
Tutta gente rispettabilissima.

Questa gente rispettabilissima nella vita si occupa di politica ed affari.E così capita che siano,contemporaneamente, proprietari di TV e squadre di calcio ed è naturale che con il genitore discettino di frequenze e diritti TV, budget della TV pubblica e mercato delle TV private, soldi da dare per poter concedere al popolo bue, e sfigato, di continuare ad avere quel piccolo diritto di ritagliarsi 10 minuti di goal alla televisione.

Sempre tra i rispettabili zio e nipote chiacchierano amabilmente dei toni soft con cui, finalmente, maggioranza ed opposizione si confrontano in parlamento.Ognuno di loro rispetterà la missione data e farà in modo che tale tono rimanga per dare del paese un immagine rassicurante, un luogo in cui il conflitto aspro del passato lascia il testimone ad una sorta di centro di gravità permanente in cui gli eletti governeranno e decideranno in nome del mandato democraticamente ricevuto.Senza rotture di coglioni.Con uno sbarramento in parlamento ed uno nelle strade fatto da soldati e posti di blocco.

Intanto Gavio racconta di come è possibile fare soldi gestendo infrastrutture dello stato (autostrade) senza cacciare un euro.Ponendo un suo uomo al vertice di quell'azienda e garantendo una sorta di pax politica a PD e PDL.Un direttore generale a me ed uno a te. Tre consulenti della tua parte e tre della mia.Figli degli amici messi lì ad arricchire il proprio c.v. in qualche call center che fornisce informazioni sulla viabilità.In dote una rendita che ti consente di aumentare i pedaggi in base all'inflazione reale, senza che nessuno alzi un dito per porre una semplice domanda" perché la scala mobile no e aumenti automatici sulle tariffe di questi servizi si?"

E come perdersi la visone del sindaco di Torino, quello che ha sfruttato le olimpiadi lasciando un'eredità do strutture che nessuno sa come utilizzare (il pala Isozaki ad esempio), un mare di debiti da finanziare con tasse, qualche avventura nella gestione della tesoreria della Città che lascia altri costi (finanziari) da ripianare, un fare autoritario che blinda interi quartieri vietando di consumare cibo ed alcolici per le strade (S.Salvario, il quartiere degli extra comunitari) e dimenticandosi del quadrilatero romano dove forse gli amici gli hanno detto che non è il caso perché lì solo gente chic.

La conversazione più interessante sarà tra Colanino padre e figlio.Ecco qui immaginate di essere un imprenditore che ha fatto soldi con un'avventura nel mondo delle telecomunicazioni grazie a politici compiacenti, vi offrono di entrare in una società in cui non ci sono debiti, c'è un fatturato consolidato che vi garantisce un flusso di cassa costante (neanche tanto difficile da calcolare per definire il break even point finaziario dell'operazione), 7.000 dipendenti in meno, meno strutture da mantenere,un'azienda normalizzata e senza conflitto (perché qualche sindacalista di belle speranze lo coopterete nel C.d.A.).Insomma neanche l'avviamento da pagare per un operazione di quel tipo. Ecco vi chiedono di mettere qualcuno di quei soldini guadagnati (prima nelle telecomunicazioni) in questa nuova avventura. Magari garantirete il prestito per soldi che non avete con un pacchetto di azioni frutto di qualche stock option non tassata. Insomma una roba molto liberal e capitalista. Mettetevi una mano sulla coscienza, non lo fareste anche voi?
A chi volete che salti in mente di coniare uno slogano sui "ladroni" ai danni dello stato mentre siamo impegnati in sacre crociate sui "fannulloni" del pubblico. Perché in fondo al vostro stomaco lo sapete che non è proprio una roba bella quella che vi apprestate a fare.
Però lì viene in soccorso il figliol prodigo, quello con gli occhialini che qualcuno ha paragonato a Marx e Lenin perché anche loro erano (in fondo) borghesi.Sarà lui che spiegherà ai giovani del PD che di mercato e leggi del mercato si tratta. Ed anche quei pochi smetteranno di belare.

Gli altri commensali ascoltano e prendono appunti. Ognuno di loro trasmetterà agli altri un pò della sua arte. Le relazioni si rafforzeranno, la rete si estenderà e tutti vivremo felici e contenti perché questo è il frutto della democrazia, baby!

giovedì 28 agosto 2008

Partito Dormiente e Connivente

C'è gente che si ostina a cercare le ragioni per cui quel clone di partito di nome PD non fa opposizione a questo governo di destra.
Fossero un po' svegli le motivazioni le potrebbero trovare nella composizione di "classe" di quelli che hanno mandato in parlamento.
Come può uno come Colanino dire che il piano Alitalia è un furto (ad esempio)? O uno come Calearo che il federalismo a cui pensano lor signori è una balcanizzazione in piccolo di questo nostro beneamato giardino?
Oltre che a questo, basterebbe dare un'occhiata all'intervista di quella specie di zecca parassitaria che è il fallito candidato sindaco di Roma. Per lui la politica del nano è marketing sapiente, come se le azioni che incidono sulla pelle ed il portafoglio della gente non fossero altro che una scatola vuota ed indolore.
Se date un'occhiata ai blog del popolo piddino potrete constatare come l'omologazione culturale ha schiacciato in modo netto e devastante, su posizioni reazionarie, la maggior parte di quelle persone. La differenza con "gli altri" la fanno i toni non la sostanza degli argomenti.
Se i progetti per un futuro diverso hanno le loro radici in quel brodo culturale che è il consociativismo borghese costruito intorno ad interessi forti di classe, e la lettura di quello che si muove nella società non si sforza di evidenziare percorsi alternativi che siano altro rispetto alle ricette che vanno di moda ora, che orizzonte sperate di avere di fronte a voi?
Hanno svenduto tutto, tutto ciò che nella storia di questo paese ha rappresentato un'alternativa ideologica e culturale al ciarpame della destra.
Hanno trasformato le cooperative in holding per affaristi, svenduto pezzi dello Stato agli amici, cooptato i figli di ricchi uomini di affari nella loro classe dirigente, attraversato il deserto per banchettare con loro signori spartendosi tutto ciò che c'è da spartire. Hanno uomini che amministrano da sceriffi senza avere la forza morale di un Tex Willer. Limitano la loro funzione alla pistola. Sono uomini scientemente "razzisti", vogliono mani libere per poter amministrare al meglio separando nelle città i luoghi da difendere e privilegiare da quelli in cui l'ordine passa attraverso i divieti e le pattuglie dell'esercito.Sono, forse, un pò meno rozzi. Ma tanto fascisti nell'animo.
Con molti di loro non ci può essere dialogo, qualcun altro finirà per concentrasi su hobby personali per non ammettere la sconfitta. Credo, però, che qualcuno alla fine si romperà i coglioni di fare il connivente.E' questione di tempo. Come nel ventennio. Speriamo solo di non dover spalare la stessa quantità di macerie e seppellire lo stesso numero di morti.

mercoledì 27 agosto 2008

Ragazzini sport e slogan fascisti

Ho letto la cronaca della partita che la Juventus ha giocato ieri. I suoi illustri supporter si sono distinti per un paio di slogan che tracciano la realtà di questo paese di merda. Il primo recitava "Buffon camerata" a seguire "non ci sono neri italiani tra di noi".

Mi auguro che al signor Buffon, che ha salutato la folla, facciano fare una gita in qualche borgo italico in cui si possa rigenerare ai racconti di come, all'epoca, risolvevano le questioni razziali i suoi connazionali.Quelli con la camicia nera.Magari, così, la prossima volta non li saluta con il sorriso.

Sulla questione dei neri avrei qualcosa da dire.Per esperienza personale, da genitore, posso testimoniare che la preoccupazione in quella società non sia proprio quella di formare "sportivi".Per alcuni dei ragazzini, che frequentano le giovanili della signora, vanno di moda Mussolini e camice nere.Per qualcuno di loro è facile comunicare attraverso una chat con espressioni del tipo "lo sai che sei solo un negro?". Magari se sei nuovo capita che un capo branco, con il silenzio omertoso dei più, pisci nella borsa del nuovo arrivato.C'è una gerarchia, negli spogliatoi, che emargina in base al colore della pelle, alle qualità pedatorie (valutate sui minuti di gioco fatti), l'anzianità nella formazione.Il risultato è un prodotto "umano" molto povero, ragazzini che a 14 anni non capiscono perché andare a scuola ed impegnarsi quando la prospettiva è, nel peggiore dei casi, una squadra di serie C che a 19 anni ti può garantire uno stipendio superiore a quello che guadagneresti in fabbrica.
Suggerirei qualche torneo intitolato a qualche partigiano, sponsorizzato dalla signora.Così,tanto per marcare le differenze.Qualche Sabato dedicato ad un po' di sano volontariato per i suoi "ometti", magari con genitori al seguito. Inizierei da qualche mensa dei poveri.

E che dire degli allenatori? L'ultimo visto all'opera (che non entrava mai nello spogliatoio) abituò i suoi "guerrieri" a fare cerchio prima della partita per il grido collettivo.Dimenticava, sempre, di coinvolgere quelli della panchina.
Per fortuna non sono tutti così. Almeno quelli che allenano i più piccoli.
Cosa voglio dire con questo? Poco o niente. Intanto che spero che perdano lo scudetto e vengano sbattuti fuori dalla coppa dei campioni da qualche squadra di extracomunitari (sogno Rom negri).Per il resto è un riflesso di quello che vediamo e viviamo tutti i giorni.Triste che quelle logiche siano sperimentate sulla pelle di ragazzini.Molto meglio una sana partita di bocce.

martedì 26 agosto 2008

Equilibri geopolitici e futuro di merda

"Per l'Italia - ha spiegato il ministro degli Esteri - i rapporti politici, economici ed energetici con la Russia sono importanti ed ingenti. I venti di guerra fredda portano ad una situazione per cui la posta in gioco è alta".

"Il principio dell'integrità territoriale della Georgia è un principio incontestabile", dice il ministro. E' pessimista Frattini su quella che al momento del suo intervento era ancora un'ipotesi e che poi si è concretizzata, il riconoscimento dell'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia: "Sarebbe una grave complicazione una dichiarazione unilaterale di indipendenza".

In questa dichiarazione c'è parte di ciò che ci aspetta nel futuro prossimo venturo:
1- sicurezza nazionale messa in crisi e, quindi, necessità di circoscrivere una serie di diritti per cautelarsi
2-costi altissimi perché dipendiamo, per una parte dei nostri rifornimenti energetici, dagli ex compagni
3- principio dell'integrità territoriale come principio incontestabile.Diciamo che questo aspetto fa un po' a cazzotti con le spinte federaliste di casa nostra, così come con il trattamento che ricevette la Serbia quando provò a farlo rispettare quello stesso principio.
I bombardamenti geogiani non valgono la repressione serba.

Nello stesso tempo osserviamo come in Irak ed in Afghanistan i "liberati" inizino a chiedere ai "liberatori" di togliere le tende.Quello che ci incuriosisce è la resistenza ad andare via da parte ccidentale.Se le motivazioni erano nobili, per occupare quelle terre, e se queste stanno venendo meno perché vogliano rinegoziare la nostra permanenza (mi chiedo)in Afghanistan: qual'è il principio umanitario che ci costringe a rimanere con carri, mitra e soldati da quelle parti?

Per alleggerire la tensione la Corea del Nord sospende gli accordi con gli USA.Provo a pensare all'Iran ed a quello che farà da qui a poco tempo.
Per fortuna qualcuno aveva scritto che, con la caduta del muro di Berlino, si era in procinto della "fine della storia".In molti, tra i conservatori americani, gli dettero retta e pensarono che la edificazione di un mondo con un baricentro imperiale definito (dal punto di vista politico) ed uno distribuito (dal punto di vista economico) fosse cosa fatta.
Devo confessare che l'accelerazione di questi ultimi eventi ha messo a dura prova quello che pensavo sull'ineluttibilità di un destino segnato.

Ciò che inquieta sono gli attori.L'idea è di una risistemazione di equilibri tra oligarchie imperiali, una corsa all'accaparramento di risorse strategiche per poter dettare le condizioni da posizioni di forza.
In questo i "popoli" sono schiacciati e senza speranza.Peggio, molto peggio che nel passato.

Indizi per ricordare e non dimenticare


Girovagando sui blog ogni tanto raccogliamo pattume, lo lasciamo lì a memoria per quelli che cercano ancora di dare una definizione all'essere di sinistra.Quello che segue non è scritto da un nazi fascista.


-madre tossica, uno dei padri puscher, l'altro gay e totalmente assente, e anche qui evito nomi e cognomi -, perché il punto è proprio questo, mi pare. Potrei farlo, ma non lo faccio
.
Tanto sia lei sia io, sia - spero - voi, sapete che il suo problema non sono le figlie, e a me le conversazioni inutili non sono mai piaciute.]


"Restano in ginocchio, però, i rivoluzionari da tastiera, quelli che vivono di rendita “operaia”, quelli che raccattano ed esibiscono un qualche bambinello negro per sentirsi antirazzisti “perdavvero” mentre i suoi sodali massacrano i figli neri di una donna nera"

Insomma una vera merda questo mondo di internauti radical chick.