martedì 2 dicembre 2008

Tu faresti lo spacciatore?


Ieri sera mentre accompagnavo mio figlio ad un evento sportivo che lo riguardava, chiacchierando del più e del meno mi ha fatto questa domanda" Papà, tu spacceresti droga se non avessi alternative?"
Lì per lì sono rimasto perplesso e l'ho guardato attentamente per capire se, dietro quella domanda, non ci fosse dell'altro.
"Ci sono sempre delle alternative ad una cosa del genere, ed in ogni caso se uno fa una roba del genere si deve rendere conto che procura un danno ad una persona, non mi sembra il modo migliore per risolvere un problema personale, o fare soldi, speculare sulla pelle di qualcun altro."
"Si ho capito, ma se tu fossi veramente nella merda cosa faresti? Spacceresti come ultima possibilità droga?"
"Non esiste che quella sia l'ultima possibilità- ho risposto- Ed in ogni caso no, non spaccerei droga, preferirei dormire sotto i ponti"
"E faresti dormire sotto i ponti tutti noi?"L'altra domanda.
Per fortuna siamo arrivati proprio su questo punto, e la conversazione si è chiusa lì.
Però, voi spaccereste se foste nella merda?

lunedì 1 dicembre 2008

Panic selling

Questo post ha generato panico QUI (ed è cliccatissimo!!).Mica cazzi!!

Dichiarazioni surreali

"Secondo Marchionne, in tempi di recessione, servono interventi strutturali per sostenere la domanda: la situazione per il prossimo anno sarà negativa «se non ci saranno cambiamenti strutturali nell'economia che cominceranno a spronare la domanda», ma non solo nell'ambito della rottamazione auto, dice la.d. della Fiat, ma proprio riguardo al potere di spesa dei consumatori. «Finora - ha osservato Marchionne - non si è fatto abbastanza»."fonte:sole24ore

Questa, secondo me, è una dichiarazione surreale tenuto conto che:
1- Fiat, per dare una mano, si appresta a mettere in cassa integrazione (2009) gran parte delle maestranze.Si prevede un periodo non inferiore a sei mesi (significa tirare avanti con 6/700 euro al mese)
2-Non si capisce se in quel "non si è fatto abbastanza" si riferisca anche all'aumento dell'ultimo contratto dei metalmeccanici

Quando contava gli utili del gruppo dove era il buon Marchionne e che idea aveva in testa per dare forza al potere contrattuale dei suoi dipendenti, ad esempio?

La sinistra intelligente

Tra i tanti convertiti, passati da Lotta Continua alle sponde del PDL, uno che si distingue per la veemenza delle sue posizioni ed il suo integralismo intellettuale è il dott. Carlo Panella.
Costui, sdoganato a suo tempo da Ferrara, dopo crisi mistica post rivoluzionaria ha deciso di spendere le proprie energie a favore delle idee, molto meglio remunerate, del centro destra.
Se non fosse per la sequela di cazzate che racconta potremmo sopportare anche lui.E invece no! Porco cazzo. Specie quando ci racconta quello che, dal suo punto di vista, dovrebbe fare una sinistra intelligente per stare al passo con i tempi.
A parte la considerazione che poteva rimanerci, uno "sveglio" come lui nell'attuale "sinistra", mi domando se in questo rientra il pressapochismo e la faciloneria con cui si raccontano cose che non stanno né in cielo e né in terra.
Trattando del tema del raddoppio dell'IVA sugli abbonamenti SKY ha detto, in sintesi, che non si può contestare una norma del genere che "colpisce uno ricco come Murdoch" .Confondendo tra imposizione diretta ed indiretta e tacendo sul fatto che quei soldi in più li pagheranno i consumatori che, per quanto disprezzabili per quel loro vizio borghese, con Murdoch non c'entrano una cippa di niente.
Magari non gli viene in mente che è cosa veramente disdicevole, per uno come lui che si richiama (adesso) alla bellezza del capitalismo e della libera concorrenza, l'uso disinvolto che un primo ministro fa (per gli affarucci suoi) delle politiche economiche del suo governo che, nei fatti, offrono un indubbio vantaggio commerciale al business gestito dai suoi figli.
Tanto per rimarcare come si fanno gli interessi degli ITALIANIIIIII ha dato randellate, con l'approvazione di quella specie di zerbino di Caldarola (area PD), sulla questione CAI/Alitalia.
Echecazzo, mica possiamo dismettere asset strategici come il trasporto aereo a favore di un concorrente come Air France che, con l'acquisizione della compagnia di bandiera, avrebbe portato un indubbio vantaggio al settore del turismo francese.
Fosse cosi' ci chiediamo come è che se ne accorgono solo adesso, tutti questi uomini esperti in strategie.Se è vero che il turismo pesa sul PIL per l'11% contro l'8% del settore auto (per fare un esempio), forse ma dico forse, bisognerebbe pensarci con strumenti diversi che con Alitalia con ci azzeccano nulla.
Quella è una svendita fatta agli amici degli amici e basta.Che avrà come conseguenza, in ogni caso, la rivendita a qualcuno con le spalle un po' più grosse(guarda caso sembra Air France), un appesantimento dell'indebitamento pubblico per pagare i debiti lasciati in ricordo e un'uscita degli eroi della cordata con un guadagno netto al momento in cui rimetteranno sul mercato le loro azioni.Per i lavoratori e le lavoratrici una sorta di Caporetto che sancisce come indifendibili "privilegi"come la maternità o la cura dei propri figli.
Ma tanto è, cosa cazzo volete che freghi a Panella ed a quelli come lui (compreso il riformista Caldarola) delle questioni vere.
Tra gli intelligenti della sinistra segnalo, ad ogni modo, tal Chiamparino di Torino e tale D'Alema.
Il primo, non sapendo come meglio occupare la scena visto che a Torino di problemi ne abbiamo zero, ci dice che lui "vuole avere le mani libere nelle alleanze e che se la Lega rinuncia al populismo ci si potrebbe alleare".A Torino il primo nella lista di quel partito è tale Borghezio.Mica cazzi.
Il secondo dopo aver riconosciuto di essere il più comunista nel PD ha detto, offeso, che la questione banche/coop non è altro che un modo di fare "lotta politica".
Per gente come noi che pensa ai comunisti come a quelli della "lotta di classe" , ed alle banche come fonte di esproprio proletario per finanziarla,questo ulteriore aggiustamento era sfuggito.
In compenso sono convinto che "sinistri" così intelligenti a lui, il Panella, piacciono.

sabato 29 novembre 2008

La vendetta dei professori meridionali.


Renzo Bossi, terzo stop alla maturità

"Ancora una volta esame non superato per il figlio del leader leghista. La prova, sostenuta da privatista, dopo il ricorso seguito alla seconda bocciatura"

Azz,
nuova classe dirigente all'orizzonte?
Mi chiedo, ma perché devi insistere a fare l'esame a Trapani caro il mio ragazzo?

La retorica che gira a Torino


La gente è sempre più povera.
Questo è il vero problema sociale e politico da risolvere.

Con la sua immagine (proprio quella che vedete) e con questo slogan quel signore che risponde al nome di Deodato Scandeberech ha riempito Torino con un manifesto che si trova all'angolo di ogni strada.
Uno pensa "Un altro comunistaccio"
E invece no! Lui è uno che si occupa del popolo stando nell'UDC di Casini, si fa fotografare con le vecchiette e, nel tempo libero che è tanto,si abbronza nella piscina di un noto circolo privato di Torino.
Si occupa del sociale e della famiglia tanto da essersi scagliato, a suo tempo sia contro le narco sale (lui quelli che si drogano preferisce vederli per strada sennò ha problemi a fare un po' di demagogia) che contro l'affitto delle case popolari anche alle coppie di fatto (è per la famiglia tradizionale e sia mai che chi non si sposa debba godere di "privilegi" studiati per i poveri "tradizionali", se sei povero laico puoi stare al freddo ed al gelo).
Intanto sua figlia, che ha 23 anni, siede a fianco del papà nel consiglio comunale di Torino.
Un'altra che ha dimostrato sul campo il suo valore e che senza nessuna spintarella quel posto se lo è guadagnato.Preoccupatissima, lei, del fatto che a Torino ci sono troppe strutture occupate da giovani "rossi". Echecazzo, meglio lasciarle marcire quelle case.
In sintesi: uomo di retorica gattopardesca, attento al sociale ed alla forma fisica allo stesso modo e, in fine, buon padre di famiglia che a modo suo ha tolto una disoccupata dalla strada.


venerdì 28 novembre 2008

Fiat, costo del danaro e prossimo collasso

Nicola Pegoraro su "soldionline"scrive:

"In un mercato in cui le anomalie sono la regola e la logica l’eccezione, segnalo un fatto che non riesco a spiegarmi. Si tratta del caso dei bond Fiat in scadenza nel 2011. Fiat Finance & Trade (con garanzia della casa madre) ha emesso, nel passato, due diversi bond scadenti lo stesso anno, il 6,75% 25/5/2011 ed il 5,625% 15/11/2011. Uno sprovveduto come il sottoscritto potrebbe pensare che il rendimento dei due titoli (apparentemente identici sul piano delle caratteristiche legali) debba essere simile. Non è esattamente così: il primo bond (quello con cedola al 6,75%) vale 97, con un rendimento del 7,95%, mentre il secondo (con cedola al 5,625%) prezza sotto 75, con un rendimento del 17% abbondante. Quale è il titolo prezzato in modo illogico dal mercato? Forse entrambi? A voi la sentenza."

Ecco, come possiamo tradurre in termini logici il tutto?Un rendimento al 17% con una quotazione nominale del 75 è l'anticamera dell'abisso.Al contrario un valore di 97 ed un rendimento del 7,95% turbolenze gestibili. Forse, al si là delle apparenze, si evidenzia un primo segnale di ciò che toccherà da qui a breve al gruppo Fiat.I rumors di Torino narrano di cassa integrazione per il gruppo di circa sei mesi per il prossimo anno.Per la città questo significa un 2009 terribile dal punto di vista sociale.

L'altro aspetto su cui concentrerei l'attenzione è il costo del finanziamento "reale", a dispetto dei tassi interbancari, che è presente nel mercato.
In una fase di contrazione della domanda un approvvigionamento di soldi, per pagare investimenti o semplicemente debiti, nell'ordine dell'8% è improponibile.Questo significa che, al di là dell'ottimismo di facciata, saranno le aziende le prime a non "consumare".Non se lo potranno permettere.A meno che qualcuno forzi la mano al "mercato" e costringa le banche a politiche del credito che concedano "respiro" al mondo produttivo.
E' un sistema che rischia di implodere e, ho idea, che tra un po' vedremo nuovi padroni che sostituiranno i vecchi arnesi del capitalismo italiano.

Chi èmarginale all'università

"Queste elezioni comunque sono state poco rappresentative della platea studentesca della Sapienza: su 140 mila studenti hanno votato solo in 13 mila, pari a 10 per cento degli aventi diritto. Ma per ora la destra canta vittoria. Il presidente romano di Azione universitaria, associazione vicina ad An, Matteo Petrella, non ha dubbi in proposito "Siamo tra le prime quattro liste nelle elezioni dei rappresentanti studenteschi alla Sapienza. Abbiamo stravinto. L'Onda è un movimento marginale". Mentre Luca Cafagna dell'Onda sottolinea che "hanno vinto le liste legate ai partiti che sono al governo"

Uno legge i risultati delle elezioni alla Sapienza ed il commento di un imbecille fascio e si domanda"Scusa coso, ma marginale chi?"
Questi raccolgono 6.000 voti (la somma di tre liste) su 13.000 su una platea di 140.000 studenti e sono contenti.
Mah! misteri.

giovedì 27 novembre 2008

Il compagno Curzi

Un'interessante ritratto in cui c'è tutta la storia dell'ipocrisia "de sinistra"

DA: Fulvio Grimaldi
L’ambizione ha trascinato molte persone a diventare falsari: hanno un pensiero fisso nel cuore un altro pronto sulla lingua.
Sallustio

Parole bugiarde non sono solo il male in sé, infettano del male l’anima.
Platone

Quando tutti pensano la stessa cosa, nessuno pensa.
John Wooden



Io non sono, per esperienza diretta, molto d’accordo col grande Brecht quando afferma “beato il popolo che non ha bisogno di eroi”. O almeno non sono d’accordo con coloro che ne deducono l’inutilità degli eroi in ogni caso Ne ho visti troppi di eroi necessari, indispensabili, dalla Palestina all’Iraq, dall’Eritrea alla Somalia al Vietnam. Di innumerevoli altri ho sentito. Forse, se Berthold avesse scritto …”beato chi non ha bisogno di eroi…fasulli”. Sono quelli che vengono celebrati e incensati, perlopiù dopo morti, da peana bipartisan, anzi, onnipartisan, che, come da scienza e logica risulta, sono peana i cui direttori d’orchestra stanno sempre a destra...continua
http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2008/11/curzi-vita-con-il-compagno-comodo.html

Sicurezza a Torino


Quello che segue è un articolo apparso su indymedia.org che tratta di un "esperimento" di controllo sociale messo in piedi dal comune di Torino.
Non c'è che dire, l'amministrazione riformista torinese si distingue per queste cose ed è, al pari delle tante amministrazioni leghiste, un luogo in cui la politica si esercita in un opera di "sensibilizzazione" dei peggiori istinti dei suoi cittadini.
C'è una strategia precisa che coltiva l'insicurezza come mezzo di gestione dell'ordinario e che ha come obiettivo la messa in campo di strumenti, di "controllo" del territorio, in cui il corpo sociale viene spaccato tra chi ha da temere per se e per ciò' che possiede e chi non ha e poco ha da perdere se non la propria disperazione.
A queste paure si offre il riparo ed il conforto di un delatore anonimo.
Questa simil sinistra da salotto ha lasciato l'idea di solidarietà a qualche suggestione buona per qualche viaggetto in Africa o qualche adozione a distanza.
Quando si tratta di guardare al cortile di casa usa le stesse lenti della destra.Intercetta e spiega i fenomeni sociali nello stesso modo.Salvo poi chiedersi il perché gli Italiani offrono un'idea di società civile che va incancrenendosi e del perché votano per Berlusconi.
Ci chiediamo perché non elaborino, sul territorio, strumenti di controllo che pongano argine ad un altro tipo di emergenza sicurezza.
Quella dei cantieri, quella del lavoro in nero, quella dei tanti condomini del centro lasciati al degrado ed all'abbandono.Quella delle scuole, quella della salute per i tanti che vagano senza fissa dimora.Per quelli che saranno sfrattati e per quelli che lo sono già.Per gli anziani lasciati da soli.
Ho un'idea del perché non lo fanno.Perché quella gente non vota più ed abita in quei quartieri popolari dove, alle ultime elezioni, l'astensione è stata massiccia.E' gente che non vale l'investimento richiesto, non garantisce la rendita del potere. Meglio i borghesi.Meglio far sentire sicuri loro.




"In via Garibaldi 26 c’è la farmacia Bosio. Nobile ingresso, testone di Galeno con tanto di scritta in greco, bei lampadari. La Bosio è una delle 15 farmaspie pioniere, dove dal 1° ottobre si raccolgono le informazioni su poveri, mendicanti, rom, posteggiatori abusivi, senza casa. L’accordo tra Comune e Rete delle farmacie prevede una prima fase sperimentale di tre mesi e poi l’estensione della pratica del farmacista spia alle altre 280 farmacie.

Un bell’esperimento di delazione anonima di massa mascherata da servizio agli anziani. In un primo tempo i farmacisti si sono dichiarati entusiasti, presentandosi a La Stampa e ad Epolis come ultima trincea contro la criminalità.

Da qualche tempo sono meno sicuri di se, minimizzano, negano l’evidenza, cercano di cambiare le carte già smazzate in tavola. I volantini, manifesti e comunicati di denuncia, nonché le chiamate indignate di numerosi cittadini sono state il segnale di un disagio diffuso di fronte ad un esperimento di controllo sociale che ricorda da vicino le pratiche della dittatura fascista.

Nel pomeriggio del 23 ottobre un gruppetto di antirazzisti si è radunato di fronte alla farmacia Bosio, aprendo uno striscione “boicotta le farmacie spia”, facendo interventi dal megafono e distribuendo un volantino che riportiamo sotto.

Nonostante le irritate proteste della farmacista i passanti si fermavano curiosi, chiedevano informazioni, e spesso esprimevano la loro indignazione.

Un piccolo segnale di rivolta contro la cappa ossessiva di controllo cui siamo quotidianamente sottoposti.

Spropositata la reazione della polizia che in pochi minuti ha adunato nella via una quindicina di agenti della Digos mentre una camionetta dell’antisommossa stazionava nella limitrofa piazza Arbarello.

La campagna contro le farmaspie continua…

Per tutti gli interessati la prossima riunione dell’Assemblea Antirazzista di Torino si terrà martedì 28 ottobre. Dalle 19 alle 21 presso la FAI in corso Palermo 46. Dalle 21 in poi presso radio Blackout in via Cecchi 21.

Di seguito il volantino distribuito ieri in via Garibaldi.

Farmacisti o Spie?

In 15 farmacie di Torino si esperimenta il Dottore/Spia. Dal 1° ottobre le confidenze anonime dei clienti vengono raccolte in farmacia e passate ai vigili urbani.

Dicono che serve a farci sentire più sicuri. Dicono che il nemico è chi chiede l’elemosina, chi si arrangia vendendo in strada o lavando vetri: nemici sono i poveri, gli immigrati, i senza casa.

Nel mirino stanno gli ultimi ma la libertà la portano via a tutti.

La nostra vita è ogni momento sotto controllo ossessivo.

A Torino ci sono migliaia di telecamere – 3000 solo quelle pubbliche -, oltre a uomini in armi (poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, vigili, soldati) che tengono sott’occhio ogni angolo della città.

Adesso, come nel ventennio, si introduce la spia di quartiere: allora c’erano i capo fabbricato, ora è il turno dei Dottori di farmacia.

Ma di sicurezza, quella vera, non si parla mai, perché significherebbe aprire la piaga dolente di un sistema sociale dove pochi lucrano sulla vita di noi tutti.

Non c’è lavoro e quello che c’è ammala e ammazza, non ci sono asili e nidi per i nostri figli, quel poco di scuola che resta lo stanno demolendo, negli ambulatori e negli ospedali una visita o un ricovero sono come le estrazioni del lotto: il numero buono esce ogni sei mesi. Un ammalato spende buona parte del suo reddito – magari una pensione da fame – per medicine, ticket; chi riesce si paga il medico privato. A Torino le risorse sono usate per i nuovi manganelli dei vigili, per altre telecamere ad ogni angolo, non per i trasporti, la salute, la scuola.

Vogliamo vivere in una città dove tutti spiano tutti? Vogliamo fare delle nostre vite una galera quotidiana? Abbiamo voglia che il nostro farmacista diventi una spia?

Per ora i farmacisti orecchiuti sono solo 15 ma da gennaio, se l’esperimento funziona, potrebbe essere esteso a tutte le 280 farmacie di Torino.

Ma qualsiasi esperimento può fallire.

Andiamo nelle farmacie dei pionieri della delazione e diciamo che chi fa la spia non ci piace, che andremo da un'altra parte con le nostre ricette. Per segnalare il nostro dissenso può bastare una telefonata di protesta.

Se saremo tanti forse qualcuno di questi spioni volontari cambierà idea, forse altri saranno indotti a riflettere e si rifiuteranno. Forse questa città non è ancora strangolata dalla paura. Forse. Dipende da noi tutti.

Di seguito l’elenco delle 15 farmacie spione:

Bosio – via Garibaldi 26 0114369636; Comunale n. 43 – piazza Statuto 4 tel. 011 5214581; Rossi – corso Sebastopoli 202b tel. 011 350010; Annunziata – via Stradella 198 tel. 011 290449; Cavanna – via Mosca 1 tel. 011 212932; Regina Margherita – via Pietro Cossa 280 tel. 011 4559904; Vela – corso Potenza 92 tel. 011 252803; Comunale n. 2 – via Slataper 25bis tel. 011 735814; Lucento – via Oglianico 4 tel. 011 732815; Robino – via Palestrina 49 011855966; Santissimi angeli Custodi – corso Vercelli 195 tel. 011 2464437; Comunale 20 – via Ivrea 47/49 tel. 011 2621325; Madonna delle rose – piazza Galimberti 7 tel. 011 3195700; Monviso – corso Giambone 19 tel. 011 3175105; Steffannone – corso Unione Sovietica 397 tel. 011 614220

A cura dell’Assemblea Antirazzista di Torino

Info: assembleaantirazzistatorino@autistici.org"