sabato 20 dicembre 2008

Studenti in lotta

Ricevo e pubblico molto ma molto volentieri, datevi una mossa ragazzi.



www.studentinlotta.org
nazionale@studentinlotta.org


DALLA GRECIA ALL’ITALIA UN SOLO GRIDO:
“NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”





7 dicembre 2008. Questo è un giorno che rimarrà nella memoria degli studenti greci; nel quartiere di Exarchia ad Atene un poliziotto spara e colpisce al petto un giovane studente, Alexis Grigoriopulos, di anni 16.

La Grecia, Paese conosciuta dai più per la filosofia e per la democrazia (cioè demos e kratos, governo del popolo) è uno dei Paesi che sta subendo di più la crisi mondiale che ha già causato una diminuzione della quantità domandata da parte dei consumatori; ciò ha causato una diminuzione dei prezzi, soprattutto nel settore alimentare che ha causato la protesta degli agricoltori che hanno bloccato con i trattori l’autostrada Atene-Salonicco. Inoltre, il governo del leader di “Nuova Democrazia” Kostas Karamanlis ha attuato una serie di tagli che hanno interessato principalmente i settori dell’università, della ricerca e della sanità.

Proprio per questo sono iniziate le mobilitazioni degli studenti che hanno occupato gli istituti e le università. L’uccisione del giovane studente ha innescato la rabbia degli studenti che hanno cominciato a bruciare auto, banche e hanno ingaggiato scontri contro la polizia in diverse città della Grecia tra cui Atene, Salonicco, Patrasso, Heraklion e Kavala. Alle proteste si sono uniti anche i lavoratori precari. Inoltre, gli studenti hanno occupato il comune di Ioannina ed è stato indetto uno sciopero per la giornata del 10 dicembre di 24 ore che ha paralizzato le più importanti città greche ed ha visto protagonista la polizia che ha caricato i manifestanti ed ha eseguito decine e decine di arresti.

Gli studenti hanno trovato la loro roccaforte nel Politecnico di Atene che è ancora sotto occupazione, rivendicano giustizia per Alexis e inoltre chiedono le dimissioni del governo Karamanlis che ha minacciato linea dura nei confronti dei violenti.

Il collettivo torinese di Studenti in Lotta esprime solidarietà nei confronti degli studenti greci ed ha partecipato al presidio tenutosi il giorno 10 dicembre sotto il consolato greco a Torino: sappiamo che le lotte spontanee non bastano ma ci vuole un coordinamento nazionale delle lotte studentesche presente in tutte le città come fu in Francia per la questione legata al CPE e che portò al ritiro della legge.

La lotta deve continuare e consideriamo totalmente “costruita” la perizia balistica fatta sul proiettile che ha ucciso Alexis, in base alla quale il proiettile avrebbe colpito una pietra e sarebbe stato deviato da essa nel corpo del giovane studente... Questa perizia sembra molto simile a quella fatta dopo il G8 di Genova dove Carlo Giuliani fu ucciso da un proiettile sparato da un poliziotto. Noi la crisi non la paghiamo, è ora che la paghino chi ha creato questa crisi, i padroni e i banchieri!

Giuliano - SIL Torino


Nella tua scuola non esiste ancora un collettivo di Studenti in lotta?
Costruiscilo tu!

Scrivi a nazionale@studentinlotta.org
e ti invieremo tutto il materiale necessario,
mettendoti in contatto coi collettivi più vicini

venerdì 19 dicembre 2008

La lista Tamarro lancia la sfida per le prossime elezioni.


Dopo aver espresso il mio pensiero antropologico e sociologico su quei quattro assenteisti di merda e quei quattro ricchi parassitari che costituiscono il cancro della nostra società, in qualità di rappresentante della lista "Tamarro" che presenteremo alle prossime elezioni intendo qui proporre una lettura della devastante microcefala inettitudine dei rappresentanti di quella specie di partito che risponde al nome di PARTITODEMORATICO (a minchia, dico io).
In primo luogo, cari concittadini, tanto per non stare qui a fare triccheballacche e scadere nel qualunquismo più becero e bieco del favanculociavetecagatoocazzo vi invito tutti insieme ad avere pazienza ed a riconsiderare la vostra sacrosanta e giusta INDIGNAZIONE che molto probabilmente si trasformerà in un liberatorio ma poco saggio per il futuro NONCIVOGLIOPIU'AVERENIENTEACHEFARECOSTEFACCEDIMERDA.

Vediamo con ordine di capire che nessuna fiducia potete avere in gente che di fronte ad una sconfitta modello dolceeuchesina la prima cosa che pensa è "avessimo fatto l'alleanza con l'UDC".
Ma santissimamadremaria goretti, dico io, in una regione in cui l'UDC piglia il 5% dei voti solo perchè i 30,000 che gli hanno dato fiducia (che sono esattamente la metà dei voti che presero alle regionali precedenti) PESANO STATISTICAMENTE PER IL 5% MA, CAZZO DI UN CAZZO, SONO LA META' DI 4 ANNI FA questi geni raffinati la prima cosa che pensano è andare con gente che si è presa una tranvata uguale e paripari alla loro.
Ma, abbiate fiducia la lista del Tamarro opera e lavora per voi e con voi. Non appena avremo le idee più chiare interverremo con proposte operative e sagge per dipanare la matassa.
Intanto vi lascio con una domanda: dove pensate sarebbe giusto far soggiornare il dott.Veltroni, il quasi dott.D'Alema e tutti i loro cari amici (oltre che al raffinato e mai metalmeccanico Bertinotti), conoscenti e cordate varie per darci il tempo, nei prossimi 50 anni, di rifondare la sinistra?

giovedì 18 dicembre 2008

Trappola della liquidità e deflazione

Il video che segue tratta di un argomento che è quello della così detta "trappola della liquidità" e della relazione che questa può avere con il processo deflattivo da debiti.
In modo chiaro e conciso si può avere un'idea di quelli che sono gli scenari probabili da qui a qualche mese.
Rispetto al dato del costo del denaro negli USA, raccontato nel video, la novità è che lì siamo già in una situazione in cui ormai quelle che sono le cartucce disponibili, per una politica monetaria che faciliti l'accesso al credito, sono già state sparate.
L'ottica ed il focus di questo video è tutta legata a meccanismi di tipo circolare per i quali, nonostante l'oggettività dei fenomeni in atto, il discriminante "critico" rimane quello della "fiducia" da parte dei consumatori a cui è legato il consumo di beni e servizi.Elemento a cui, a cascata, sono legati i meccanismi relativi agli investimenti etc.
La categoria dei consumatori, segmentata, è quel mondo a cui appartengono a vario titolo in primo luogo coloro i quali subiscono in modo duro i colpi della crisi economica.Si ritorna, così, ad un elemento che è quello della condizione "materiale" e di capacità di reddito di chi in primo luogo produce.
Per inciso proprio quel fattore di produzione a cui si chiede flessibilità, produttività, e costo del lavoro basso.
Una volta esaurite le possibilità date dal fornire al sistema del credito il denaro a costo zero, l'unica politica possibile per i governi, per evitare che si materializzi lo spettro della deflazione, (tesi del video) è quella della leva fiscale e della spesa pubblica.
Se qualcuno ha seguito l'ultimo intervento di Tremonti capirà bene come, per quanto ci riguarda, questi due elementi non sono spendibili per il governo attuale concentrato come è a seguire i dettami di una politica di bilancio rigorosa.
Altra nota (a margine di ciò che viene spiegato) è quella relativa al comportamento del sistema bancario, il quale (nel video si parla egli USA, ma da noi è lo stesso) pur avendo la possibilità di accedere a linee di credito facilitate dal basso costo, in realtà si limita ad usare questa risorsa in funzione della soluzione di problematiche proprie (aumento delle riserve ed acquisto di buoni del tesoro).
Le questioni che vengono evidenziate rimandano a qualche suggestione di tipo "socialista".In primo luogo :
1-perché non agire direttamente sul sistema bancario, e sulla sua struttura, evitando che diventi un elemento di freno all'accesso al credito, es.nazionalizzandolo.
2-una politica di redistribuzione del reddito (oltre alla leva fiscale) in grado di fornire alle famiglie quegli ammortizzatori (disponibilità e capacità di accumulo di risparmio) in grado di far superare i periodi recessivi più duri.
3-una politica di spesa pubblica indirizzata prevalentemente su tre elementi:
a- investire sullo sviluppo di nuove tecnologie in tema di risparmio energetico e loro implementazione sul territorio, oltre che sviluppo di un polo di eccellenza in grado di creare konw how ad alto valore aggiunto vendibile su altri mercati
b-un piano di manutenzione e cura del territorio gestito direttamente dagli enti locali con il coinvolgimento di soggetti imprenditoriali in cui impiegare, sia in termini di risorse che di soggetti economici direttamente coinvolti, quanti subiscono l'effetto della recessione.
c- incentivi all'aggregazione delle piccole aziende con la creazione di poli di produzione e/o servizi a partecipazione mista (pubblica e privata) in cui i lavoratori siano gli azionisti di maggioranza.

Dopo di che vediamo come arrivare al comunismo.



mercoledì 17 dicembre 2008

Tra qualunquismo tamarro e coscienza di classe


E diciamocelo, è un gran casino.
E' un gran casino stare lì a fare gli schifiltosi quando pensi ai tornelli di Brunetta (quello che l'assenteista lo faceva al parlamento europeo a quindicimilaeuroalmese)e poi leggi che alla provincia di Torino c'è il 70% in menodi assenze per malattia.
Io ricordo quando, in fabbrica, facevano il culo (moralisti) agli operai perché l'assenteismo del 10% era un dato troppo alto se paragonato e triccaeballacche!
Si è un gran casino.
Sta roba della solidarietà tra lavoratori, tra quanti hanno uno con il cronometro in mano alle spalle che misura i "tempi" ed i "metodi" ed uno che si beve il cappuccino al bar, insieme a quell'altro che fa il geometra e gli allunga la mancetta per fargli passare il "condono", è una roba che con la lotta di classe non ci azzecca un benemerito cazzo.
E allora diciamocelo che è un gran casino ricostruire solidarietà tra la gente ripartendo da rendite di posizione parassitarie.
Fossi commissario del popolo ad uno che dovrebbe servire il popolo e che il popolo non lo serve per la raucedine gli farei il culo.
Si diciamocelo, sono un pezzo di merda se arrivo a pensarla così.
Però, al di là dei triccheeballacche, parto da questioni di ordine pratico per provare a rimettere un po' di ordine in questo casino ideologico, in questa visione romantica che ho dei rapporti tra le persone.Forse perché me le vivo sulla pelle e mi riscopro debole.
Andiamo al sodo senza scadere nel qualunquismo compagni.
E allora ho voglia di dire a quel parassita di Montezemolo di pagarla lui una parte della cassa integrazione per due anni rinunciando ai suoi soldi settemilionidieuroannui, mica cazzi. Dividerei settemilionidieuroannui per diecimilaeuroannui e verrebbe fuori che 700 persone potrebbero rimpinguare i settecentoeuroalmese che gli passa la cassaintegrazione.
Se poi sta roba la moltiplichiamo per 1.000 ricchi d'Italia settecentomilapersone (mica cazzi) se la passerebbero un pò meglio.
E allora diciamocelo, stretti tra questa incudine fatta da gente con la raucedine e la salute cagionevole (sta minchia) e straricchi annoiati dal troppo denaro che discettano di produttività senza produrre nulla se non chiacchiere a noi, popolo di merda con il cronomertro sul collo ed una vita passata tra tram delle sei e tram delle 16,00, che cazzo rimane se non un po' di sano qualunquismo di classe?fatto senza demagogia, pero'.

martedì 16 dicembre 2008

Ci fosse l'UDC!!

Il giorno dello choc "Con Casini era fatta"-titolo della Stampa

Questo è quello che pensano i notabili del PD.
Non si sono accorti che metà delle persone non sono andate a votare, che valgono il 10% dei potenziali elettori abruzzesi, che l'UDC è il partito di tale Cuffaro e che non hanno consenso nel paese (unica opposizione di "massa" istituzionale) perché la loro melassa è una roba senza identità ed anima.
Ed allora il loro problema sono le alleanze con i moderati.
Encefalogramma piatto. Un settantenne che si arrampica sulle scale, corre tra la gente nel corso di Pescara gli fa il culo e li sberleffa allegramente e per loro la questione è l'UDC.
Questi scienziati della politica pensavano forse di recuperare i voti andati a Di Pietro?
Per inciso non mi frega una cippa delle loro strategie.Salvo che mi fanno incazzare quando mettono il cappello a quello che, con altri mezzi, si conquista in questa merda.Tipo il dietro front della Gelmini.
Faccio una previsone.
Brunetta prosegue con l'idea dei 65 anni per andare in pensione per le donne.
Qualche milione di donne incazzate si riversa per strada.
Il PD, responsabilmente, non chiude la porta all'ipotesi.
Quella vecchia volpe del Berlusca dice che per il momento non se ne parla di aumentare l'età pensionabile, e si fa fotografare con quattro "lavoratrici".
Il PD alle europee "responsabilmente" viene incenerito da quei quattro sfigati che ancora votano.
Accetto scommesse.

lunedì 15 dicembre 2008

Rabbia che cova


Ieri ho sentito mio padre che vive in Abruzzo.Gli ho chiesto se era andato a votare.Mi ha risposto che non se la sentiva di perdere del tempo.Lui ha 80 anni e conosce molto bene i suoi corregionali.
Dalle prime indicazioni sull'affluenza sembra che tanti abbiano ragionato come lui.
Però la politica si occupa e si preoccupa di quelli che votano.Ed allora quando senti parlare di sondaggi che vogliono indicare cosa pensa il paese mi viene da dire che "il paese" non esiste.
Esiste una società polarizzata tra quelli che ancora spendono il loro tempo sul cercare le differenze negli schieramenti e quelli che stanno ai margini e non partecipano.
Questi ultimi sono tanti.Parcellizzati, individui senza bussole e punti di riferimento.L'estremizzazione dei mal di pancia di quelli che ci credono ancora.
E quindi cosa può sentire un "paese" che non esiste se non frustrazione e rabbia irrazionale?
Come lo si può interpretare?

Apri il giornale e leggi che Del Turco è deluso e si sposterà nel PDL, che Brunetta si interroga sulle profonde ed ingiuste discriminazioni subite dalle donne e propone-per porvi rimedio-intanto di farle lavorare di più,che la Fiat è solida-dice Chiamparino- anche se 40.000 persone sono da oggi in cassa integrazione e guadagneranno di meno proprio mentre un "deficiente" spiega loro di non cambiare il loro stile di vita e di continuare a consumare,che un anziano per avere un pezzo di plastica deve andare accompagnato dai figli in un ufficio postale dove gli spiegheranno di compilare papiri di carta per poter avere uno sconticino dal salumaio che intanto ha aumentato i prezzi mentre qualcuno in un ministero di Roma non contento del culo che quel poveraccio si deve fare lo minaccia anche che se si becca i 40 euro senza averne diritto e scrive cazzate sui papiri di carta lui lo saprà comunque perché (sempre lui) la  posizione fiscale di quell'ultra settantenne la conoscono bene e questo glielo scrive in fondo ai papiri che il poveraccio in fila da tre ore  non ha avuto il tempo di leggere per intero mentre quello dell'ufficio postale gli ha chiuso a lui ed ai suoi figli lo sportello sul muso.

Questi quando fanno disastri, dicono cazzate per consolarti e prenderti per il culo e creano strumenti improbabili che ti torturano nella tua miseria quotidiana, non vengono presi a calci nei coglioni e messi alla "gogna" in una piazza di paese. No, vengono ascoltati a futura memoria e si lamentano anche stizziti se qualcuno prova a metterli in gabbia buttando la chiave.
Intanto la pancia brontola e quelli non la sanno ascoltare perché sono distanti. Temo che qualcuno si sia messo in ascolto, approfittando delle nostre seghe mentali.Il problema è che è un qualcuno che non mi piace per nulla.


Questioni ed argomenti

Marx e la matematica

Autore di pregevoli saggi (Sul concetto di funzione derivata e Sul differenziale) e studioso di matematica pura. È una dimensione poco conosciuta al grande pubblico quella del grande pensatore tedesco che emerge dalla lettura dei Manoscritti matematici, appena usciti in edizione italiana (pp. 196, euro 25,00) per Spirali a cura di Augusto Ponzio. È inutile ricordare che il pensatore di Treviri è molto più noto come il grande economista che ha scritto Il Capitale, come il filosofo che ha fondato il «materialismo storico», come il pensatore che ha inaugurato il «socialismo scientifico» e come l´attivista politico che, insieme a Friedrich Engels, ha scritto il Manifesto del partito comunista .

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Che differze tra destra e sinistra?

1. i movimenti e le teorie radicali degli anni '60 '70 hanno elaborato una visione critica complessiva della società capitalistica e dei suoi sviluppi, nella quale il progresso è considerato come dominio totalitario della ragione calcolante, il lavoro come dominio della produzione sulla vita dei soggetti e la mercificazione come riduzione del valore d'uso al valore di scambio.
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(fonte:http://urbiloquio.com)

L’autore segnala questo suo antico scritto su alcune intuizioni di Karl Marx, ancora utili oggi. Da Capitalismo Natura Socialismo, n. 109-116 (settembre-dicembre 1994)
E' passato oltre un secolo e mezzo dalla redazione degli appunti, scritti in tedesco a Parigi dal ventiseienne Carlo Marx, su tre "quaderni", pubblicati a Berlino nel 1932 col titolo: "Manoscritti economico-filosofici del1844". I "Manoscritti" furono conosciuti in Italia subito dopo la Liberazione ed attrassero grande attenzione, anzi ebbero presto una certa celebrità. Due traduzioni parziali in italiano erano apparse nel 1947, una a Bologna a cura di Galvano Della Volpe e l'altra a Pisa a cura di Delio Cantimori; una traduzione completa a cura di Norberto Bobbio fu pubblicata da Einaudi nel 1949, seguita da un'altra traduzione di Della Volpe pubblicata nel 1950 dalle Edizioni Rinascita, con varie ristampe a cura degli Editori Riuniti ("Opere filosofiche giovanili" di Marx). Nel 1968 Bobbio pubblicò un'altra traduzione, tenendo conto delle edizioni critiche apparse nel frattempo. Delle edizioni pubblicate da Einaudi e dagli Editori Riuniti sono fortunatamente ancora disponibili varie ristampe.
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Ecologismo e decrescita

...conciliare il pensiero socialista e la seconda legge della termodinamica e operare la sintesi tra Marx, Darwin e Carnot.
E' un vero peccato, forse una tragedia, che il rapporto tra Serghei Podolinsky (1850-1891), aristocratico e scienziato ucraino esiliato in Francia, e Karl Marx sia stato tanto breve. Quel geniale precursore dell'economia ecologica tentava, in effetti, di conciliare il pensiero socialista e la seconda legge della termodinamica e di operare la sintesi tra Marx, Darwin e Carnot. Sovraccarico di lavoro e poco aggiornato sulle questioni scientifiche, Marx ha avuto il torto, senza dubbio, di delegare al suo amico Engels la valutazione del dossier. Imbevuto della concezione positivista e meccanicista della scienza, quest'ultimo semplicemente non ha compreso la posta in gioco nella ricerca e ha concluso che era priva di interesse. Il timido proseguimento di questo tentativo dopo la rivoluzione d'ottobre con Vernadsky ha avuto un destino ancora più drammatico e l'ecologia russa è stata letteralmente liquidata da Stalin nei gulag siberiani.
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mercoledì 10 dicembre 2008

Nuovo business per uscire dalla crisi

I rapporti borghesi di produzione e di scambio, i rapporti borghesi di proprietà, la società borghese moderna che ha creato per incanto mezzi di produzione e di scambio così potenti, rassomiglia al mago che non riesce più a dominare le potenze degli inferi da lui evocate. Sono decenni ormai che la storia dell'industria e del commercio è soltanto storia della rivolta delle forze produttive moderne contro i rapporti moderni della produzione, cioè contro i rapporti di proprietà che costituiscono le condizioni di esistenza della borghesia e del suo dominio. Basti ricordare le crisi commerciali che col loro periodico ritorno mettono in forse sempre più minacciosamente l'esistenza di tutta la società borghese. Nelle crisi commerciali viene regolarmente distrutta non solo una parte dei prodotti ottenuti, ma addirittura gran parte delle forze produttive già create. Nelle crisi scoppia una epidemia sociale che in tutte le epoche precedenti sarebbe apparsa un assurdo: l'epidemia della sovraproduzione. La società si trova all'improvviso ricondotta a uno stato di momentanea barbarie; sembra che una carestia, una guerra generale di sterminio le abbiano tagliato tutti i mezzi di sussistenza; l'industria, il commercio sembrano distrutti. E perché? Perché la società possiede troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttive che sono a sua disposizione non servono più a promuovere la civiltà borghese e i rapporti borghesi di proprietà; anzi, sono divenute troppo potenti per quei rapporti e ne vengono ostacolate, e appena superano questo ostacolo mettono in disordine tutta la società borghese, mettono in pericolo l'esistenza della proprietà borghese. I rapporti borghesi sono divenuti troppo angusti per poter contenere la ricchezza da essi stessi prodotta. Con quale mezzo la borghesia supera le crisi? Da un lato, con la distruzione coatta di una massa di forze produttive; dall'altro, con la conquista di nuovi mercati e con lo sfruttamento più intenso dei vecchi. Dunque, con quali mezzi? Mediante la preparazione di crisi più generali e più violente e la diminuzione dei mezzi per prevenire le crisi stesse.
Karl Marx


Una cosa non possiamo non dire, che a lor signori non manchi la fantasia ed una sorta di genio mefistofelico.
Pensavo questo mentre leggevo un articolo sul sole 24ore.
Quello che mi ha incuriosito è l'incipit che descriveva come, anche in mezzo ai marosi dell'apocalisse finanziaria, ci sono aree della finanza creativa in cui si continua a fare soldi.
Si parte così:

"Quattordici mesi consecutivi di crescita inanellati fino a novembre. Oltre l'8% di rendimento su base annua e +9% dal debutto, avvenuto a settembre 2007. Una performance perlomeno invidiabile, quella del Corinthian growth fund, nell'anno orribile delle Borse mondiali, che invece hanno accusato perdite comprese tra il 40 e il 50 per cento. Corinthian è un fondo offshore domiciliato alle isole Cayman specializzato nel life settlement, mercato secondario delle polizze vita, in forte ascesa."

C'erano tutti gli elementi per saperne di più:
-fondo offshore
-mercato secondario
-crescita e soldi a palate

"Come funziona? In sostanza, anziani benestanti liquidano - negli Stati Uniti - la propria polizza, piuttosto che continuare a pagare un premio oneroso per un vantaggio dei propri familiari che non ha più ragion d'essere. Subentrano così i fondi che pagano il premio e riscuotono il capitale a scadenza. La polizza finisce in un fondo insieme ad altre centinaia e si trasforma in uno strumento finanziario."

Cazzo, ho letto bene.C'è qualche genio della finanza che se ne è andato in giro a convincere qualcuno (anziano e benestante) a farsi pagare il premio da un fondo.Che riscuoterà il capitale nel momento della dipartita.


«Molti dei principali attori di questo mercato secondario - sottolinea Gary McLelland, managing director di Corinthian Financial Services - tra cui alcune importanti banche di investimento (come Aig, GE Capital, Dresdner Bank, Zurich Financial, Barclays Capital, Standard Chartered Bank, Merrill Lynch, ndr) di recente hanno diminuito gli acquisti a causa della mancanza di liquidità che affligge i mercati. La minore domanda di polizze vita ne ha così abbassato il prezzo, consentendoci acquisti a prezzi più convenienti e garantendo un ritorno più elevato».

Quindi, tenuto conto che chi ha di fatto aperto il mercato (banche di investimento) si ritrovano un po' nella merda su altri fronti, e che lì non possono più investire ,è arrivato qualcuno che approfittando della congiuntura favorevole ha sostituito i vecchi avvoltoi con una generazione di avvoltoi un po' più accorti e più selettivi.

"Il mercato di queste che vengono considerate asset class alternative a immobili e materie prime, partito da 50 milioni di dollari di volume d'affari alla fine degli anni 80, oggi vale circa 15 miliardi ma con un potenziale di 160 miliardi di dollari negli Usa e la prospettiva di un allargamento al Giappone», spiega Daniele Conti, partner e cfo di Life Settlement Advisors, società specializzata nata nel 2003."

Roba nuova. Però come funziona?

"Oltreoceano la polizza vita è già dal 1989 una proprietà trasferibile. Gli assicurati che non trovano più conveniente o utile continuare a pagare un premio annuale compreso tra il 3 e il 5% della prestazione pattuita (che la compagnia liquida in caso di decesso dell'intestatario) vendono il contratto a una società di life settlement. «I clienti che dismettono le polizze sono decisamente benestanti - continua Conti - e queste ultime toccano valori elevati, spesso superiori al milione di dollari; la liquidazione va normalmente da un 20% al 60% della prestazione assicurata, a seconda dell'attesa di vita». Quando quest'ultima è inferiore a due anni si parla di viatical settlement, che ha posto più di un problema etico nel periodo di massima virulenza dell'Aids, negli anni 80. Oggi il viatical non rappresenta più del 2% delle polizze puro rischio americane. Più l'assicurato è anziano più riceve, perché il provider, pur dovendo pagare dei premi, sa che incasserà a breve. Il cash flow che ne deriva è anche la ragione per cui «è assicurata la liquidabilità mensile dell'investimento». D'altra parte l'assicurato sa che il valore della polizza ceduta a un Lsp sarà sempre superiore al valore di riscatto offerto dall'assicuratore. Chi rileva l'assicurazione, come si diceva, acquisisce tutti i diritti dei beneficiari, compresa la riscossione del capitale a scadenza. Il Life settlement provider (Lsp, negli States se ne contano circa 300) a sua volta mette la polizza sul mercato, dove fund manager specializzati, sulla base di età, sesso e perizie medicali, ne definiscono il prezzo. Le polizze vengono così "impacchettate" in fondi le cui quote sono assegnate ad investitori istituzionali."

In sintesi, c'è un tizio che vi ha sfruttato per tutta la vostra miserevole vita da travet, vi ha fatto cagare sangue concedendovi l'aumentino solo quando lo diceva lui per ovvie questioni di compatibilità economiche,che con il vostro sangue ha fatto soldi a quintali, che per evidenti ragioni di prudenza decide di sottoscrivere una polizza vita "ricca" a garanzia dei suoi pargoli pagata con parte di ciò che marxianamente chiamiamo "vostro" plusvalore, che un giorno si incazza con i pargoli e pensa "mavafanculo, manco un euro ti lascio",che incontra un tizio che gli dice "ci ho un'idea",che si prende ("il vecchio")una somma superiore a ciò che avrebbe riscattato dall'assicurazione, che cede il diritto alla riscossione del capitale al "genio"della finanza.
In tutto questo casino voi continuate a produrre ed a farvi il culo mentre questi discettano delle cose belle che la vita può offrirti, con i soldi, di fronte ad un whisky di malto invecchiato in un otre di faggio americano che aveva 150 anni di vita.
Però non è ancora finita!

"Questo mercato non è ancora autorizzato in Italia, ma si sta sviluppando in Europa (in particolare in Germania, Francia e Olanda), dove attualmente è accessibile attraverso hedge fund, prodotti strutturati come le polizze unit linked e fondi di fondi per investitori qualificati. Da metà febbraio 2007 in Lussemburgo è consentita per legge la creazione di Specialised Investment Fund (Sif). Il primo fondo di fondi del genere è Alpha life settlement fund, riservato a investitori qualificati e in grado di offrire a fondazioni, casse pensioni, Sgr, private bank, family office e High net worth individual (Hnwi, chi ha risorse finanziarie superiori al milione di dollari) «tagli - precisa Conti - da un minimo di 100 mila fino a 5 milioni di dollari». Anche per Alpha le performance recenti sono di tutto riguardo: quasi +1% il guadagno in settembre, con un rendimento annuo pari a +6,51 per cento. I singoli fondi inseriti nel portafoglio di Alpha hanno registrato performance comprese tra lo 0,31% e l'1,43 per cento. Fin qui tutto bene, almeno se si guarda ai risultati. Ma i rischi? «Certamente - ammette Conti - non sono inesistenti. Il primo, ad esempio, è la longevità, che può determinare una diminuzione nel rendimento atteso. Tuttavia un fondo è tanto meno esposto a questo rischio quanto più elevato è il numero delle polizze inserite nel veicolo finanziario poiché minore sarà la dispersione attorno alle medie di rendimento».

Qualche rischietto ce lo hanno pure loro, se non schiattano per tempo, oltre ad un altro problema:

"Un altro problema è, naturalmente, la possibilità del fallimento delle compagnie assicurative. «Già di per sé è abbastanza remoto come fenomeno. In più - conclude Conti - ha visto nell'intervento pesante del Tesoro a sostegno del settore bancario e delle assicurazioni, dopo il terremoto Lehman Brothers, un ulteriore fattore che ragionevolmente fa assegnare a questo evento una probabilità di manifestazione davvero bassa»."

Avete letto bene, sì si può fallire. Ma avete visto bene quanti soldi pubblici hanno rapinato per rimettere a posto gente che ha fatto un po' di casino in giro per il mondo? Quindi di che preoccuparsi? Facciamo anche questo, tanto non fallirà e taglieranno la pensione a voi per garantire che logiche di questo tipo si perpetuinino in questo infinito tempo di "capitalismo" benedetto.
Una opportunità però l'avete.Fate gli imprenditori anche voi.Mettete su una agenzia di "Killer liquidatori" e fatevi una passeggiata alle Cayman.Di fronte ad un whisky di malto invecchiato in un'otre di faggio americano vecchio di 150 anni vedrete che un mondo nuovo si aprirà di fronte a voi.
E sorriderete mefistofelici.

Aggiustare la pensione con il fondo Cometa

Quello che vedete è il grafico dell'andamento dei vari comparti amministrati dal fondo "Cometa".Quello che gestisce i soldi del TFR dei metalmeccanici.
Chi ha investito i suoi soldi sul mercato azionario (quello denominato crescita, della serie quando ti voglio prendere in giro ci riesco bene) si ritrova con un valore di quota inferiore a quella dell'aprile 2005 (12,oo €).Non ne parliamo se sei entrato a Giugno del 2007 (il picco,14,oo € circa).
Si salvano quelli che hanno messo i soldi sotto il cuscino (Monetario e Sicurezza).Non tanto da far rimpiangere, in ogni caso, il fatto che se avessero lasciato i loro quattrini in "azienda" ,con le vecchie regole , ci avrebbero guadagnato di più.
La questione è : dove sono tutti quei signori che pontificavano sulla bellezza della previdenza complementare?Quella che sfrutta le sinergie del mercato, la crescita i cazzi e gli stracazzi.
Se provavi a porre domande "scomode" a qualche sindacalista "procacciatore di affari", ti guardavano come si guarda un residuato bellico.
Al di là delle questioni tecniche mi chiedo: ma secondo voi si può pensare di legare una parte della pensione delle persone, di quelli che guadagnano 1.200€ al mese, di quelli che faranno fatica in una situazione normale, a meccanismi di questo tipo? La risposta adesso sarebbe retorica e sdegnata.Peccato che dobbiamo contare i morti per rendercene conto.Bè, io penso che la questione morale inizi da questo confine per gente di sinistra.

lunedì 8 dicembre 2008

Quando fior di economisti prevedevano "nulla di che preoccuparsi"

Partiamo da questa intervista :

In una intervista al Sole24 ore McDonough (Merryl Lynch),nel novembre del 2006, "dall'alto dei 10 anni di esperienza ai vertici della Fed di New York e del Federal Open Market Committee, l'organo esecutivo di politica monetaria della Federal Reserve " rispondeva ad una serie di questioni riguardanti lo stato dell'economia e le sue prospettive.

In particolare, tra le tante cose, questo signore affermava:
-Rischio crisi del sistema finanziario
"Rischi esistono sempre. E oggi c'è chi teme una crisi del sistema bancario cinese. A mio avviso, un ruolo fondamentale nel rafforzamento del sistema lo può e lo deve giocare il Fondo Monetario Internazionale: è in questa sede che si può tenere sotto controllo il ribilanciamento dei grandi flussi di capitale."

-Consolidamento delle Borse mondiali (siano nel 2006 ed il trend è positivo)
"In questi ultimi anni c'è stato un sensibile rafforzamento dei mercati azionari nazionali, ma ora si sta aprendo una nuova fase. L'interdipendenza delle economie mondiali fa sì che il mercato dei capitali spinga per l'integrazione delle piazze finanziarie: ostinarsi a difendere le realtà nazionali è quindi contrario alla logica dei mercati.
In altre parole, lei ritiene anacronistico il tentativo di creare una piazza finanziaria per l'area Euro?
Posso capire le motivazioni di ordine politico che spingono alcuni governi ad opporsi ai piani di integrazione transatlantica dei listini azionari, ma non posso condividerle: è sempre il mercato a decidere."

Rischi sul piano della tutela degli investitori, esistenza di leggi differenti tra gli Stati Uniti e l'Europa in materia di tutela del risparmio
"Non vedo rischi particolari, anche se è fuori di dubbio che in prospettiva sia importante una maggiore cooperazione tra le autorità di vigilanza dei mercati finanziari. Non posso dire se sia opportuno per l'Europa dotarsi di un'authority unica modello Sec, ma penso che per le Borse sia certamente possibile replicare quel modello di vigilanza sul sistema bancario che è stato creato con il Comitato di Basilea,che tra l'altro ho presieduto prima di cedere il testimone a Tommaso Padoa Schioppa.
In Europa molti temono che con la fusione tra Euronext e Nyse vengano esportate anche le rigide leggi americane in materia di risparmio, cioè la legge SarbanesOxley...
Non mi sembra proprio che sia così,e in ogni caso anche negli Stati Uniti è in corso una profonda rielaborazione di alcune delle norme più contestate della Sarbanes, come per esempio la Section 404 sulla certificazione dei controlli e dell'audit delle imprese quotate. La Sarbanes non sarà cambiata dalla Sec solo il Congresso può cambiare le leggi ma l'authority può certamente ammorbidire il modo in cui è applicata.E questo è quanto sta avvenendo.
Pensa dunque che l'emergenza normativa generata dagli scandali Enron e Worldcom sia ormai superata?
Sì,credo che il peggio sia passato. Le imprese hanno capito che la frode porta a dure condanne e che la trasparenza, la buona governance, portano a un costo del capitale certamente più basso.
Poichè la fase di emergenza e le leggi varate per risponderle hanno avuto un costo molto elevato per le imprese e per gli auditor, ora è il momento di pensare a un ribilanciamento dei pesi. Detto questo, ritengo che sul piano della vigilanza la guardia non debba mai essere abbassata."
Oggi gli hedgefund hanno un peso determinante sul sistema finanziario mondiale.Ha dei timori?
Il mondo è diverso da allora e il mercato finanziario si è enormemente allargato: oggi è difficile che la crisi di un fondo,per quanto grande,possa provocare crisi sistemiche. Guardi, la verità è che oggi fa più notizia la nascita di un fondo speculativo che la sua scomparsa: lei sapeva che tra il gennaio 2005 e il settembre 2006 sono stati liquidati ben 1.000 hedge fund? Il sistema, oggi, è in grado di assorbire gli shock."

Fermiamoci un attimo qui.In sostanza lui paventava un "rischio" all'interno del sistema bancario cinese, auspicava un nuovo ruolo da parte del FMI nel ribilanciamento dei flussi di capitale,rivendicava la centralità del mercato contro politiche di tipo "nazionale"anche se somma di macro aree di piazze finanziarie "regionali",individuava la necessità di regole meno stringenti in relazione al "superamento" della emergenza data dall'esperienza Enron e Worldcom (anche se ,genericamente e per tenere una porta aperta, la guardia non deve essere mai abbassata).Sulla base dei suoi anche "consigli" e della sua visione pensiamo che, in modo oculato, Merril Linch abbia fatto gli interessi dei suoi investitori.Le ultime notizie ci raccontano che "Merrill Lynch archivia per la terza volta consecutiva un trimestre con i conti in rosso, dopo aver registrato svalutazioni per 6,5 miliardi di dollari e una riduzione del 40% delle commissioni nelle attività di investment banking per gli effetti della crisi del credito.
Nel primo trimestre, il gruppo ha riportato una perdita di 1,96 miliardi di dollari contro un utile di 2,16 miliardi dello stesso periodo del 2007. Il risultato è peggiore delle stime degli analisti che avevano preventivato una perdita di 1,72 miliardi di dollari. La banca ha anche annunciato il taglio di 4.000 posti di lavoro, di cui mille già annunciati qualche mese fa."

Cazzi loro, direte voi.
Purtroppo sono anche cazzi nostri, questo tipo di approccio ci porta ad un altro periodo e ad un'altra intervista contenuta all'interno dell'Espresso.Siamo a Luglio del 2007.
Qui, intervistato da Enrico Pedemonte e Paolo Pontoniere, Samuelson premio Nobel per l'Economia, dalla sua casa di Cambridge, in Massachusetts ci spiega che: "Questa situazione sarebbe catastrofica se l'economia mondiale fosse ancora trainata dalle tre locomotive tradizionali: Usa, Giappone ed Europa. Ma grazie a Dio oggi siamo in una situazione economica multipolare, in cui le locomotive Cina e India tirano più di Europa e Usa, mentre il Giappone ha smesso di avere una funzione trainante da oltre un decennio". E infatti, nonostante alcuni segnali negativi, l'economia Usa va a gonfie vele, a maggio gli investimenti stranieri hanno registrato un valore record e martedì 17 luglio il Dow Jones ha sfondato per la prima volta quota 14 mila.
Per rimarcare il concetto il nostro afferma che""È vero che la crisi immobiliare deve ancora dispiegarsi pienamente, che molta gente perderà la casa e che parecchi investitori ci rimetteranno il capitale, ma tutto questo non sarà sufficiente a creare una recessione internazionale".
Dopo di che "Neanche Samuelson crede che sia possibile regolamentare questo mondo nascente: "Sarà perché ormai abbiamo adottato tutti le stesse strategie, persino Germania e Francia somigliano sempre più all'America reaganiana. O perché ormai siamo sempre più carenti di normative e l'economia cinese è il Far West"
A sostegno della tesi di "crisi locali e non sistemiche", nello stesso articolo, troviamo altri fior di economisti
"Gary Schlossberg, capo economista della Wells Capital Management: "La grande crisi non ci sarà perché in giro per il mondo c'è una quantità di capitali assai maggiore di dieci anni fa, le esportazioni sono forti e la struttura dell'economia è solida".
Secondo Acemoglu, "sono solo piccoli sommovimenti della grande scossa tellurica in atto nell'economia mondiale: vale a dire l'integrazione della Cina e dell'India e la crescita impetuosa di paesi come il Brasile e di altri protagonisti". La cosa importante da capire, secondo Acemoglu, è come si riposiziona l'economia del primo mondo mentre Cina, Brasile e India si appropriano di fette crescenti di molti mercati grazie a forza lavoro qualificata e a basso costo: "Quello che sta accadendo sono fluttuazioni selvagge, colpi di coda di questo fenomeno"

Tra le cassandre qualche flebile voce diceva che:
"Stephen Cohen, direttore del Berkeley Round Table on the International Economy: "La situazione è fuori dal controllo delle autorità centrali. Le banche hanno spezzettato i loro rischi di investimento in una varietà tale di strumenti finanziari - hedge fund, private equity, fondi pensionistici e così via - che nessuno sa più individuare con esattezza dove sia localizzato il rischio e chi ne sia portatore". La finanza è diventata un puzzle internazionale di cui pochi conoscono i segreti: "Le vecchie autorità centrali sono impotenti"

Fermiamoci ancora, nonostante la possibilità di accedere ad informazioni puntuali sulla consistenza dei flussi di capitale, sulla loro natura speculativa o meno e su ciò che in termini di impatto potevano avere sull'economia "reale" e sulla vita delle persone, molti di questi signori in modo distaccato si soffermavano sulla interconnessione delle economie come elemento di riequilibrio e di assorbimento, nel panorama mondiale, di crisi che se presenti avevano una realtà locale ma non sistemica ed invasiva per il resto dell'economia.
In sintesi:
Daron Acemoglu, docente di Economia al Mit di Boston. "Nel mondo che si apre davanti a noi le crisi, le bolle e le recessioni saranno sempre più frequenti e intense ma di breve durata. Niente più Grandi Recessioni come quella del '29, e neppure come quella degli anni Novanta". Secondo Acemoglu le dimensioni dell'economia mondiale sono ormai troppo grandi per essere sconvolte in modo significativo e permanente dalle fluttuazioni di una singola regione del mondo. In questo quadro le crisi locali assomiglieranno sempre più a brevi epidemie virali di influenza."

Sembra che lo scenario che ci si apra d'avanti, per il futuro, sia "leggermente" diverso.Sembra che dall'influenza si sia passati alla polmonite e che non si intravedano "medicine" in grado di "curare" il malato.
A meno che, per rimanere in sintonia con alcuni di questi signori, in realtà l'aggiustamento non porti ad una distruzione di valore e ricchezza negli USA ed in Europa, un peso maggiore di Cina ed India nell'economia mondiale. Con una loro capacità finanziaria "sana" (da dimostrare)e non inquinata da strumenti speculativi, un basso indebitamento ed una forza economica in grado di acquistare know how per portare maggiore sviluppo da quelle parti.
In soldoni uno storico passaggio di consegne da Ovest ad Est delle chiavi di governo dell'economia mondiale.Se così non fosse è la realizzazione del "caos" sistemico prossimo venturo di "Shankariana" memoria, una sorta di nuovo medioevo economico.

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Fonti:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2006/11/291106intervista_plateroti.shtml?uuid=01c52bfe-7f7b-11db-984f-00000e251029&DocRulesView=Libero

http://www.ifaf.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/comprendere-e-governare.htm

http://www.corriere.it/economia/08_aprile_17/merrill_lynch_30c61c8a-0c8b-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml