venerdì 3 febbraio 2006

Facili prede

Lavoro in un posto in cui ci sono delle fragili donne che, con contratti part time ed a tempo determinato, telefonano proponendo improbabili servizi. Lo fanno con i trasportatori, gente terribilmente stanca, sfruttata ed incazzata con il mondo.
Guerre di convincimento tra poveri cristi.
"Provi questo magnifico servizio le costa solo..."
"Sono 12 ore che guido, ma che minchia mi rappresenti ahh?"
Un giovin signore, in giacca e cravatta, ha creato tutto questo marchingegno perchè ha bisogno di piazzare una roboante "piattaforma" che non vale un cazzo (se l'e' fatta valutare 500.000€).
Intorno personaggi squallidi.
Un avvoocato che parla francese, vive a Roma,regala bottiglie di olio extravergine. Che sfrutta il suo potere facendosi fare, gratis, lavori da ragazze miti.
Un amministratore delegato mandato in una società autostradale a fare la guardia degli interessi del suo padrone.
Una corte di cortigiani che non produce nulla se non parole vuote.
Un presidente, ex inquisito per tangenti (pure condannato), gia' in pensione che per tre anni arrotonderà il suo privilegio con qualche migliaio di euro in più.
Insomma un ambientaccio.
Questo posto si trova in una valle di incazzati, dove vogliono fare un buco nel ventre di una montagna che, tra 20 anni (minchia VENTI ANNI) produrrà (forse) ricchezza.
Provate un pò ad immaginare dove.
Che palle gente, sapeste quanti ne ho incontrati così. Torniamo tutti nelle nostre umide case la sera. Accendiamo il Televisore. Mangiamo. Due chiacchiere con il figlio e la moglie. Sprofondiamo nella pece nera della notte e dormiamo senza ricordare i sogni.

venerdì 20 gennaio 2006

Ed ora?


Roba da nascondersi! C'E' un testa di cazzo che per una consulenza si è fatto pagare 50 milioni di euro.
C'e' una marea di persone che è riuscita a farsi dare 100 € di aumento in due anni.
Con i 50 (milioni) si pagherebbe l'aumento contrattuale a 20833 operai (impiegati etc.).
C'è gente che non scenderà mai sulla terra, quel posto fetido e puzzolente dove fai fatica a vivere, dove sgomiti, dove cerchi al mercato merce da spendere poco, dove giri 3 super mercati alla caccia del conveniente.
C'è un mondo che non esiste per lor signori.
Io mi sono rotto le palle e voi?

domenica 1 gennaio 2006

Di tutto un pò



Ho letto diverse notizie. Legate da un filo ROSSO.
Resistere. E' questa la cosa che mi è venuta in mente. Un barista italiano resiste a Londra, in quartiere di sottoproletari, all'invadenza delle società che vogliono spianare lui e quelli come lui. Hanno bisogno del suo spazio per costruire condomini per ricchi. Lui ha venduto la sua carbonara a 3 sterline per una vita. Se ne deve andare.
In Cina hanno preso a botte un pò di suore che si opponevano a chi voleva sfrattare dai campi coltivati da secoli un paese di contadini.
In Egitto hanno ammazzato 25 profughi sudanesi che da un anno stazionavano davanti alla sede dell'ONU chiedendo dove andare a vivere.
A Milano 200 rifugiati politici, neri, sono stati sbattuti in strada perchè occupavano abusivamente un luogo di nessuno. Il freddo e la fame non giustificano il non rispetto delle regole.
E' freddo. Siamo nel 2006. E' tempo del cazzo.
Resistere popolo di rifugiati.Resistere ragazzi pieni di sogni infranti. Resistere gente mai cresciuta.
Non rimane che resistere e passare il testimone a qualcun altro.

venerdì 23 dicembre 2005

Attesa


La luce del sole è riflessa sul palazzo di fronte. Crea giochi con le ombre.
Oggi la giornata è nitida e fredda.
Il cielo è azzurro.
Tra poco inizierò a vagare con gli altri. Le mani coperte dai guanti, il mio cappotto grigio e forse il cappello in testa. E' freddo.
Lucas è a scuola, è partito presto con Carla. Li ho visti andare via ed il mio cuore si è stretto un pò.
Ho acceso la televisione alle 8.00.
C'era un politico che parlava di barche. La gente fuori attende il bus per andare al lavoro. O chi lo sà dove.
I soldi. Quanta gioia ci si potrebbe comperare con i soldi?
Ho fatto colazione con il solito panino ed il solito caffè.
La gente. Qualcuno seduto, la faccia gonfia dalla vecchiaia, gli occhi dietro a chi sa cosa. I soliti discorsi. Tutti filosofi, tutti poeti. Tutti incazzati.
C'è attesa nell'aria. Tutto è più caotico. Poi arriverà natale. Per due giorni non sapremo che cazzo fare. Vedremo parenti. Mangeremo. Andremo al cesso come al solito.
Io partirò con mio figlio.

giovedì 22 dicembre 2005

Rilassati, considerazioni sulla merda

Ogni tanto penso a tutta la merda che scorre.
Provate a pensare a 6 miliardi di individui ed a quello che espellono.
Questa cosa in fondo ci unisce. E' trasversale nella forma, nel contenuto e nell'odore. Non ti fa capire da cosa è stata prodotta e quanto è costata produrla. la merda è l'unico prodotto interclassista, interraziale ed egualitario.
Non divide gli uomini e le donne ma li unisce.
Non distingue tra ricchi e poveri e costringe tutti a farla nello stesso modo.
Non fa del male a nessuno e sparisce in breve tempo. E' pacifista ed ecologista nello stesso tempo.
Ti costringe ad essere umile, perchè per espellerla devi chinarti.
Toglie gente dal piedistallo,basta pensare a D'Alema e Berlusconi sul cesso.
Ti fa vedere gli altri con meno problemi.
E' l'unico momento in cui, per produrla, valorizzi te stesso. Perchè pensi.
La merda ti fa stare bene.
Se penso a quello che ho fatto in questi anni mi viene il vomito.
Ho passato momenti stupendi (mio figlio, vederlo crescere e stare insieme a lui) e molto altro tempo sospeso nel nulla.
Quando dico il nulla penso a quello stato d'animo che mi pervade tutte le volte che mi guardo attorno.
Andiamo con ordine.
1- sono diventato un precario che da 10 anni si arrabata senza concludere un cazzo.
2-vado saltuariamente a messa per riempire un vuoto fatto di autocommiserazione e riflessioni degne di un depresso
3-pago delle cose che non valgono nulla
4-ritorno alle mie cose lasciandomi dietro volti che diventano nebbia
5-vivo tutti i i giorni(questi cazzo di giorni) allo stesso modo (tormentandomi sul senso del nulla)
6-sono meschinamente un pò invidioso di quelli che si danno tanto da fare
7-sono terribilmente incazzato senza sapere in fondo perchè
A presto devo andare