lunedì 30 aprile 2007
Commenti in viva voce
economia
Perchè costa così tanto il quirinale?
Riporto per intero un articolo apparso sul corriere della sera e tratto dal sito
Ariannaeditrice.it
Avete commenti?
Giorgio Napolitano non ha mai messo i cappellini della regina Elisabetta. Dio lo benedica. Non ha un marito gaffeur come il principe Filippo che a una donna cieca col cane guida che vedeva per lei disse: «Lo sa cara che ci sono cani che mangiano per le anoressiche?». E Dio lo benedica. Preferisce i babà del caffè Gambrinus alle cakes di patate, frutta secca e pancetta affumicata. E Dio lo benedica. Sulla trasparenza, però, Dio salvi la regina. La quale ha messo on line tutti i suoi conti: tutti. Precisando quanto spende per questo e quanto spende per quello fin nei dettagli. Fino all'ultimo centesimo. Da noi no: segreto. Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini. (…) O meglio, alcuni dati generici il Colle li ha dati. Per la prima volta, come se volesse farsi britannicamente carico dei nomignoli di «Sir George» e di «Lord Carrington» che si trascina da una vita, il presidente ha deciso, nel gennaio del 2007, di render note le «fondamentali scelte contenute nel bilancio interno». (…) La fitta coltre di nebbia sui costi della Presidenza, però, è stata appena scalfita. (…) Tutto pubblico, in Gran Bretagna.
Su Internet: www.royal.gov.uk/output/page3954.asp. Con 33 pagine ricche di dettagli sulle tabelle entrate-uscite dedicate alla prima voce, 54 alle residenze, 33 ai viaggi. Sei un cittadino? Hai diritto di sapere che i dipendenti a tempo indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 in più rispetto all'anno prima. Che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro. Che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro. Che le uniformi del personale sono costate 152.000 euro e «catering e ospitalità» 1.520.000. Che sul volo di Stato numero tale, il giorno tale, in viaggio da qui a lì c'erano i passeggeri Tizio, Caio e Sempronio. La convinzione democratica che chi sta ai vertici del potere abbia il dovere (non la facoltà: il dovere) di rendere conto del pubblico denaro è talmente radicata che una tabellina indica, con nome e cognome, lo stipendio dei massimi dirigenti. Sappiamo quindi che la busta paga di Lord Chamberlain (Richard Luce fino all'11 ottobre del 2006, poi William Peel) è stata di 97.000 euro, quella del segretario particolare della regina Robin Janvrin di 253.000, quella del responsabile del Portafoglio privato Alain Reid di 276.000, quella del Maestro di Casa David Walker 191.000 euro. E da noi? Boh... (…)
Certo è che i costi, stando all'unica fonte a disposizione (la comunicazione annuale con cui il Quirinale informa il governo di aver bisogno di «tot soldi» senza spiegare nulla su come vengano spesi) hanno continuato inesorabilmente a lievitare senza che mai sia stato segnalato un taglio e senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento dei dati conosciuti e mai smentiti. Ci sono ancora 71 alloggi a disposizione dei massimi dirigenti e dei collaboratori più stretti? I cavalli della ex Guardia del re sono ancora 60? (…) Dall'altra parte, in Inghilterra, la regina ha deciso di fornire ai cittadini non solo tutti i particolari del bilancio ma di far certificare questo bilancio dalla Kpmg. (…) Altra cultura. Un giorno di qualche anno fa, per dire, il governo inglese si accorse che la Civil List aveva calcolato un'inflazione (7,5%) più alta di quella poi effettivamente registrata, col risultato che la famiglia reale aveva ricevuto 45 milioni di euro in più. Bene: Tony Blair e il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, come riportarono tutti i giornali, decisero il congelamento dell'appannaggio per andare al recupero dei soldi. Invitata a «dimagrire», Elisabetta II ha preso l'impegno molto sul serio. Taglia di qua e taglia di là, per fare un solo esempio, a Buckingham Palace ci sono oggi 6 centralinisti a tempo pieno. La metà di quelli assunti dalla Asl di Frosinone nella tornata del dicembre del 2002. (…) Gli operai (falegnami, tappezzieri, orologiai...) impegnati nelle manutenzioni di Buckingham Palace sono in tutto 15, compreso il supervisore. Va da sé che la situazione finanziaria è letteralmente rifiorita. (…) Nel 1991-1992 la spesa pubblica per la Corona era di 132 milioni di euro, oggi è sotto i 57 milioni. Un taglio radicale. E il Quirinale? Negli ultimi anni, una sola voce è rimasta uguale: la busta paga del capo dello Stato. Che a partire da Enrico De Nicola, che non toccava gli 11 milioni di lire l'anno di indennità, è ancora praticamente la stessa. (…)
Intorno a lui, però, il Palazzo si è gonfiato e gonfiato e gonfiato negli anni senza che neppure Ciampi, che del risanamento dei conti pubblici e della sobrietà aveva fatto una ragione di vita riuscisse a fare argine. Eppure il nostro amatissimo Carlo Azeglio, già nel febbraio del 2001, aveva sotto gli occhi una fotografia nitida della situazione. Il rapporto del comitato che lui stesso aveva voluto subito dopo l'insediamento e guidato da Sabino Cassese. Le 49 pagine, allegati compresi, non furono mai rese note. E si capisce: le conclusioni, fra le righe, non erano lusinghiere. Nonostante i paragoni non fossero fatti con la monarchia inglese ma con la presidenza francese e quella tedesca. Al 31 agosto del 2000 il personale in servizio da noi era composto da 931 dipendenti diretti più 928 altrui avuti per «distacco», per un totale di 1.859 addetti. Tra i quali i soliti 274 corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 in servizio a Castelporziano!), 213 poliziotti, 77 finanzieri (64 della Tenenza di Torvajanica, che è davanti alla tenuta presidenziale sul mare sotto Ostia, e 14 della Legione Capo Posillipo), 21 vigili urbani e 16 guardie forestali, ancora a Castelporziano. Numeri sbalorditivi. Il solo gabinetto di Gaetano Gifuni era composto da 63 persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri (…) e 46 addetti a varie mansioni. Quanto ai famosi 15 craftsmen di Elisabetta II, artigiani vari impegnati nella manutenzione dei palazzi reali, al Quirinale erano allora 59 tra i quali 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. (…) Nel rapporto si sottolineava che la presidenza tedesca, dai compiti istituzionali simili, aveva dimensioni molto più contenute: 50 addetti alle tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Cioè 29 in meno dei soli addetti alla sicurezza di Castelporziano.
Quanto all'Eliseo, il confronto era almeno altrettanto imbarazzante: nonostante il presidente francese abbia poteri infinitamente superiori a quello italiano, aveva allora (compresi 388 militari) 923 dipendenti. La metà del Quirinale. E infatti costava pure quasi la metà: 86 milioni e mezzo di euro in valuta attuale, contro 152 e mezzo. Per non dire del confronto, umiliante, con la presidenza tedesca che sulle casse pubbliche pesava per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo della nostra. (…) Eppure, dopo quella denuncia interna sull'elefantiasi della struttura, non solo sono aumentati perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito (…) a 1.072 persone. E ancora più marcato è stato l'aumento sul versante del «personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente e dei compendi»: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1.086. Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le somme: nelle tre sedi rimaste in dotazione alla presidenza dopo la cessione alla Regione Toscana della tenuta di San Rossore, e cioè il Colle, Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 2.158 persone. Il doppio, come abbiamo visto, di quelle impiegate dalla corte inglese o dall'Eliseo. (…) Col risultato che il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga pro capite di oltre 74.000 euro. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina. I numeri più ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La «macchina» del Quirinale costava nel 1997 «solo» 117 milioni di euro. Dieci anni dopo ne costa 224 (più altri 11 milioni che arrivano al Colle da «entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali»). Un'impennata del 91%. Si dirà: c'è stata l'inflazione. Giusto. Fatta la tara, però, l'aumento netto resta del 61%. Per non dire del paragone con vent'anni fa. Sapete quanto costava la presidenza della Repubblica nel 1986? In valuta attuale meno di 73 milioni e mezzo di euro. Il che significa che in vent'anni la spesa reale, depurata dall'inflazione, è triplicata. Mentre lassù in Gran Bretagna veniva più che dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del Quirinale.
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
Fonte: www.corriere.it
30.04.07
Visto su: www.ariannaeditrice.it
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=10637
Ariannaeditrice.it
Avete commenti?
Giorgio Napolitano non ha mai messo i cappellini della regina Elisabetta. Dio lo benedica. Non ha un marito gaffeur come il principe Filippo che a una donna cieca col cane guida che vedeva per lei disse: «Lo sa cara che ci sono cani che mangiano per le anoressiche?». E Dio lo benedica. Preferisce i babà del caffè Gambrinus alle cakes di patate, frutta secca e pancetta affumicata. E Dio lo benedica. Sulla trasparenza, però, Dio salvi la regina. La quale ha messo on line tutti i suoi conti: tutti. Precisando quanto spende per questo e quanto spende per quello fin nei dettagli. Fino all'ultimo centesimo. Da noi no: segreto. Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini. (…) O meglio, alcuni dati generici il Colle li ha dati. Per la prima volta, come se volesse farsi britannicamente carico dei nomignoli di «Sir George» e di «Lord Carrington» che si trascina da una vita, il presidente ha deciso, nel gennaio del 2007, di render note le «fondamentali scelte contenute nel bilancio interno». (…) La fitta coltre di nebbia sui costi della Presidenza, però, è stata appena scalfita. (…) Tutto pubblico, in Gran Bretagna.
Su Internet: www.royal.gov.uk/output/page3954.asp. Con 33 pagine ricche di dettagli sulle tabelle entrate-uscite dedicate alla prima voce, 54 alle residenze, 33 ai viaggi. Sei un cittadino? Hai diritto di sapere che i dipendenti a tempo indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 in più rispetto all'anno prima. Che la regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro. Che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro. Che le uniformi del personale sono costate 152.000 euro e «catering e ospitalità» 1.520.000. Che sul volo di Stato numero tale, il giorno tale, in viaggio da qui a lì c'erano i passeggeri Tizio, Caio e Sempronio. La convinzione democratica che chi sta ai vertici del potere abbia il dovere (non la facoltà: il dovere) di rendere conto del pubblico denaro è talmente radicata che una tabellina indica, con nome e cognome, lo stipendio dei massimi dirigenti. Sappiamo quindi che la busta paga di Lord Chamberlain (Richard Luce fino all'11 ottobre del 2006, poi William Peel) è stata di 97.000 euro, quella del segretario particolare della regina Robin Janvrin di 253.000, quella del responsabile del Portafoglio privato Alain Reid di 276.000, quella del Maestro di Casa David Walker 191.000 euro. E da noi? Boh... (…)
Certo è che i costi, stando all'unica fonte a disposizione (la comunicazione annuale con cui il Quirinale informa il governo di aver bisogno di «tot soldi» senza spiegare nulla su come vengano spesi) hanno continuato inesorabilmente a lievitare senza che mai sia stato segnalato un taglio e senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento dei dati conosciuti e mai smentiti. Ci sono ancora 71 alloggi a disposizione dei massimi dirigenti e dei collaboratori più stretti? I cavalli della ex Guardia del re sono ancora 60? (…) Dall'altra parte, in Inghilterra, la regina ha deciso di fornire ai cittadini non solo tutti i particolari del bilancio ma di far certificare questo bilancio dalla Kpmg. (…) Altra cultura. Un giorno di qualche anno fa, per dire, il governo inglese si accorse che la Civil List aveva calcolato un'inflazione (7,5%) più alta di quella poi effettivamente registrata, col risultato che la famiglia reale aveva ricevuto 45 milioni di euro in più. Bene: Tony Blair e il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, come riportarono tutti i giornali, decisero il congelamento dell'appannaggio per andare al recupero dei soldi. Invitata a «dimagrire», Elisabetta II ha preso l'impegno molto sul serio. Taglia di qua e taglia di là, per fare un solo esempio, a Buckingham Palace ci sono oggi 6 centralinisti a tempo pieno. La metà di quelli assunti dalla Asl di Frosinone nella tornata del dicembre del 2002. (…) Gli operai (falegnami, tappezzieri, orologiai...) impegnati nelle manutenzioni di Buckingham Palace sono in tutto 15, compreso il supervisore. Va da sé che la situazione finanziaria è letteralmente rifiorita. (…) Nel 1991-1992 la spesa pubblica per la Corona era di 132 milioni di euro, oggi è sotto i 57 milioni. Un taglio radicale. E il Quirinale? Negli ultimi anni, una sola voce è rimasta uguale: la busta paga del capo dello Stato. Che a partire da Enrico De Nicola, che non toccava gli 11 milioni di lire l'anno di indennità, è ancora praticamente la stessa. (…)
Intorno a lui, però, il Palazzo si è gonfiato e gonfiato e gonfiato negli anni senza che neppure Ciampi, che del risanamento dei conti pubblici e della sobrietà aveva fatto una ragione di vita riuscisse a fare argine. Eppure il nostro amatissimo Carlo Azeglio, già nel febbraio del 2001, aveva sotto gli occhi una fotografia nitida della situazione. Il rapporto del comitato che lui stesso aveva voluto subito dopo l'insediamento e guidato da Sabino Cassese. Le 49 pagine, allegati compresi, non furono mai rese note. E si capisce: le conclusioni, fra le righe, non erano lusinghiere. Nonostante i paragoni non fossero fatti con la monarchia inglese ma con la presidenza francese e quella tedesca. Al 31 agosto del 2000 il personale in servizio da noi era composto da 931 dipendenti diretti più 928 altrui avuti per «distacco», per un totale di 1.859 addetti. Tra i quali i soliti 274 corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 in servizio a Castelporziano!), 213 poliziotti, 77 finanzieri (64 della Tenenza di Torvajanica, che è davanti alla tenuta presidenziale sul mare sotto Ostia, e 14 della Legione Capo Posillipo), 21 vigili urbani e 16 guardie forestali, ancora a Castelporziano. Numeri sbalorditivi. Il solo gabinetto di Gaetano Gifuni era composto da 63 persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri (…) e 46 addetti a varie mansioni. Quanto ai famosi 15 craftsmen di Elisabetta II, artigiani vari impegnati nella manutenzione dei palazzi reali, al Quirinale erano allora 59 tra i quali 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. (…) Nel rapporto si sottolineava che la presidenza tedesca, dai compiti istituzionali simili, aveva dimensioni molto più contenute: 50 addetti alle tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Cioè 29 in meno dei soli addetti alla sicurezza di Castelporziano.
Quanto all'Eliseo, il confronto era almeno altrettanto imbarazzante: nonostante il presidente francese abbia poteri infinitamente superiori a quello italiano, aveva allora (compresi 388 militari) 923 dipendenti. La metà del Quirinale. E infatti costava pure quasi la metà: 86 milioni e mezzo di euro in valuta attuale, contro 152 e mezzo. Per non dire del confronto, umiliante, con la presidenza tedesca che sulle casse pubbliche pesava per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo della nostra. (…) Eppure, dopo quella denuncia interna sull'elefantiasi della struttura, non solo sono aumentati perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito (…) a 1.072 persone. E ancora più marcato è stato l'aumento sul versante del «personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente e dei compendi»: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1.086. Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le somme: nelle tre sedi rimaste in dotazione alla presidenza dopo la cessione alla Regione Toscana della tenuta di San Rossore, e cioè il Colle, Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 2.158 persone. Il doppio, come abbiamo visto, di quelle impiegate dalla corte inglese o dall'Eliseo. (…) Col risultato che il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga pro capite di oltre 74.000 euro. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina. I numeri più ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La «macchina» del Quirinale costava nel 1997 «solo» 117 milioni di euro. Dieci anni dopo ne costa 224 (più altri 11 milioni che arrivano al Colle da «entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali»). Un'impennata del 91%. Si dirà: c'è stata l'inflazione. Giusto. Fatta la tara, però, l'aumento netto resta del 61%. Per non dire del paragone con vent'anni fa. Sapete quanto costava la presidenza della Repubblica nel 1986? In valuta attuale meno di 73 milioni e mezzo di euro. Il che significa che in vent'anni la spesa reale, depurata dall'inflazione, è triplicata. Mentre lassù in Gran Bretagna veniva più che dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del Quirinale.
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
Fonte: www.corriere.it
30.04.07
Visto su: www.ariannaeditrice.it
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=10637
politica
E' lecito fare dell'ironia su Magdi Allam?
Il giornalista Magdi Allam si è molto risentito della vignetta che Vauro fece durante una trasmissione di anno zero.
Riporto l'estratto di una interrogazione del senatore Malabarba che tratta il modo di fare giornalismo del vice direttore del corriere della sera.
Io ho una semplice domanda:
sono vere queste cose?
In particolare mi riferisco alle minacce di morte ed ai suoi rapporti con i servizi segreti italiani.
Vorrei sapere qualcosa di più anche sul fatto che Allam sia stato l'artefice dell'espulsione di alcuni presunti terroristi e che quelle persone siano state poi dichiarate innocenti.
Insomma qualcosa sul merito, senza tante fumose disquisizioni sul fatto che qualcuno è in guerra e che dall'11 Settembre il mondo è cambiato.
Che il modo sia cambiato ed in peggio lo vediamo tutti.
E' aumentata l'insicurezza e si spendono più soldi per armare gli eserciti e meno per costruire ospedali e cercare di salvare vite.
Atto n. 4-00314
Pubblicato il 18 luglio 2006
Seduta n. 19
MALABARBA - Al Ministro dell'interno. -
Risultando all’interrogante che:
il sig. Magdi Allam, giornalista del "Corriere della Sera", nel suo ultimo libro “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” racconta che mentre si trovava per lavoro in Kuwait, nel marzo del 2003, fu contattato dal Sisde, che gli impose di lasciare quel Paese in quanto avevano “appreso di un progetto di uccidermi [Magdi Allam, cioè] di Hamas”;
questa “condanna a morte (…) decretata ai più alti vertici dell’organizzazione terroristica palestinese Hamas” è stata “ispirata, raccolta, legittimata sul piano coranico e rilanciata dai loro agenti locali affiliati all’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia);
secondo quanto riferito nello stesso libro dal sig. Magdi Allam, l’Ucoii unitamente alla Iadl (Islamic Anti-Defamation League), definita quest’ultima dallo stesso sig. Allam “una sorta di tribunale dell’inquisizione islamica che opera come braccio legale dell’UCOII”, sarebbero “riusciti ad assoldare nel loro plotone di esecuzione estremisti di destra e di sinistra" nonché a “spargere veleni sulla mia [di Magdi Allam] credibilità ed onorabilità”;
il sig. Magdi Allam vive scortato da carabinieri a causa di non meglio precisate minacce, tra le quali spiccano l’apertura di un sito Internet parodistico recante il suo nome che contiene una rivisitazione del “J’accuse” di Émile Zola, la lettera di un mitomane che gli scrive di aver ricevuto l’ordine di ucciderlo da un non meglio precisato uomo di Bruxelles e qualche definizione satirica e/o caustica;
preso atto che:
le segnalazioni a mezzo stampa del sig. Allam hanno cagionato l’espulsione di alcune persone, risultate poi innocenti per i fatti loro addebitati dal giornalista e reintegrate sul territorio italiano con sentenze dei Tribunali amministrativi della Repubblica;
il sig. Allam divulga frequentemente indirizzi privati delle persone che hanno opinioni contrastanti con le proprie, mettendo a rischio l’incolumità ed il privato di queste persone;
comportamenti come quelli descritti sono suscettibili di alimentare un clima di isteria collettiva che potrebbe portare al diffondersi dell’islamofobia e dell'antislamismo, denunciati nell’ultimo rapporto dell’Unione europea sul razzismo;
considerato che:
non risulta che l’organizzazione Hamas agisca al di fuori dei Territori occupati della Palestina o dello Stato d’Israele;
l’Ucoii è stata nominata con decreto ministeriale a fare parte della Consulta per l’Islam italiano, istituita dal precedente Governo, lo stesso che ha assegnato la scorta al sig. Allam perché minacciato dall’Ucoii;
la Iadl è stata definita da un Ministro del precedente Governo, l’on. Giovanardi, in risposta ad un’interrogazione, durante la seduta della Camera dei deputati n. 724 del 22 dicembre 2005: "Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation league), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali.";
non risultano aperti procedimenti penali a carico dell’Ucoii o della Iadl, tanto meno per l’istigazione all’omicidio del sig. Magdi Allam o altre azioni contro l’integrità dello Stato;
lo stesso Allam ha costruito svariati articoli, che non hanno trovato conferme nella realtà, basandosi su generiche “fonti dei servizi”,
si chiede di sapere:
quali siano le considerazioni che hanno spinto il Governo da un lato a nominare l’Ucoii nella Consulta per l’Islam in Italia e a difendere l’operato della Iadl in Parlamento e dall'altro a concedere la scorta al sig. Magdi Allam;
se il Ministro in indirizzo, alla luce dell’assenza di procedimenti penali scaturenti dalle gravissime denunce di persecuzione nei confronti del sig. Allam, giudichi ancora attuali i motivi che hanno portato all’assegnazione di tale scorta e in ogni caso quali sono gli attuali motivi di tale provvedimento;
quali siano i costi, sia in termini finanziari sia in termini di risorse umane, dell’apparato di sicurezza disposto per la protezione del sig. Magdi Allam;
visti i frequenti riferimenti negli articoli di Magdi Allam a non meglio precisate “fonti dei servizi”, e le recenti rivelazioni sull’esistenza di rapporti tra alcuni giornalisti e presunti elementi deviati del Sismi, se vi siano eventuali rapporti illeciti tra tali elementi deviati e il sig. Magdi Allam;
considerato che lo stesso Allam si vanta di aver ottenuto "fraudolentemente" il rinnovo del permesso di soggiorno, tale illecito potrebbe avere effetti sulla validità della successiva acquisizione da parte sua della cittadinanza italiana.
Riporto l'estratto di una interrogazione del senatore Malabarba che tratta il modo di fare giornalismo del vice direttore del corriere della sera.
Io ho una semplice domanda:
sono vere queste cose?
In particolare mi riferisco alle minacce di morte ed ai suoi rapporti con i servizi segreti italiani.
Vorrei sapere qualcosa di più anche sul fatto che Allam sia stato l'artefice dell'espulsione di alcuni presunti terroristi e che quelle persone siano state poi dichiarate innocenti.
Insomma qualcosa sul merito, senza tante fumose disquisizioni sul fatto che qualcuno è in guerra e che dall'11 Settembre il mondo è cambiato.
Che il modo sia cambiato ed in peggio lo vediamo tutti.
E' aumentata l'insicurezza e si spendono più soldi per armare gli eserciti e meno per costruire ospedali e cercare di salvare vite.
Atto n. 4-00314
Pubblicato il 18 luglio 2006
Seduta n. 19
MALABARBA - Al Ministro dell'interno. -
Risultando all’interrogante che:
il sig. Magdi Allam, giornalista del "Corriere della Sera", nel suo ultimo libro “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” racconta che mentre si trovava per lavoro in Kuwait, nel marzo del 2003, fu contattato dal Sisde, che gli impose di lasciare quel Paese in quanto avevano “appreso di un progetto di uccidermi [Magdi Allam, cioè] di Hamas”;
questa “condanna a morte (…) decretata ai più alti vertici dell’organizzazione terroristica palestinese Hamas” è stata “ispirata, raccolta, legittimata sul piano coranico e rilanciata dai loro agenti locali affiliati all’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia);
secondo quanto riferito nello stesso libro dal sig. Magdi Allam, l’Ucoii unitamente alla Iadl (Islamic Anti-Defamation League), definita quest’ultima dallo stesso sig. Allam “una sorta di tribunale dell’inquisizione islamica che opera come braccio legale dell’UCOII”, sarebbero “riusciti ad assoldare nel loro plotone di esecuzione estremisti di destra e di sinistra" nonché a “spargere veleni sulla mia [di Magdi Allam] credibilità ed onorabilità”;
il sig. Magdi Allam vive scortato da carabinieri a causa di non meglio precisate minacce, tra le quali spiccano l’apertura di un sito Internet parodistico recante il suo nome che contiene una rivisitazione del “J’accuse” di Émile Zola, la lettera di un mitomane che gli scrive di aver ricevuto l’ordine di ucciderlo da un non meglio precisato uomo di Bruxelles e qualche definizione satirica e/o caustica;
preso atto che:
le segnalazioni a mezzo stampa del sig. Allam hanno cagionato l’espulsione di alcune persone, risultate poi innocenti per i fatti loro addebitati dal giornalista e reintegrate sul territorio italiano con sentenze dei Tribunali amministrativi della Repubblica;
il sig. Allam divulga frequentemente indirizzi privati delle persone che hanno opinioni contrastanti con le proprie, mettendo a rischio l’incolumità ed il privato di queste persone;
comportamenti come quelli descritti sono suscettibili di alimentare un clima di isteria collettiva che potrebbe portare al diffondersi dell’islamofobia e dell'antislamismo, denunciati nell’ultimo rapporto dell’Unione europea sul razzismo;
considerato che:
non risulta che l’organizzazione Hamas agisca al di fuori dei Territori occupati della Palestina o dello Stato d’Israele;
l’Ucoii è stata nominata con decreto ministeriale a fare parte della Consulta per l’Islam italiano, istituita dal precedente Governo, lo stesso che ha assegnato la scorta al sig. Allam perché minacciato dall’Ucoii;
la Iadl è stata definita da un Ministro del precedente Governo, l’on. Giovanardi, in risposta ad un’interrogazione, durante la seduta della Camera dei deputati n. 724 del 22 dicembre 2005: "Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation league), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali.";
non risultano aperti procedimenti penali a carico dell’Ucoii o della Iadl, tanto meno per l’istigazione all’omicidio del sig. Magdi Allam o altre azioni contro l’integrità dello Stato;
lo stesso Allam ha costruito svariati articoli, che non hanno trovato conferme nella realtà, basandosi su generiche “fonti dei servizi”,
si chiede di sapere:
quali siano le considerazioni che hanno spinto il Governo da un lato a nominare l’Ucoii nella Consulta per l’Islam in Italia e a difendere l’operato della Iadl in Parlamento e dall'altro a concedere la scorta al sig. Magdi Allam;
se il Ministro in indirizzo, alla luce dell’assenza di procedimenti penali scaturenti dalle gravissime denunce di persecuzione nei confronti del sig. Allam, giudichi ancora attuali i motivi che hanno portato all’assegnazione di tale scorta e in ogni caso quali sono gli attuali motivi di tale provvedimento;
quali siano i costi, sia in termini finanziari sia in termini di risorse umane, dell’apparato di sicurezza disposto per la protezione del sig. Magdi Allam;
visti i frequenti riferimenti negli articoli di Magdi Allam a non meglio precisate “fonti dei servizi”, e le recenti rivelazioni sull’esistenza di rapporti tra alcuni giornalisti e presunti elementi deviati del Sismi, se vi siano eventuali rapporti illeciti tra tali elementi deviati e il sig. Magdi Allam;
considerato che lo stesso Allam si vanta di aver ottenuto "fraudolentemente" il rinnovo del permesso di soggiorno, tale illecito potrebbe avere effetti sulla validità della successiva acquisizione da parte sua della cittadinanza italiana.
domenica 29 aprile 2007
Reggae music
Una selezione di pezzi.
Usate questa musica come sottofondo alle vostre incazzature, alle vostre torrenziali discussioni sui blog.
Alle vostre verità.
Ricordatevi di viaggiare.Anche se siete chiusi in un buco.
Usate questa musica come sottofondo alle vostre incazzature, alle vostre torrenziali discussioni sui blog.
Alle vostre verità.
Ricordatevi di viaggiare.Anche se siete chiusi in un buco.
economia
La società é complessa o si semplifica?
La regione Lazio spende, ogni anno, 2 miliardi di euro per sostenere 75 enti che producono niente.
Sono il clone di strutture già presenti nell'amministrazione pubblica.
Quei soldi foraggiano presidenti e vice con relativa corte di portaborse.
La nuova provincia di Monza costerà 200 milioni di euro per palazzi, piazze e giardini.
Per dotare delle strutture necessarie la nuova amministrazione, sono previste 22 nuove sedi.
In Italia ci sono109 province, 50 in Spagna, 4 in Irlanda, 10 in canada, 23 in argentina e 9 in Sudafrica.
Il costo medio annuo delle province è di 16 miliardi di euro.Questi enti occupano 62.000 persone.
Nella provincia di torino 1 ragazzo su tre non completa il ciclo di studi e non consegue nessun tipo di diploma (8.653 ragazzi a tutto il 2006).
La percentuale dei bocciati negli istituti tecnici sfiora, in molti casi, il 30%. La punta più alta nei licei non supera il 12%.
I ragazzi che abbandonano si disperdono in mille rivoli, fatti da lavori in nero e sottopagati. Griffati.
Secondo il preside dell'istituto Zerboni "i figli degli stranieri sono eccellenti, i nostri sognano i soldi".
Cosa può dare e quali speranze offre un paese che produce solo burocrazia e masse di ignoranti?
Mi sovviene il sospetto che le seghe mentali sul sistema del welfare, delle pensioni etc. siano solo un esercizio dialettico fatto da una classe politica che non ha modelli da porre ad esempio.
Si viaggia verso un modello di società in cui le persone regrediscono, come classe sociale, fino a formare una massa indistinta di sottoproletari simile a quello dell'Inghilterra prima della rivoluzione industriale.
Una società molto semplice. Da gestire con uno stuolo di poliziotti e carabinieri e due bei partitoni. Uno democratico ed un altro casa della libertà.
Relazioni tra individui di due tipi: amici degli amici e licenza di fare, regole e rispetto delle proprietà degli altri e repressione delle intemperanze.
Speranza? ZERO.
Sono il clone di strutture già presenti nell'amministrazione pubblica.
Quei soldi foraggiano presidenti e vice con relativa corte di portaborse.
La nuova provincia di Monza costerà 200 milioni di euro per palazzi, piazze e giardini.
Per dotare delle strutture necessarie la nuova amministrazione, sono previste 22 nuove sedi.
In Italia ci sono109 province, 50 in Spagna, 4 in Irlanda, 10 in canada, 23 in argentina e 9 in Sudafrica.
Il costo medio annuo delle province è di 16 miliardi di euro.Questi enti occupano 62.000 persone.
Nella provincia di torino 1 ragazzo su tre non completa il ciclo di studi e non consegue nessun tipo di diploma (8.653 ragazzi a tutto il 2006).
La percentuale dei bocciati negli istituti tecnici sfiora, in molti casi, il 30%. La punta più alta nei licei non supera il 12%.
I ragazzi che abbandonano si disperdono in mille rivoli, fatti da lavori in nero e sottopagati. Griffati.
Secondo il preside dell'istituto Zerboni "i figli degli stranieri sono eccellenti, i nostri sognano i soldi".
Cosa può dare e quali speranze offre un paese che produce solo burocrazia e masse di ignoranti?
Mi sovviene il sospetto che le seghe mentali sul sistema del welfare, delle pensioni etc. siano solo un esercizio dialettico fatto da una classe politica che non ha modelli da porre ad esempio.
Si viaggia verso un modello di società in cui le persone regrediscono, come classe sociale, fino a formare una massa indistinta di sottoproletari simile a quello dell'Inghilterra prima della rivoluzione industriale.
Una società molto semplice. Da gestire con uno stuolo di poliziotti e carabinieri e due bei partitoni. Uno democratico ed un altro casa della libertà.
Relazioni tra individui di due tipi: amici degli amici e licenza di fare, regole e rispetto delle proprietà degli altri e repressione delle intemperanze.
Speranza? ZERO.
sabato 28 aprile 2007
Commenti in viva voce
La resistenza e l'onorevole Fini
Per l'onorevole Fini non tutti i partigiani erano democratici. Immagino a chi si riferisse l'onorevole. Non di certo ad Edgardo Sogno, quello che combattè con Franco in Spagna e che provò a fare un colpo di stato in Italia.
Forse neanche ai suoi illustri progenitori ideologici della RSI.
Provo ad immaginarli quei ragazzi, con un mitra in mano e cenciosi.
Impegnati a salvare la pelle o a disquisire amabilmente di democrazia?
Vi lascio con la lettura di alcune pagine che patlano di resistenza.
le dedico a chi quegli anni non li ha vissuti e spara sentenze.
Forse neanche ai suoi illustri progenitori ideologici della RSI.
Provo ad immaginarli quei ragazzi, con un mitra in mano e cenciosi.
Impegnati a salvare la pelle o a disquisire amabilmente di democrazia?
Vi lascio con la lettura di alcune pagine che patlano di resistenza.
le dedico a chi quegli anni non li ha vissuti e spara sentenze.
venerdì 27 aprile 2007
Commenti in viva voce
Commenti in viva voce
giovedì 26 aprile 2007
politica
Cofferati, la democrazia e amenità varie
Il mitico Cofferati si è preso i suoi fischi, fa parte di una liturgia il tutto. Solo che, quando tocca agli ex compagni, questi si incazzano di brutto. E dai con gli anatemi e con gli sproloqui.
Ho tentato di trovare il nesso logico tra il concetto di democrazia e quello che vuole Sergio, nella sua intervista alla Stampa.
Parla d'intolleranza perchè gli hanno srotolato sotto gli occhi uno striscione che diceva: CHI SGOMBERA E REPRIME NON PARLI DI RESISTENZA. In verità ci mette anche i fischi nel concetto. Ai più quella sembra una semplice manifestazione di dissenso, il famoso sale della democrazia (perchè poi non zucchero?).
Quello che lo ha incenerito e che , tra i contestatori che non dovevano proprio essere quattro gatti, lui ha visto anche i cinquantenni. E cosa ti afferma il nostro?
Ci vuole rigore anche nelle manifestazioni più banali, persino in piazza in un semplice momento di ricordo.Dopo di che mischia una serie di concetti tipo : i vecchi ci hanno insegnato la tolleranza (dimentica i morti di quel cammino), difendere i valori rivoluzionari (sic) della democrazia e della libertà (appunto!tanto rivoluzionari che è difficile masticarli). Infine il botto finale: La frettta risolutiva può solo accentuare i danni per chi si dice di voler aiutare.Non c'è povertà che giustifichi un omicidio!
Il mio punto di vista è che c'è eccome una giustificazione dietro un omicidio per povertà.Lo prende in considerazione anche il diritto con la teoria delle attenuanti. Quello che mi colpisce è la scorciatoia che porta diritto di fronte al tema del terrorismo (questo il messaggio vero).Chi non è con me e manifesta in modo non opportuno al decoro istituzionale è su quella china.
Direi un gran concetto e rispetto della dialettica e delle opinioni.In particolare di quelle che non hanno accesso sui mezzi d'informazione.Probabilmente il nostro pensa ad una soluzione alla polacca per risolvere la questione.In quel paese è in vigore una legge che obbliga alla verifica politica del passato (si chiama lustracjia). Se non aderisci e non dichiari di non aver collaborato con il regime comunista, ti licenziano e ti emarginano.
Bisogna lasciarlo fare il Sergio, lui è per la legge e l'ordine.Da applicare rigorosamente contro quattro straccioni senza casa, per il decoro di Bologna. E pazienza se quelli, con donne e bambini, non sanno dove cazzo andare nella ricca Bologna. Certo non nelle case in cui un affitto costa ad un fuori sede quanto la paga di un precario.Neanche per strada o sui marciapiedi di Piazza Maggiore. Lì arrivano i vigili urbani.Che diamine volete che sia un povero. E se si permette di ammazzare qualcuno mica vorrete dargli la vostra solidarietà? Si incazzerebbe di brutto il sindaco sceriffo.
Ho tentato di trovare il nesso logico tra il concetto di democrazia e quello che vuole Sergio, nella sua intervista alla Stampa.
Parla d'intolleranza perchè gli hanno srotolato sotto gli occhi uno striscione che diceva: CHI SGOMBERA E REPRIME NON PARLI DI RESISTENZA. In verità ci mette anche i fischi nel concetto. Ai più quella sembra una semplice manifestazione di dissenso, il famoso sale della democrazia (perchè poi non zucchero?).
Quello che lo ha incenerito e che , tra i contestatori che non dovevano proprio essere quattro gatti, lui ha visto anche i cinquantenni. E cosa ti afferma il nostro?
Ci vuole rigore anche nelle manifestazioni più banali, persino in piazza in un semplice momento di ricordo.Dopo di che mischia una serie di concetti tipo : i vecchi ci hanno insegnato la tolleranza (dimentica i morti di quel cammino), difendere i valori rivoluzionari (sic) della democrazia e della libertà (appunto!tanto rivoluzionari che è difficile masticarli). Infine il botto finale: La frettta risolutiva può solo accentuare i danni per chi si dice di voler aiutare.Non c'è povertà che giustifichi un omicidio!
Il mio punto di vista è che c'è eccome una giustificazione dietro un omicidio per povertà.Lo prende in considerazione anche il diritto con la teoria delle attenuanti. Quello che mi colpisce è la scorciatoia che porta diritto di fronte al tema del terrorismo (questo il messaggio vero).Chi non è con me e manifesta in modo non opportuno al decoro istituzionale è su quella china.
Direi un gran concetto e rispetto della dialettica e delle opinioni.In particolare di quelle che non hanno accesso sui mezzi d'informazione.Probabilmente il nostro pensa ad una soluzione alla polacca per risolvere la questione.In quel paese è in vigore una legge che obbliga alla verifica politica del passato (si chiama lustracjia). Se non aderisci e non dichiari di non aver collaborato con il regime comunista, ti licenziano e ti emarginano.
Bisogna lasciarlo fare il Sergio, lui è per la legge e l'ordine.Da applicare rigorosamente contro quattro straccioni senza casa, per il decoro di Bologna. E pazienza se quelli, con donne e bambini, non sanno dove cazzo andare nella ricca Bologna. Certo non nelle case in cui un affitto costa ad un fuori sede quanto la paga di un precario.Neanche per strada o sui marciapiedi di Piazza Maggiore. Lì arrivano i vigili urbani.Che diamine volete che sia un povero. E se si permette di ammazzare qualcuno mica vorrete dargli la vostra solidarietà? Si incazzerebbe di brutto il sindaco sceriffo.
mercoledì 25 aprile 2007
romanzo
Libri
Qual‘è l’istinto che ti porta a scegliere un libro, tra i tanti, sugli scaffali?
A me capita di farmi guidare da una frase, a volte, letta tra le pagine che scorro velocemente, in piedi, per cogliere l’anima di quello che è scritto.
Raramente mi lascio guidare dai consigli e dalle classifiche.
Se dovessi ricercare nel tempo l’autore che mi ha fatto amare la letteratura, la filosofia e la saggistica non posso non pensare ad Emilio Salgari.
I sogni che ha concorso a creare da ragazzo, le fantasie ed i voli sugli oceani guardando il soffitto della mia stanza a braccia conserte.
Più avanti, con la voglia di artigliare il mondo e con la curiosità per quello che incontriamo altri autori ed altri libri hanno concorso alla mia formazione.
Vi dirò solo di alcuni di loro. Gente forse dimenticata che a me ha fatto un gran bene.
Rispondendo all’ordine del compagno Italo alcune delle righe di questi autori.
Lascio il "compitino" ad Umader e WinstonSmith.Sono curioso!
HENRY MILLER
NEXUS
Abbaiare nella notte .Abbaiare,abbaiare. Urlo,ma nessuno risponde. Grido, ma non c’è neanche un’eco.
Solo, con l’eczema del cervello.
Finalmente solo. Che meraviglia! Soltanto che non è quel che aspettavo. Se almeno fossi solo con Dio.
E.M. CIORAN
SILLOGISMI DELL’AMAREZZA
(di questo alcuni )
Formati alla scuola dei velleitari, idolatri del frammento e delle stigmate,apparteniamo a un tempo clinico in cui contano solo i casi.
Ci interessiamo a quello che uno scrittore ha taciuto, a quello che avrebbe potuto dire, alle sue profondità mute. Se lascia un’opera, se si spiega, si è assicurato il nostro oblio.
Magia dell’artista irrealizzato -di un vinto che lascia perdere le sue delusioni, che non sa farle fruttare.
................................................
Chiunque, per distrazione o per incompetenza, fermi sia pure per poco l’umanità nella sua marcia, è un benefattore
...............................................
Su un globo che sta componendo il proprio epitaffio, cerchiamo di avere abbastanza dignità da comportarci come cadaveri perbene
ROBERT M. PIRSIG
LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA
Senza togliere la mano dalla manopola sinistra vedo dal mio orologio che sono le otto e mezza. Il vento, anche a cento all’ora, è caldo umido. Chissà come sarà nel pomeriggio, se già alle otto e mezza c’è tanta afa.
YUKIO MISHIMA
LEZIONI SPIRITUALI PER GIOVANI SAMURAI
Generalmente si inizia a dedicarsi all’arte dopo aver vissuto. Ho l’impressione che a me sia accaduto il contrario, che io mi sia dedicato alla vita dopo aver iniziato la mia attività artistica.
Di norma comunque ci si dedica prima alla vita per poi volgersi all’arte.
SOREN KIERKEGAARD
AUT-AUT
Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te lo ripeto, anzi te lo grido: o questo o quello, aut-aut! L’importanza dell’argomento giustifica l’uso delle parole. Vi sono circostanze in cui sarebbe ridicolo e quasi pazzesco voler porre un aut-aut; ma vi sono persone la cui anima è troppo dissoluta per cogliere il significato di questo dilemma, alla cui personalità manca l’energia per poter dire con pathos: o questo o quello.
A me capita di farmi guidare da una frase, a volte, letta tra le pagine che scorro velocemente, in piedi, per cogliere l’anima di quello che è scritto.
Raramente mi lascio guidare dai consigli e dalle classifiche.
Se dovessi ricercare nel tempo l’autore che mi ha fatto amare la letteratura, la filosofia e la saggistica non posso non pensare ad Emilio Salgari.
I sogni che ha concorso a creare da ragazzo, le fantasie ed i voli sugli oceani guardando il soffitto della mia stanza a braccia conserte.
Più avanti, con la voglia di artigliare il mondo e con la curiosità per quello che incontriamo altri autori ed altri libri hanno concorso alla mia formazione.
Vi dirò solo di alcuni di loro. Gente forse dimenticata che a me ha fatto un gran bene.
Rispondendo all’ordine del compagno Italo alcune delle righe di questi autori.
Lascio il "compitino" ad Umader e WinstonSmith.Sono curioso!
HENRY MILLER
NEXUS
Abbaiare nella notte .Abbaiare,abbaiare. Urlo,ma nessuno risponde. Grido, ma non c’è neanche un’eco.
Solo, con l’eczema del cervello.
Finalmente solo. Che meraviglia! Soltanto che non è quel che aspettavo. Se almeno fossi solo con Dio.
E.M. CIORAN
SILLOGISMI DELL’AMAREZZA
(di questo alcuni )
Formati alla scuola dei velleitari, idolatri del frammento e delle stigmate,apparteniamo a un tempo clinico in cui contano solo i casi.
Ci interessiamo a quello che uno scrittore ha taciuto, a quello che avrebbe potuto dire, alle sue profondità mute. Se lascia un’opera, se si spiega, si è assicurato il nostro oblio.
Magia dell’artista irrealizzato -di un vinto che lascia perdere le sue delusioni, che non sa farle fruttare.
................................................
Chiunque, per distrazione o per incompetenza, fermi sia pure per poco l’umanità nella sua marcia, è un benefattore
...............................................
Su un globo che sta componendo il proprio epitaffio, cerchiamo di avere abbastanza dignità da comportarci come cadaveri perbene
ROBERT M. PIRSIG
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Senza togliere la mano dalla manopola sinistra vedo dal mio orologio che sono le otto e mezza. Il vento, anche a cento all’ora, è caldo umido. Chissà come sarà nel pomeriggio, se già alle otto e mezza c’è tanta afa.
YUKIO MISHIMA
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Generalmente si inizia a dedicarsi all’arte dopo aver vissuto. Ho l’impressione che a me sia accaduto il contrario, che io mi sia dedicato alla vita dopo aver iniziato la mia attività artistica.
Di norma comunque ci si dedica prima alla vita per poi volgersi all’arte.
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