lunedì 30 luglio 2007

Zoccole e welfare

Lo sfigato che ha combinato il casino con le squillo di lusso, in fondo, ha avuto una fortuna del diavolo.La cosa è accaduta in prossimità delle ferie estive. fosse accaduta in coincidenza del family day sarebbe stato l'evento mediatico del secolo.
Quello che mi colpisce è quella "cazzo" di ipocrisia moralista di questi supposti uomini legati ai valori. Con quelli loro legano noi tutti i giorni ed impediscono, ad esempio, che una civilissima legge che dia a tutti eguali diritti e doveri passi in parlamento equiparando coppie di fatto, etero e no,a chi si sposa in chiesa o di fronte al sindaco .Pazienza se loro si dilettano tra prostitute e transex (perchè l'altro non è che lo abbiamo dimenticato), ed intanto uno è libero di fottersene delle sorti della compagna con cui ha convissuto per 15 anni e la lascia morire di cancro senza fare nulla per lei. I giudici, in quel caso, hanno sentenziato che non possono fare nulla perchè, tra i due, non esisteva alcun contratto di assistenza.
Per non parlare della boria con cui parlano della guerra tra generazioni, con fare sarcastico e moralista, additando, loro che guadagnano palate di soldi e sono pieni di privilegi, un pò di gente che vive da anni alla catena di produzione e che magari lavora da quando ha 18 anni, come il massimo dell'egoismo.
Sono gli stessi compagnucci, e fanno parte dello stesso mondo moderato, che qualche giorno fa sfilavano, in 10, sotto i balconi dei sindacati e che non hanno detto una "cazzo" di parola contro quella "merda" di accordo sul welfare firmato in settimana.

La faccia da tolla che hanno beccato li rappresenta bene. E' troppo sperare di spazzarli dalla faccia della terra insieme a chi studia da avvocaticchio e sentenzia?

giovedì 26 luglio 2007

economia politica e pillole di marxismo


Sulla merce

Che cosa è la merce? la possiamo definire come un prodotto del lavoro umano.Le condizioni sociali che determinano la trasformazione del prodotto in merce sono rappresentate, storicamente, dai rapporti di produzione mercantili in cui lavori effettuati indipendentemente vengono scambiati.
Nel capitalismo la produzione mercantile diventa forma assoluta e dominante.I rapporti di mercato entrano a tal punto dentro il processo di produzione che ne rappresentano i rapporti generali e piu' frequenti della società.
la stessa forza-lavoro dell'uomo, in questo contesto, è merce.

Sul lavoro

In senso generale il lavoro umano è "definizione dello scopo e attività conforme ad esso".
In un'economia di tipo industriale organizzata in modo moderno ed efficiente il capitale instaura il suo dominio reale sulla società e sul lavoro.
In una organizzazione di tipo artigianale, il processo di produzione non è ancora perfettamente adeguato alla funzione che è propria del modello più avanzato (capitalista) che è quella di produrre plusvalore.
Il processo di trasformazione, sia della organizzazione che degli strumenti di produzione (trasformazione delle macchine, automazione dei processi di produzione,gerarchia del comando nell'impresa), consentono l'adeguamento alla funzione di creazione di plusvalore.
La prima forma di organizzazione del lavoro e' stata quella della cooperazione. nella manifattura (XVI, fine XVIII secolo) tale forma di organizzazione trova la sua forma classica.In questo processo di trasformazione,si attua la riduzione dell'artigiano ad operaio parziale in coerenza con la parcellizzazione delle attività dell'attivita' artigianale nelle sue differenti attivita' parziali.
In questa fase l'operaio complessivo della manifattura è il combinato di molti operai parziali.
L'organizzazione assume una forma piu' articolata e gerarchizzata.All'ultimo anello si intravede una nuova figura: quella dell'operaio senza abilità.

Nella fabbrica moderna c'è il salto di qualità definitivo.In questa trasformazione anche la divisione del lavoro ne esce trasformata.
Nasce l'operaio massa, combinato di produttività e appendice della macchina, sintesi della divaricazione definitiva tra mente e braccio.
In questo passaggio, la macchina vede trasferire in sè ogni sapere, abilità e virtuosità operaia.Il capitale vede un'ulteriore possibilità per accrescere e produrre ricchezza e per questo le assoggetta al processo di produzione.Questo fatto determina un processo di valorizzazione tutta interna al capitale, da cui la società è tendenzialmente esclusa.
Dal punto di vista economico, l'abbattimento dei tempi di produzione e l'enorme produttività acquisita determinano una divaricazione tra massa dei valori d'uso (che crescono in funzione della produttività) e diminuzione del valore di scambio (in funzione del minor tempo necessario per produrre).-continua-

Foto:MParavano-Tan Tan Marocco

la classe dirigente del futuro pd



Meravigliosa classe dirigente. hanno iniziato a far politica sui banchi di scuola.insieme si sono avviati verso la "carriera" iniziando a capire meglio il mondo guardandolo un pò da distante. una scuola di partito e qualche sezione della fgci. certo ci sono stati giorni un pò agitati e manifestazioni a cui bisognava andare come durante i 35 giorni di mirafiori. ma cosa volete che sia, come ha detto mister Chiamparino, mentre gli altri pensavano di cambiare il mondo lui, guardandoli da studente sul tram,pensava a come aiutarli in concreto.ha talmente capito tutto che per dargli un aiutino,nella sua città, gli aumenta i biglietti della metropolitana e del bus.

sono iniziati, crescendo, i giorni in cui "bisogna assumersi delle responsabilità" come dicevano, a quel tempo incompresi, sia la mamma che il papà.e adesso c'è l'amico Dini a ricordarglielo.bello nel suo vestito di lana pettinata e leggera con cravatta intonata ai calzini.faccia un pò austera, tipica di quelli che, invidia-invidia, pontificano sulle pensioni degli altri e si tengono stratta la propria.

e' con gente come lui che inizieranno la traghettata. gente meravigliosa.futura classe dirigente di questo nostro paese.una sorta di circo Barnum che ha sudato le proverbiali sette camicie per affermarsi. faceva tanta fatica il ruta a gridare nel megafono in quei giorni fantastici in cui donzelle alla giuliana masi lasciavano a lui il testimone per battaglie di spessore sui diritti civili.

e adesso che sono lì cosa gli capita?dover essere sputtanati permettendo ad un magistrato di acquisire una serie di telefonate un pò cosi'.certo, di per sé non sono reati le conversazioni,lo dicevano anche quando toccava al berlusca essere messo nel mezzo.avevano fiuto i ragazzi.sarà per questo che la faccenda riguarda loro e, trasversalmente, qualche loro amico del centro destra.

l'amico uolter per un pò ha provato a distrarre la platea con quella roba di torino.uolter, proprio lui, uomo credibile e tutto di un pezzo.uno che quando dice una roba puoi stare sicuro.come la storia dell'Africa.è durata poco la distrazione.quella rompicoglioni è lì, e pretende.

un aiutino adesso lo darà l'amico silvio e qualche franco tiratore e vedrete che se la sfangheranno e tutti rimarremo con una domanda senza risposta"ma non eravate quelli che, un giorno, dicevano che la moglie di Cesare doveva e blà, blà. blà e che da un'altra parte solo perchè non aveva pagato i contributi alla colf un ministro si era dimesso ?

la domanda è: ma almeno i contributi alla colf li avete pagati?"

Foto: MParavano- uipil Guatemala

martedì 24 luglio 2007

Meraviglioso mercato



"Ogni individuo ha diritto al lavoro, a una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana...." Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, 1948

"Possediamo il 50% della ricchezza mondiale, ma solo il 6,3% della sua popolazione.In questa situazione, il nostro vero lavoro nel periodo a venire è di escogitare uno schema di relazioni che ci permetta di mantenere questa posizione di disparità. Per farlo, dobbiamo abbandonare ogni sentimentalismo...dovremmo smetterla di pensare ai diritti umani, all'innalzamento del tenore di vita e alla democratizzazione" George Kennan, stratega della guerra fredda, 1948

Pillole di economia globale
Haiti
Si stima in 20.000 le persone che lavorano alla catena di montaggio impegnate nella produzione di palle da baseball, tessuti giocattoli etc.
nel 1996 1/3 di queste producevano pigiami di topolino e di pocahontas e venivano retribuiti con 8 centesimi di pound l'ora.
E' cambiata la situazione da allora?

Napoleone disse "C'è una sola cosa che conta a questo mondo, ed è continuare ad accumulare sempre più soldi e sempre più potere.Tutto il resto è privo di significato"

Per rafforzare lo spirito dei futuri manager delle multinazionali, il generale Norman Schwarzkopf offriva i suoi servigi di consulente con "discorsi motivanti" ai Master mondiali di business con compensi di centomila dollari l'ora secondo il suo promoter.

"Muovo una montagna di soldi pesanti.uso anche le pistole.Gli incapaci che insistono a volermi fare fesso sanno bene contro chi si stanno mettendo.Il comune capisce quello che dico. O almeno spero che lo capiscano." Al capone, gangster

Piu' della metà "del libero commercio" mondiale non avviene tra nazioni, ma prende la forma di transazioni all'interno di 180 corporation multinazionali....Le vendite annuali delle prime otto società superano il prodotto interno lordo dei cinquanta paesi che ospitano oltre la metà della popolazione mondiale.

Fonti:
John Pilger-Agende nascoste- vedi bibliografia citata dall'autore.
Foto
Mario Paravano-Guatemala santa Maria De Jesus

lunedì 23 luglio 2007

economia politica e feticismo


Come tutte le scienze sociali, anche l'economia politica ha un carattere storico. questo significa che essa pone al centro della propria analisi un oggetto storicamente determinato (e che si sviluppa in modo dinamico).le categorie e le leggi sulle quali essa si basa, non hanno un carattere universale, valido per tutte le epoche storiche e per tutti i modi di produzione.nelle analisi dell'economia politica si esprime il movimento di un ben determinato tipo di rapporti di produzione, corrispondente ad un altro determinato sviluppo delle forze produttive sociali.
se questo è vero e se in essa si evidenzia lo studio della natura e dello sviluppo dei rapporti di produzione delle diverse formazioni sociali e, quindi, delle diverse classi, l'economia politica ha un carattere di classe ed in quanto tale esprime il punto di vista della borghesia e delle sue frazioni, mentre la critica marxista rappresenterà il punto di vista degli interessi del proletariato.non è un oggetto neutro la scienza dell'economia politica .gli economisti "borghesi" tendono a descrivere le categorie economiche (merce, denaro, valore..) come categorie naturali della produzione.una volta date, queste , immodificabili. ad esempio,in questo modo, si puo' sostenere che il lavoro, in quanto elemento comune a tutte le epoche storiche, ha nell'economia capitalista la stessa natura e le stesse caratteristiche del lavoro nel periodo schiavistico. questo punto di vista assume le categorie economiche come qualcosa di fuori e al di sopra della storia.al contrario, la critica marxista, scopre dietro il lavoro salariato, tipico della società capitalista, lo sfruttamento della classe operaia e ciò che distingue l'attuale modo di produzione da quelli precedenti.
nella società produttrice di merci, i rapporti tra produttori, invece che apparire come rapporti tra uomini (sociali) appaiono come dominazione delle cose sugli uomini.
tale situazione assomiglia all'idolatria, poiché per il capitalismo le merci occupano il posto che gli idoli hanno nella religione, Marx chiamò il riflesso distorto delle merci nei concetti degli uomini il feticismo.
se l'economia politica borghese dissimula i rapporti sociali, i rapporti tra produttori, travestendoli in rapporti tra cose, con l'obiettivo celare l'essenza del capitalismo (sfruttamento) l'economia politica marxista ha come obiettivo quello di " mettere in evidenza i rapporti tra gli uomini e non tra merci e cose" , con tutte le conseguenze che questi rapporti determinano.
Foto: MParavano-Giordania -messa a punto prima del grande viaggio

domenica 22 luglio 2007

Con il sangue agli occhi


Marco Revelli, sociologo, parla degli operai in una intervista.
Qualche frase che ho preso:
"Legga i vari Giavazzi. Il mondo si rovescia :i privilegiati, il Barnum mediatico che dicono, a chi prende mille euro, si alza all'alba, sta alla catena, che è lui a essere privilegiato.C'è un racconto pubblico su di loro che è osceno.Allora è ovvio che a Mirafiori siano liquefatti o con il sangue agli occhi"

"Che c'entra uno che parla inglese , viaggia in rete e in aereo con l'operaio? Che c'entra uno che si diverte a lavorare con uno che considera il lavoro una maledizione? Che c'entra uno che decide con uno che è spettatore?"

Gia' che c'entra e perchè parlano per loro?
Che c'entra un parlamento che rappresenta tutti i soggetti (imprenditori, liberi professionisti, professionisti della politica e sindacalisti, giornalisti e notai passando per magistrati ed avvocati) meno che la gran massa delle persone e delle classi sociali prevalenti in questo paese?

Perchè dobbiamo alimentare questa presa per il culo?

Foto:MParavano Edgard a Livingstone in attesa che lo seguissi per giocare a pallone (e mentre rolla una canna)

sabato 21 luglio 2007

Lavoro produttivo in Marx

"Lavoro produttivo, nel senso della produzione capitalistica,è il lavoro salariato che, nello scambio con la parte variabile del capitale (la parte del capitale spesa in salario),non solo riproduce questa parte del capitale(o il valore della propria capacità lavorativa),ma oltre a ciò produce plusvalore per il capitalista"

Inquadrato nelle categorie dell'economia politica, il lavoro produttivo è una categoria storica, legata ad un determinato modo di produzione.
Se confondiamo il processo di valorizzazione, proprio del modo di produzione capitalistico, con il processo di lavoro, con il rapporto uomo-natura, otteniamo una definizione di lavoro produttivo del tutto astratta, in quanto non riferita ad una determinata società.

Nel Capitale Marx definisce la differenza tra lavoro inteso come servizio e lavoro produttivo

"Questo fatto, che cioè con lo sviluppo della produzione capitalista tutti i servizi si trasformino in lavoro salariato e tutti coloro che li eseguono in lavoratori salariati, avendo questo carattere in comune con il lavoratore produttivo, induce a confondere i due termini tanto più in quanto è un fenomeno che caratterizza la produzione capitalista e ne è generato, ...........sorvolando bellamente sulla sua differenza specifica e di tale lavoratore produttivo e della produzione capitalista come produzione di plusvalore, come processo di autovalorizzazione del capitale, di cui il lavoro vivo non è che un agente.Un soldato è un salariato, e infatti riceve un soldo, ma non per questo è un lavoratore produttivo"

I sostenitori della produttivita' del lavoro nei servizi poichè muovono dalla constatazione che il servizio è assolutamente indispensabile alla produzione capitalista, cadono nell'errore di confondere i rapporti capitalistici con quelli naturali.
e' improduttivo quel lavoro che non si scambia con il capitale, bensi' direttamente con reddito.

"Il lavoratore improduttivo produce per lui un semplice valore d'uso, non una merce, produce un valore d'uso immaginario o reale" (Marx-teoria del plusvalore vol.1 pag.279)

in queste definizioni c'è buona partte della "cultura politica della centralità della classe operaia" nei processi rivoluzionari degli assetti sociali.
E' oggi centrale la classe operaia?
Per rispondere si basterebbe allargare l'orizzonte ed analizzare i processi produttivi ed il modo in cui si organizzano a livello internazionale.
Detto questo è necessario osservare i processi sociali in modo dinamico, al di là di una gerarchia di classe tra soggetti e classi. In questo i lavoratori dei servizi, i precari sono naturali alleati e costituiscono una naturale continuazione di quello che la classe operaia ha rappresentato nella "filosofia" marxista.

"il lavoro produttivo, in quanto produttore di valore, sta sempre di fronte al capitale come lavoro di operai individuali, quali che siano le combinazioni sociali in cui essi entrano nel processo produttivo.mentre quindi il capitale si contrappone agli operai come forza produttiva sociale del lavoro, il lavoro produttivo si contrappone sempre al capitale come lavoro di operai individuali" Marx-teorie del plusvalore

In Marx manca la definizione di lavoro indirettamente produttivo, puo' questo essere sufficiente per non farci pensare che, oggi, la definizione di lavoro produttivo non si allarghi a tutta la societa' nel suo insieme?

giovedì 19 luglio 2007

Kilombo, u messaggiu pi i mii eletturi

Cari elettori, care elettrici.

Siamo al terzo giorno di questa nuova avventura e vi volevo ringraziare.Ringraziare di cuore per la opportunita' che, meschini, mi avete dato e vi ricordo la parte del mio programma per cui mi avete onorato del vostro caro e straordinario consenso, parafrasando il sommo poeta satirico :" pilu per tutti, masculi e fimmine, ragazzi e rigazze, cervello e cervelletto per gatti, trippa pe pochi" .
Per festeggiare adeguatamnte e con commozione profonda questa avventura meravigliosa oltre la quale si intravedono colonne d'ercole e paesaggi splendenti vi invito al mio rave party che prossimamente si terrà dal mio amico flavio presso il bilionere (minchia ma così si scrive?).

vi vorrei ricordare che, molto recentemente, una lettera avete ricevuto, sappiate che io me medesimo ero minoranza, due erano assenti(di cui uno scioperante)e tre votarono contro a mia(minchia!).

a presto o vostro e devotissimo picciotto
Mario

mercoledì 18 luglio 2007

La censura e le regole di xxxxxx

Io direi che vale la pena, vista l'aria che tira, sentire cosa disse all'epoca uno che si intende di queste cose.
All'epoca eravamo tutti (?) lì ad applaudire e a fare girotondi.
Adesso che siamo cresciuti e "governiamo" è un'altra storia.
Aspettiamo di tornare all'opposizione per essere liberi di scrivere quello che vogliamo?


lunedì 16 luglio 2007

due lettere dal segretario dei giovani coraggiosi

Circolo culturale Giovani coraggiosi a favore del manifesto dei coraggiosi -

Questo il testo di un pessimo articolo che ho letto sulla Repubblica

Le signore bene, da noi, le comprano piene di accessori, senza neanche guardare troppo il prezzo (sono utilitarie). Ma nell'Europa dell'Est, dove vengono fabbricate, gli operai ricevono stipendi da fame. Ossia 380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500, 270 per gli slovacchi che assembrano Toyota Aygò, Peugeot 107, Citroen C1 o la nuova Renault Twingo, appena 166 euro per gli ungheresi che fanno nascere la Opel Agila e la Suzuki Splash e - se possibile - ancora meno (appena 100 euro) per i brasiliani che fabbricano la Volkswagen Fox. Ma questo è un altro discorso.

In Europa, invece, il basso salario degli operai che fabbricano Fiat 500, Toyota Aygò e soci è stato alla base di tutta la strategia di lancio di queste vetture che non a caso vengono fabbricate solo in quei paesi e poi distribuite in mezzo mondo.

Certo, il concetto di "stipendi da fame" è relativo: non è che Fiat, Opel e tutti gli altri colossi industriali europei sfruttino gli operai. Questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi. Anzi: le cifre che riportiamo in questa inchiesta rappresentano solo la base del salario (che poi cresce un po' con gli straordinari e con il lavoro notturno), ma come ci ha raccontato un sindacalista di un paese dell'Est che preferisce rimanere nell'anonimato, "le nostre fabbriche non sono in Cina, fuori dal mondo. Noi siamo collegati a Internet, vediamo i vostri programmi televisivi e in mezza giornata di macchina possiamo arrivare nei paesi europei più ricchi. Ma con i nostri salari siamo tagliati fuori da tutto. E questo condurrà inevitabilmente a forti tensioni sociali".

Tensioni che portano - come già successo in molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli operai. Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto compatti. Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.

Insomma, un cinese che lavora nella fabbrica della Apple e che per l'equivalente di 40 euro al mese fabbrica gli iPod alla fine sta meglio di un polacco che lavora alla linea di montaggio della Fiat 500 o di uno Slovacco che fa i turni alla fabbrica Toyota-Peugeot-Citroen: per il cinese non ci sono possibili confronti di salari con Paesi confinanti. Il suo stipendio ha un solo raffronto: quello con i suoi cittadini.

Ma c'è dell'altro: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi dell'Est, invece, le modernissime city car sono regolarmente a listino, anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai. I calcoli sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di lavoro di un operaio che la costruisce, quello di una Toyota Aygò a più di tre e via via per le altre.
(16 luglio 2007)
Vincenzo Borgomeo
Lettera indirizzata agli ambasciatori di Polonia e paesi dell'est più Cina
Si aggira nei paesi dell'Est uno spettro terribile.I sindacati chiedono di raddoppiare lo stipendio di quelli che producono le macchine che oggi vanno tanto di moda.
Questi si devono essere persi le ultime nostre vicende e dimostrano di non aver capito niente.
Così facendo si assumono una terribile responsabilità, rischiano di impedire il rinnovamento della società italiana.Quella società troppo legata a rendite di posizione e a garantire pensioni e salari che non ci possiamo permettere.Una società che ha bisogno di rinnovarsi e di innovare.Che vede, purtroppo, i figli sfruttati dai padri.E' già stato necessario delegare ad altri la cucitura dei nostri palloni di calcio per ovvi motivi di compatibilità economica.Abbiamo dovuto, con rammarico, terziarizzare e delocalizzare qualche industria che inquina in quanto non ci possiamo permettere che ci vengano a chiedere i danni i parenti di tutti quelli che crepano, dicono, a causa del cancro. Tra un pò toccherà anche ai call center, perchè non hanno capito che anche in Romania ed Albania riescono a parlare un discreto italiano, costano poco e non rompono tanto le palle.
Per questo motivo, ora, al popolo italiano è richiesto uno scatto d'orgoglio.Un colpo di reni che consenta di trasmettere anche fuori dai nostri confini un messaggio chiaro e privo di ogni retorica:
Fermatevi finchè siete in tempo! Non fate come noi, non riducete tutto ad una questione banale e di poco conto come è quella del reddito e della ricchezza. Rischiate di tornare ai fantasmi del passato e per ex comunisti come voi questo è un rischio.
Non esistono più figure e categorie ottocentesche come padroni e proletari, classi sociali e sfruttati.
Fidatevi, stiamo lavorando per portare il tutto nel suo naturale corso.
Non sentirete più parlare delle differenze tra noi e voi per quanto riguarda stipendi e pensioni.dateci solo un pò di tempo. E NON ROMPETE ER CAZZO!

Firmato
i giovani aderenti al maniNfesto dei coraggiosi
Valpier segretario particolare.

La questione cattolica negli usa

Gentile dott. Bush,
apprendo con rammarico la nuova richiesta di (600 milioni di dollari-stì cazzi!!) giunta nelle sacre stanze di sua santità.
Le esprimo il mio disagio e le ricordo che così siamo arrivati a quota 1miliardo e 600 milioni (stì-ricazzi!!).
Si stanno vendendo le chiese e quanto è necessario per pagare la colpa di qualche fratello accusato, a ragione?, di qualche abuso su qualche giovincello che si ostinava ad andare in giro con jeans attillati ed il pancino scoperto.
Come lei comprende (?) c'è un limite a tutto!
Non possiamo che esprimerle il nostro disagio in un momento nel quale le nostre forze dovrebbero essere unite contro il musulmano invasore.
A questo si aggiunge una questione pratica:
A GEORGE, CHI CAZZO TE LE BENEDICE LE BANDIERE DEI MARINES PER ANDARE A ROMPERE IL CULO A QUEI MAROCCHINI DI MERDA, SE CI INGABBI TUTTI LI PRETI????!!!
Firmato
i giovani aderenti al meLOMENOInifesto dei coraggiosi
Valpier
segretario (molto) particolare