lunedì 24 dicembre 2007

RADIO VENCEREMOS, 10 AÑOS TOMANDO EL CIELO

Ricordi

mercoledì 19 dicembre 2007

Sospensione blog...per un tot

Per un pò sospendiamo il blog.
Come mai? Diciamo che mi sono rotto un pò le palle ed è ora di dedicarsi ad altro.In primo luogo mio figlio. Ha tredici anni ed è complicato stargli vicino. Non ci capisco un cazzo, e la cosa mi ha messo maledettamente in crisi.
Dicono che bisogna stare vicino ai figli. Ricordo mio padre e le sue assenze, siamo cresciuti lo stesso. La differenza la faceva quello che ci circondava.

Noto la sua noia. La sua non voglia di studiare.Su questo quello che mi fa incazzare è l'assenza totale di curiosità.
Forse sono troppo opprimente (che guaio!), spero in un interesse per quello che lo circonda .Mi dice che lui pensa alla sua vita come ad una giornata che deve passare.Non se la vuole complicare e mi spiega che bisogna farsi furbi.
Sono disarmato ed incazzato. Guardo come studia, i suoi libri e la qualità dei suoi insegnanti.Gente scoglionata e senza passione. Cosa c'entra la passione con lo stipendio signori miei?

I suoi libri.Un incentivo al fancazzismo.Oggi sono pieni di riassunti e di riassunti del riassunto.Domande chiuse o aperte il minimo indispensabile. Con due righe per dare una risposta.
L'ho beccato mentre provava a rispondere ad una domanda su un testo in inglese. Gli ho detto di leggere il testo, prendere il vocabolario per la traduzione e la grammatica per capire la costruzione delle frasi. Mi ha guardato come un marziano. Mi ha detto" il professore ha detto di rispondere ad una domanda, questa. perchè devo leggere tutto il testo? cerco solo quello che mi interessa.Facciamo tutti così" "E il tuo professore cosa dice?" "Lui neanche li guarda i compiti".
Intorno il nulla.

domenica 16 dicembre 2007

sabato 15 dicembre 2007

I bambini ed il sesso

Bilancione


C'è una specie di guerrigliera del web che, al sicuro della sua pensioncina futura da ex parlamentare, si diverte a fare un po' di macelleria mettendo in giro post con foto di compagne e con lo spirito tipico di quelli un po' bevuti li mette sulla home page di questo splendido universo che è Kilombo.Ora siccome sono rimasto solo, qui,ed uso questa roba solo in casi eccezionali e non mi piace una vigliacca che spara cazzotti a vanvera perché non ha altro da fare, la trattiamo uguale per par condicio.
Fa il bilancio della sua non esistenza, la tizia, ed in più si riscopre perseguitata da un sacco di gente. Poraccia.Sarà.Magari un po' di responsabilità l'avra' anche lei.

Noi per solidarietà alla compagna trattata in quel modo ci limitiamo a mettere una foto segnaletica somigliante alla tipa, sia mai la doveste incontrare saprete che è proprio lei.

p.s.
Attenti ai provocatori, quelli che trattano la morte degli altri esteticamente perchè loro le mani non se le sporcheranno mai.Fanno un mestiere di merda e lo stato li paga anche per quello.Come lo fece un tale che si fece chiamare padre mitra e che sembrava un rivoluzionario che più rivoluzionario non si può.

venerdì 14 dicembre 2007

Ferrero, i camionisti, gli operai e le massaie

Questa mattina mi sono stropicciato gli occhi leggendo questo titolo sulla Stampa:Ferrero:operai, fate come i camionisti.
Il suo pensiero è questo: Tornare in piazza.Farci sentire perchè se manteniamo la questione sul piano politico la sinistra da sola non riesce a spuntarla...
Tutto perfetto tranne quando a domanda sul comportamento di Turigliatto, che voterà no sul welfare, afferma: In queste condizioni il voto di sfiducia è solo propaganda....

Mi sorge spontanea una domanda per il compagno di governo ferrero: perchè gli operai, e più in generale quanti vivono quella condizione, dovrebbero fidarsi di uno che in sostanza dice "fate casino che poi ci pensiamo noi"? Tenuto conto dei risultati che questo atteggiamento, meschino, produce nella realtà? ne hanno guadagnato qualcosa i No Tav o i compagni di Vicenza?
E poi, quale paletto "istituzionale" e di "compatibilità", con la presenza del partito nelle istituzioni, pone il compagno Ferrero?

Se si rovescia qualche cassonetto e si bloccano un pò di strade cosa succede? Ci pensa sempre lui a dare copertura e giustificazione a quel movimento? Molto semplicemente penso che gli operai e gli sfruttati in genere devono trovare altre forme di rappresentanza ed altri soggetti che li rappresentino. Soggetti che sappiano declinare le forme di lotta con le proposte e le richieste assumedosi la responsabilità di stare su quelle barricate, non guardando lo spettacolo in TV. Abbiamo già sperimentato la politica dei figli della "borghesia" rivoluzionari a parole ma piagnoni di fronte al primo sbirro e dentro una cella al freddo.E' costata morti, delatori e tanta galera.

Certo mi sarei aspettato un atteggiamento diverso, trasversale. la capacità di dire: compagni c'è gente che blocca strade perchè pone questioni legate al salario, allo sfruttamento ed alla sicurezza. Raggiungiamoli, portiamo viveri, usciamo dalle fabbriche e dai call center e costruiamo un movimento che cambi lo stato di cose presente.

Invece abbiamo visto gente che ha continuato a provocare, parlando di fermezza e di rispetto delle regole.Tra questi un ingegnere professore tal Bianchi che, a dispetto dei comportamenti reali, non vuole rinunciare alla falce e martello.
Parolai, questo è il termine esatto.Parolai, servitori di un signore che garantisce compatibilità a settori della borghesia molto facilmente identificabili.

Brutta fine per gente che voleva rifondare il comunismo. Finire a fare i portaborse di uno che tutela interessi borghesi forti contro un altro che, nella stessa famiglia, ha qualcun altro da accontentare.Soldatini di guerre tra bande "borghesi".

Cosa c'entrano in tutto questo le massaie? Nulla, se non per un consiglio. Hanno aumentato i prezzi speculando sul fermo dei Tir? Provate a ridurre di metà la spesa per un paio di giorni, fate in modo che le scorte si accumulino di nuovo nei magazzini e che non vendano nella quantità sperata, Andate di fronte alle varie coop con casseruole e mestoli e costringeteli ad abbassare i prezzi. Aggregatevi in gruppi di acquisto e negoziate per 1.000 di voi e non per una.Scommettete che vincerete una battaglia?

Quiz

Traggo dal libro di Piergiorgio Odifreddi (il matematico impertinente) questo "interessante" paradosso:

"...andirivieni per i livelli di qualche sistema gerarchico, alla fine dei quali possiamo anche inaspettatamente ritrovarci al punto di partenza"

Se così fosse potremmo anche guardare alla "nostra" vita come ad un tentativo di sovvertire delle cose che in realtà riconducono sempre al loro punto di partenza. L'impotenza, reale, nella constatazione della indistruttibilità della struttura.

Provate a leggere questa frase:
" Per i romani sopportò troppo, sin a morire"
Ora, tra quelle lettere dovete cambiare posto ad una ed una sola, e dovrete leggere in ordine inverso la stessa. Ragionando un pò fuori dagli schemi, vi accorgerete che non avete cambiato nulla e che la frase è rimasta intatta nel suo significato.

Quindi, se non si rimescola nella sua integrità la struttura della frase come possiamo ambire a darle un altro significato?

giovedì 13 dicembre 2007

A pugno chiuso



I quattro operai sono stati sepolti.Siamo tornati tutti a casa.L'immagine terribile di questi giorni è quella di un padre davanti ad una bara vuota nell'obitorio.Non hanno potuto esporre quello che rimaneva di suo figlio.

Ci siamo asciugati le lacrime, stretto il pugno salutando i nostri fratelli.Ascoltato le parole di quelli intorno raccontare cosa è la vita in fabbrica. Non solo quella. Cosa è la vita tutti i giorni.Un tempo qualche casa del popolo o sezione di partito avrebbe accolto quelle persone.Oggi non c'è nulla dentro cui sedimentare la tua rabbia, raccogliere le energie e provare a cambiare quello che tutti i giorni ti attraversa velocemente l'orizzonte.

Quei morti ci ricordano come vivere.Con un pò di dignità e con la testa alta.Provando a cercare tempo per noi, i nostri figli ed i nostri amici.Rallentando il passo.
Rimangono questioni aperte. Lo sono da sempre e mai riusciremo a chiuderle.Ci proveremo, se non altro passando il testimone a qualcun altro. Per fare questo è necessario un lavoro duro, però anche in quello la consapevolezza di sapere che è un modo per dare un senso ai nostri giorni.Un pò come per i pionieri che sapevano solo di avere strada davanti.

mercoledì 12 dicembre 2007

L'arte del negoziato