venerdì 4 luglio 2008

Kilombomeloregolombopercomemidispongo

La vicenda che riguarda l'emendamento della carta di Kilombo merita un post.
Questa vicenda ha origine in una gestione, dell'aggregatore, da parte della redazione a dir poco dilettantesca.
Di fronte ad una guerra di inusitata violenza tra due blogger, i nostri solerti redattori si sono inventati la sospensione. Quella roba che funziona a scuola o sul luogo del lavoro e che ha, come obiettivo, la funzione di farti meditare sulle malefatte ed i danni prodotti, con il tuo comportamento ed i tuoi atti,alla comunità.
Se non che questa "roba" nella sacra carta di Kilombo non esiste.
Esiste la sospensione del post (dopo aver avvertito l'autore).Da cui la guerra poteva essere circoscritta sospendendo i post.
Esiste lo spostamento di un post nella zona franca: "in tutti gli altri casi, decidendo a maggioranza dei due terzi, la redazione è legittimata a spostare i meta-post che si prestino a una interpretazione conflittuale con lo spirito e le finalità di Kilombo in una categoria dedicata, denominata “zona franca”, identificata da un colore distintivo. Tali meta post rimarranno visibili sulla home page seguendo la naturale rotazione degli altri meta-post al fine di permettere e stimolare l‘eventuale dibattito e la presa di posizione del collettivo che potrà stigmatizzarli o sostenerli."

Ecco ci si richiama, qui, in modo inequivocabile al collettivo.
Questo perché lo spirito"dei padri che idearono" ed emendarono la carta era quello di coinvolgere le persone su decisioni che, per la loro natura, potevano essere anche drastiche.In questo, criticabile o meno, la speranza che (pur nelle differenze e relative risse parolaie)in ogni caso fosse una sorta di "coscienza collettiva" a prendere le decisioni del caso.
Questo cosa significa? Significa che l'emendamento a cui, in modo solerte, si lavora è inutile in quanto basterebbe applicare le norme che già esistono e, cosa più importante, è contro lo spirito dei "papà" e delle "mamme" di Kilombo.

Si dirà, ma anche i papà e le mamme cambiano opinioni. In effetti è vero, quando si invecchia si ha una certa propensione all'intolleranza ma, noi, dovremmo sempre separare le idee ed il loro spirito dai corpi che le hanno prodotte.
Non fosse così, se legislatori, avremmo opinioni e faremmo leggi solo in funzione di ciò che ci riguarda e di quelle che sono le nostre esperienze.Dimenticandoci di dell'equilibrio da avere quando si tratta di tutelare gli interessi di una comunità.

Ora, io capisco bene che lo spirito di qualcuno sia quello di mettere fine ad una polemica che ci ha sfiniti.Lo capisco e lo apprezzo.
Però è utile che ci si preoccupi di mandare avanti la "baracca" già con quello che abbiamo.la soluzione pensata è peggiore del male.Aumenterebbe il conflitto e basta.E' opinabile ed ha margini di discrezione che non sono accettabili.E' frutto di una logica elitaria.

Chiudo con una buona notizia, sono contento di rivedere in home page un post di Dacia (una delle due sospese).Mi attendo che si faccia la stessa cosa con Cloro (ammesso che voglia).Così come mi aspetto che,pur sospeso dalle sue funzioni di redattore (altra invenzione perché non prevista),si dia modo a Spb di postare e di potersi difendere da ciò di cui è accusato.Una procedura diversa è palesemente fuori dalle regole.E noi siamo quelli che le regole le amiamo, al contrario spiegatemi perché Berlusconi è un pirla di antidemocratico.

giovedì 3 luglio 2008

Kilombespulsombo



Spq mi sta sulle balle ed ha lo stesso effetto,con molti dei suoi post, che mi farebbe un piumino d'oca indossato nel deserto cileno (qui e qui.)
Però chi pontifica di regole e di gente che abusa del suo potere in redazione, dovrebbe anche spiegarci un paio di cose:
1- ritiene accettabile che si sospendano delle persone, sulla base di un pregiudizio,inventando una procedura ed una regola che dovrebbe quanto meno essere messa in discussione e votata?
2- come giudicare una mail che ci informa della prossima votazione sull'espulsione di Spq con argomenti che, di fatto, sanciscono un giudizio di parte? La redazione deve (dovrebbe) limitarsi ad informare del quando e su quale questione.Aprendo uno spazio, al limite, di discussione sull'argomento. Se si scrivono cose del tipo "Inoltre desideriamo informare il collettivo che il blogger in questione, vista la gravità del fatto che ha commesso..." la stessa redazione si assume un ruolo improrpio e questo non ci rassicura affatto per il futuro.
3- e' accettabile che questioni tipo "adesione" a manifestazioni politiche non debbano essere poste al nostro giudizio, lasciandole nelle mani di 6 persone?
4- Spq, oltre che dalla funzione di redattore,è stato sospeso "dalla comunità" e quindi non può postare? Se si, in base a quale criterio e giudizio e questo non pregiudica il suo diritto a difendersi?

Vorrei poi chiudere con una nota:
credo che Kilombo si dia troppa importanza, o almeno alcuni dei suoi componenti.Non ha un'identità.E' semplicemente una vetrina e nella maggior parte dei casi manca del coraggio per,semplicemente, manifestare una adesione di principio a cause giuste solo perché qualcuno è interessato solo a fare a cazzotti.
Però lo vogliamo sovraccaricare di significato.E qualcuno ha tempo per fare lo 007 su questioni che valgono niente.E' diventato un asilo mariuccia ad una stella.
Ci vorrebbe un buon psicanalista e molta onestà intellettuale e morale.
Io avrei una proposta semplice. Tutte quelle che sono persone o compagni che sono stati coinvolti nelle vicende che ci hanno portato a questo punto facciano due cose:
a- non si presentino alle elezioni redazionali almeno per 1 anno
b- se hanno qualcosa da regolare lo facciano in un forum dedicato e non scassino più la minchia.

P.S.
Io voterò contro l'espulsione.Ci sarà pur il diritto di mandarsi a quel paese, o no?

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mercoledì 2 luglio 2008

Tremonti e la sua logica da ragiunat

"Tutti quei soldi sono andati a finanziare il sociale, altrimenti avremmo dovuto ridurlo"
Questo è un estratto di ciò che ha dichiarato Tremonti a proposito della tassa su banche, assicurazioni e petrolieri.
In più ha affermato che è vietato scaricare sui consumatori questo aggravio di costo, in quanto quei settori possono ben sopportarlo.
Facciamo una doverosa premessa, maggiori tasse per chi ha di più non ci impressionano per nulla. Anzi.
Noi preferiremmo veder tassati patrimoni personali ed asset patrimoniali.Oltre che una incisiva lotta alla evasione fiscale.
Le questioni che pongono le dichiarazioni del "compagno Tremonti" sono le seguenti:
a- come fa a controllare che i maggiori costi non vengano ribaltati sui prezzi?
b- come fa a dichiarare una cosa del genere ( e dove è la coerenza dell'affermazione) quando il suo governo, per la categoria dei trasportatori, ha stabilito un automatismo tra aumenti del prezzo del petrolio e prezzi del servizio.In sostanza più costa la materia prima più costa il servizio erogato.E secondo lui su chi si ribalteranno questi maggiori oneri? E' poi sicuro che il beneficio non vada solo alle grandi aziende lasciando nella "merda" i padroncini che sono la realtà di quel settore? Per rispondere bisognerebbe sapere come funzionano i meccanismi retributivi della filiera, ma lui questo lo ignora.
c- se pensa che il controllo è possibile, ne dobbiamo dedurre che una gestione "calmierata" di quello che è l'aumento generalizzato dei prezzi ha una sua logica politica e, quindi, si potrebbe fare?
d- perché dice che quei soldi servono a finanziare la spesa sociale?La dizione corretta probabilmente è "servono a coprire un buco per servizi che già diamo e quei soldi non aggiungono nulla e, quindi, non migliorano di un millimetro la condizione delle classi più disagiate"
e- sono i prezzi che rincorrono i salari (cosa che non avviene) o dovrebbe essere il contrario?
f- al di la' dei tecnicismi, che vengono utilizzati in funzione delle "mode", qual'è l'idea di società che ha il compagno Tremonti? Quella delle pezze o quella da riorganizzare strategicamente?

In buona sostanza, sommessamente osserviamo, abbiamo un problema di redistribuzione del reddito e della ricchezza oltre che di un modello di sviluppo che deve cambiare.Solo che quelle ricette e quelle soluzioni non risolvono nulla.

martedì 1 luglio 2008

Morti ammazzati



In Brasile dal 1996 al 2006 ci sono stati 465.000 morti per fatti di sangue. Nel solo 2006 17.312 persone di età compresa tra 14 e 25 anni sono state uccise, erano 13.186 nel 1996.
Pur in una situazione che mostra, dal 2004, una inversione sui grandi numeri il dato sugli omicidi che riguardano la popolazione giovane evidenzia un trend allarmante.Su questa fascia di popolazione l'aumento medio registrato è superiore alla percentuale di crescita della popolazione.
Negli USA gli omicidi nel 2005 sono stati 16.692.Anche qui, rispetto alla 1a metà degli anni 90, c'è una riduzione di questa tipologia di eventi.

Se ci si sposta in Sudafrica si può osservare come, questa società, non abbia fatto alcun tipo di progresso.Il tasso di morti violente su 100.000 abitanti è tra i più alti nel mondo (30 su 100.000), con zone in cui il dato medio è il doppio di quello nazionale e non risultano inversioni di tendenza.


Un film brasiliano, uscito di recente, illustra le gesta di un corpo speciale chiamato BoPa. Lì potrete osservare come si tortura, si uccide senza processo e si combatte una guerra non dichiarata.
Nella città di San Paolo, un paio di anni fa, la malavita locale dichiarò guerra alla polizia. Tra poliziotti e delinquenti morirono circa 500 persone nel giro di qualche mese.

Nel suo ultimo libro, intitolato Mac Mafia, Misha Glenny fa un viaggio in quello che lui definisce il nuovo crimine organizzato globale.La ricostruzione del puzzle che definisce i contorni di ciò che si muove e fa sistema in questo mondo lascia allibiti e con poche speranze.
Nuove oligarchie economiche e politiche si sono formate (ad esempio)nei paesi dell'Est, alla caduta del comunismo, imponendo un modo di far soldi al di fuori delle regole codificate e senza tanti scrupoli nei confronti delle leggi locali.

Mentre si combattevano guerre etniche le mafie nazionali (dei paesi in conflitto) concludevano accordi per sfruttare al meglio le opportunità date da un mercato strozzato da sanzioni internazionali, e con una società disposta a qualsiasi cosa per sopravvivere.
Nel momento in cui intere strutture produttive venivano gettate al macero, in quanto non competitive sul mercato globale, si sviluppavano società di servizi di sicurezza con al capo ex generali ed ex agenti dei servizi segreti che, oltre che prestare i propri servigi, disegnavano le regole all'interno delle quali il "libero" mercato si sarebbe dovuto sviluppare.
Insieme alle regole i guardiani di quelle regole, dopo aver regolato i conti per la supremazia del territorio, ne diventavano anche i rappresentanti internazionali nei tavoli che contano.

I soldi non puzzano.E la gente neanche quando può contare su un buon bagno caldo e sapone.Il modo in cui quei soldi vengono "prodotti" sembra essere una questione che sempre più sembra riguardare minoranze.
Rispetto ai dati raccontati prima, quello che viviamo qui da noi sembra una situazione da paese dei puffi.Riamane da chiederci fino a quando ed a che condizioni.E, cosa più interessante, cosa ci ha differenziato fino ad oggi.Un comune denominatore, pur nelle differenze sociali date dai vari contesti, è come la militarizzazione della società e la sua propensione ad accettare l'idea di poter possedere un'arma segni, in molti casi, non un deterrente ma un incentivo nell'uso delle stesse.

A piccoli passi sembra che anche noi ci stiamo dirigendo in quella direzione.Il mix ossessivo dato da messaggi sulla sicurezza messa in discussione (pur in presenza di fenomeni che possono essere circoscritti), il tempo sociale disgregato, la crescita delle tensioni razziali e la creazione di ghetti.La crescita delle differenze e l'intolleranza.
Di fronte alle sfide il nostro piccolo ombelico è proprio insignificante e noi inadeguati.

venerdì 27 giugno 2008

Viaggiare



Quando ho preso il treno pensavo al solito viaggio palloso, fatto in un giorno feriale in compagnia di gente impegnata a parlare al telefono e con il computer davanti agli occhi.
Una sorta di dilatazione del tempo di lavoro e di produttività che nessuno mai potrà misurare e pagare adeguatamente.

E invece,dalle parti di Ancona, è salito lui con i suoi ottantanni dichiarati subito, la voglia di parlare con tutti e di tutto e la serenità di uno che guarda il mondo con gli occhi ironici dati dalla consapevolezza di dover godere "degli attimi fuggenti".

Guardandosi attorno ha subito borbottato che "nessuno si sapeva più divertire". E' apssato alla narrazione della sua vita e delle sue avventure. Da quel momento chi dormiva si è svegliato e chi lavorava ha smesso quasi subito.

E' stato un susseguirsi di episodi di guerra di un diciassettenne toscano scampato ai nazisti (grazie ad un fascista) ed impiegato per scavare trincee per la compagnia Todt sull'appennino emiliano.
La fuga e la ferma come volontario nei reparti dell'esercito italiano che combattevano con gli americani.
La morte degli altri, quella data e quella scampata.I trucchi per dormire caldi in montagna.

Il rapporto con il cibo scarso, la fame e la testimonianza che "si sopravvive e si guarda avanti".
Mille mestieri tra cui quello di marinaio.Lo studio da autodidatta della trigonometria per imparare a fissare il punto nave nell'oceano.
Ha parlato dei giovani declamando Dante Alighieri a memoria. Lo ha fatto perché per lui siamo colpevoli di nascondere la bellezza che è in quei versi alle nuove generazioni, per il fatto che non abbiamo forza nel capovolgere ciò che ci schiaccia e ci rende insensibili al profondo che è in quelle parole, nel non saper trasmettere questo a loro."Ma loro lo sanno chi è Dante Alighieri veramente?"

Se ne è andato chiedendoci se secondo noi in quello che c'è intorno c'è una forza consapevole della bellezza di quello che è l'ambaradan che ci circonda o se è tutto casuale.
Nessuno ha commentato.Persino l'ingegnere che gli sedeva a fianco sfoggiando la sua cultura "scientifica" non ha proferito parola.A nessuno è venuto in mente di dire "Ma che rompicoglioni"

giovedì 26 giugno 2008

La sospensione dei processi

Quello che segue è (dovrebbe essere) l'elenco dei reati per i quali si sospendono i processi avviati prima del 2002 in quanto le pene sono inferiori ai 10 anni.
Certamente ci sono delle imprecisioni ma l'elenco offre spunti di riflessione interessanti.
Rimane difficile capire quali siano quelli per i quali "l'emergenza" impone una corsia diversa.
I signori che protestavano contro l'indulto passato adesso saranno soddisfatti.
Ora, io penso che la situazione della giustizia, ed il come questa venga applicata,sono il sintomo di un corpo sociale che in alcune sue parti è in cancrena.
Che un processo abbia un percorso tanto accidentato da durare un decennio è una cosa priva di senso, ed è una di quelle cose che ti portano a pensare che tanto anche se fai qualcosa di "sbagliato" è difficile che per quello tu debba pagare un prezzo.
Berlusconi è il terminale di questa situazione ed il suo degno rappresentante.
C'è, però, una questione banale.I processi durano un'eternità, ma le galere sono di nuovo piene di gente.
Varrebbe la pena capire chi, alla fine, ci finisce dentro le maglie di questo "mostro" inerte.
E in ogni caso anche avessimo un rapporto detenuti/popolazione uguale a quella degli USA ci sentiremmo, solo per questo, tutti più tranquilli?



- aborto clandestino

- abuso d'ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria – è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l'espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina ("pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell'immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi" – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d'ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi (?)
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata

Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.

mercoledì 25 giugno 2008

Lo tsunami prossimo venturo



Bisogna essere fini economisti, candidati al nobel probabilmente, per riuscire a dichiarare quello che il "compagno" Trichet ha detto oggi.

"L'incertezza sulle prospettiva di crescita è notevole", ha detto infatti Trichet nel corso di un intervento davanti alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo a Bruxelles, in cui ha sottolineato anche che l'inflazione resterà elevata per tutto il 2008 per ridursi gradualmente solo nel 2009. Nel 2008 - ha aggiunto il presidente della Banca centrale europea - è previsto un tasso di inflazione tra il 3,2% e 3,6% e per il 2009 tra l'1,8% e il 3,3%.

E , certo, l'incertezza è notevole così come, tanto per non sbagliare, le previsioni sull'inflazione oscillano "sensibilmente" tra il 3,2 ed il 3,6 questo anno e tra l'1.8 ed il 3,3 il prossimo.
Un mito.
Dopo di che ci delizia con una lungimirante analisi di quelli che sono gli elementi che condizionano la crescita economica e la spirale inflazionistica

A pesare sull'inflazione è soprattutto il caro-petrolio, che non dipende soltanto dalla speculazione, ha osservato il presidente della Bce: "E' mia convinzione che i mercati debbano funzionare nel modo più trasparente ed efficiente possibile, ma non sono sicuro che il principale colpevole di quello che stiamo osservando sia la speculazione, quanto piuttosto un problema di offerta e domanda". "Il problema principale, se ce n'è uno - ha aggiunto - è che lo spostamento di risorse nei portafogli va principalmente a favore delle materie prime".

Quindi, per ricapitolare, il genio (dopo aver messo sotto una quarantina di dotti laureati in economia) ci racconta:
1- che l'inflazione oscilla ed oscillerà.
2-per evitare rischi, ed essere accusato di sparare numeri come durante la lotteria di capodanno, si prende un po' di margine (per usare un eufemismo).Come il mago Telma che predice un guaio nel giro di due anni.
3-non è sicuro che il prezzo del petrolio dipenda dalla speculazione
4-pero',forse, il prezzo dipende da un problema insito nella dinamica domanda offerta, ma non si sbilancia non avendoci capito un cazzo
5-se c'è un problema è quello che lo spostamento di risorse, nei portafogli(non i vostri) ,va principalmente a favore delle materie prime.In pratica mettono soldi dove c'è una ragionevole probabilità di guadagno.
Da questo ultimo punto, con molta cautela perché il passaggio logico è un po' oscuro, sembra di capire che forse un cicinino di responsabilità la speculazione finanziaria l'ha.

Per un attimo mi metto al posto di uno sceicco qualsiasi.
Se sono uno sceicco la maggior richiesta, del mio petrolio, da parte del mercato mi mette nella condizione di poter agire sulla leva del prezzo con una certa "tranquillità".A maggior ragione se opero all'interno di un cartello che concorda quelle che sono le politiche di offerta e, come me, si muove con la stessa logica.
Mi chiedono più petrolio questo mi consente di valutare quello che si chiama "margine di sicurezza", cioè il punto oltre il quale l'aumento del prezzo, in relazione ai volumi di vendita prodotti ed alla loro probabile riduzione,mette a rischio la marginalità del business e, quindi, mi si può ritorcere contro in termini di una sostanziale diminuzione delle quantità vendute che non vengono compensati dal maggior prezzo per unità di prodotto.
Nello stesso tempo verifico l'interesse ad aumentare l'offerta, nei tempi e nei modi, garantendomi che un eventuale aumento della mia produzione venga fatta nel momento in cui il prezzo di acquisto è sensibilmente salito.

Ora con il petrolio siamo nella situazione per la quale si determinano diversi "fenomeni".In primo luogo siamo di fronte ad una risorsa della quale si racconta il suo esaurimento a "breve" proprio nel momento in cui la maggior richiesta, da parte di Cina ed India come "competitor" di domanda, si somma alla questione della scarsità.
Il nostro sceicco è quindi di fronte ad uno scenario di esaurimento che di per sé, in mancanza di alternative o di modelli di sviluppo diversi, stressa il prezzo verso l'alto.In più si trova di fronte a più compratori che determinano una ulteriore competizione in termini di domanda, e che compensano, in qualche modo, i vari mercati nelle loro oscillazioni di acquisto garantendo, nel medio periodo, una stabilità nei volumi di acquisto complessivi.
Il tutto rafforzato da un consenso di "colleghi" di cartello che, per vari motivi,ragionano nello stesso modo e che non hanno grandi interessi nel moderare il fenomeno.
In più, di fronte a questi fatti, gli si offre la possibilità di giocare finanziariamente sul prezzo aumentando, con la speculazione, ulteriormente le sue fonti di guadagno.
Se poi quello sceicco gode della compagnia, in vari consigli di amministrazione, del gotha imprenditoriale e politico che insieme a lui giocano su derivati e futures il labirinto non offre uscite.

Se questi, di massima, sono gli elementi che determinano il prezzo e quindi influenzano l'inflazione non si capisce quale è il ruolo che la BCE voglia giocare su quel fronte.Di certo nessuno (considerato anche quello che dovrebbe essere il ruolo) se non il prendere atto che così è e quindi, in nome di mercato ed equilibri politici, nulla si può fare.Possiamo quindi dire che quella variabile (prezzo del petrolio) che a cascata influenza il resto (produzione,distribuzione etc.) è ingovernabile e che così una parte consistente della inflazione la dobbiamo subire.

Se non che l'unica leva di contrasto che sembra rimanere a lor signori, insieme all'aumento dei tassi, è quella di raccomandare moderazione salariale.
Rispettando però un "valore" senza il quale non sapremmo come vivere.Libera concorrenza (che in molti settori non esiste) e nessun intervento sui prezzi.Quindi niente prezzi amministrati, nessuno sconto IVA, nessun vincolo che possa in qualche modo condizionare "l'offerta" od il paniere della spesa.Certo, con l'unica eccezione della carta carità.

Però sono formidabili e surreali nel fissare obiettivi da missione impossibile (1,7 il tasso di inflazione programmato), così come è surreale il ruolo politico che la comunità europea gioca in questo frangente.
Se è vero che siamo di fronte a nuovi scenari, sintesi di macro cambiamenti sul fronte economico così come su quello delle fonti energetiche che hanno garantito lo sviluppo del sistema fino ad oggi, mi aspetterei una presa di coscienza che forse è tempo di cambiare "l'orientamento" e la direzione della nave.Mi focalizzerei su ragionamenti più strategici, sugli indirizzi da dare alla nostra società nel suo complesso, rimetterei in discussione valori assunti come dogmi ed organizzazioni sociali sedimentate.In sostanza "rivoluzionerei" il mio modo di pensare costringendo la società a "ripensarsi" in modo radicale in funzione di come si è organizzata fino ad oggi. Cosa si produce, come si produce, che effetti si determinano nella società (organizzazione, valori, ricchezza ed opportunità, democrazia), chi gestisce e chi gode del sistema dato.
Ed invece quello che ci propongono è un messaggio che recita "diventerete più poveri", mentre altri massimizzeranno i loro profitti, e dovrete sopportare l'onere del cataclisma perché noi siamo troppo vecchi (ed abbiamo altri cazzi) per aver un qualche interesse di indirizzo nei vostri confronti.

Sapete come si fa per non pagare il canone rai?

Come disdire il canone Rai
Se volete rinunciare al televisore, potete venderlo, rottamarlo, farvelo rubare o farlo "sigillare" dalla Rai. Oppure regalarlo a un altro abbonato




Se il televisore viene venduto
o rubato

In questo caso occorre inviare una lettera di disdetta dell’abbonamento Rai per raccomandata a.r. (con avviso di ricevimento) al seguente indirizzo:

Agenzia delle Entrate - 1° Ufficio di Torino
S.A.T - Sportello Abbonamenti Tv
Casella postale 22 - 10121 Torino

allegando rispettivamente le generalità e l’indirizzo dell’acquirente o la denuncia di furto.

Se non volete più utilizzare il televisore

Può succedere che si colga l'occasione di un guasto all'apparecchio per liberarsi della Tv. Occorre allora richiedere il “suggellamento” dell’apparecchio. Questa operazione comporta anche il versamento di 5,16 euro (le vecchie 10.000 lire) con un vaglia postale (attenzione: vaglia, non conto corrente) allo stesso indirizzo sopra riportato. Potete poi procedere in due modi:

  • se non avete il libretto di abbonamento, indicate nel vaglia la seguente causale: “per disdetta dell’abbonamento n. .... e conseguente richiesta di suggellamento” e spedite la ricevuta con raccomandata a.r. assieme alla lettera di disdetta;

  • se avete il libretto di abbonamento, compilate la cartolina D (o B nei libretti più recenti) con l’intestazione “Denuncia di cessazione dell’abbonamento Tv”, barrando la casella 2 (richiesta di suggellamento) e riportando negli spazi bianchi il numero del vaglia e la data del versamento (oppure allegando la ricevuta del vaglia). Spedite sempre con raccomandata a.r.

Conservate sempre una fotocopia fronte/retro della cartolina o della lettera di disdetta, più la ricevuta del vaglia per l’utente.

In risposta a questa richiesta, potreste ricevere, in teoria, la visita di un funzionario Rai che infilerà il vostro televisore in un sacco e lo chiuderà con un inviolabile sigillo del Ministero, lasciandovi in soggiorno un singolare e ingombrante soprammobile. Ma state tranquilli, il rischio che ciò accada è molto remoto: la procedura di suggellamento infatti non viene mai messa in atto nella pratica.

Se il televisore viene buttato via

La procedura più comoda per liberarsi della Tv è comunque quella di rottamare l’apparecchio, facendolo prelevare dal servizio di ritiro rifiuti ingombranti della propria città o portandolo in una delle piattaforme ecologiche presenti sul territorio, e facendosi rilasciare una ricevuta di rottamazione.

In alternativa, si può dichiarare al SAT di aver regalato il televisore (tecnicamente di averlo “ceduto in comodato”) a un amico che sia già titolare di un abbonamento Rai, del quale occorre comunicare le generalità e l'indirizzo. La procedura non è “codificata”, ma poggia sulla norma (art. 27, comma 2, della legge 223/90) secondo cui il canone va pagato solo per il primo apparecchio; quindi se si posseggono più televisori (anche nella seconda casa, ad esempio) non è dovuta alcuna imposta aggiuntiva.

Disdetta, con la Rai una "missione impossibile"

Una piccola nota conclusiva: se cercate sul sito della Rai queste indicazioni, o anche solo la procedura “ufficiale” per la disdetta del canone, non le troverete. Abbondano i dettagli sull’apertura dell’abbonamento, le variazioni e gli obblighi connessi, ma c’è ben poco sulla facoltà di disdetta, che parrebbe contemplata solo in casi estremi come morte, trasferimento all’estero o in casa di riposo (sic!). E’ comprensibile che un salumiere non dia istruzioni su come diventare vegetariani, ma un servizio pubblico dovrebbe fornire informazioni complete anche a chi decide di “andarsene”.

Angelo De Marinis

venerdì 20 giugno 2008

Giustizia di classe


La politica del “compagno” Berlusconi si sta concretizzando in una serie di iniziative che sembrano portare indietro l'orologio della storia.
In primo luogo quello che salta all'occhio è la questione della sospensione dei processi perché, questa è la tesi, lui non vuole essere messo sotto ricatto da una banda di magistrati epigoni di Beria e Stalin.
A ieri non mi è mai capitato di leggere nulla che confutasse una delle motivazioni addotte, cioè quella per cui già in altri paesi europei è così. Le maggiori cariche dello stato godono del privilegio di vedere sospese tutte le iniziative di tipo giudiziario che le riguardano.
A prescindere da quella che è la mia personale opinione, che è in ogni caso un privilegio inammissibile, mi è capitato sotto gli occhi quello che scrive Michele Ainis, ieri, sulla Stampa.
La tesi che confuta ciò che è il Berluscazz pensiero è la seguente:

1- Il riferimento alla legislazione francese è improprio in quanto
a- la costituzione francese non ospita una norma chiara al riguardo
b- per molti anni quella norma è stata interpretata circoscrivendo l'immunità del presidente (della repubblica e non del consiglio) ai soli reati funzionali.
c-In tutte le costituzioni occidentali, eccezion fatta per Belgio e Spagna, non esiste immunità di alcun genere per i delitti comuni (compreso spaccio di droga, truffa etc.)
d- La Francia rappresenta un'eccezione, giacché l'immunità totale riguarda i re, non i capi di stato Repubblicani.
2- Questi reati (quelli funzionali) corrono già in Italia, come altrove, su un binario separato. Gli altri no “perché nel 1947 i costituenti pensavano che in tale ipotesi l'interessato si sarebbe dimesso un minuto dopo.”
3- Il presidente degli USA risponde come un privato cittadino per i delitti commessi in quanto tale e viene citata, al riguardo, la corte suprema che in occasione dello scandalo Watergate scrisse:” La dottrina della separazione dei poteri non può fondare un'immunità del presidente assoluta e generalizzata”.
4-Sempre negli USA Clinton fu condannato al pagamento di una somma di denaro, in seguito al processo per molestie sessuali che gli aveva intentato Paula Jones.
Eventuali obiezioni sul merito prego indirizzarle allo scrivente.

Veniamo ora al punto.
La separazione delle possibilità date alla casta (somma di classe politica e classe sociale “agiata”) è già di per sé in quelli che sono i costi ed i tempi per poter accedere a sentenze che diano giustizia.
Se uno volesse rendere “giustizia” ai cittadini, dovrebbe percorrere una strada che sia quella della definizione di una sentenza in tempi ragionevoli e certi,mettendo sullo stesso piano le persone indipendentemente dalle loro possibilità economiche.
Berlusconi ha la possibilità, come altri, di “gestire” un processo in funzione di tempi che gli garantiscano in ogni caso l'immunità.
Non è a caso che noi vetero comunisti continuiamo, ostinatamente, a parlare di giustizia di classe.

In questa roba è veramente comico (tragico in realtà) vedere il modo surreale in cui la materia viene trattata dai partiti dell'ordine e come non viene trattata dagli altri.
Ma come, ci riempite le strade di polizia e carabinieri,blindate le frontiere e volete mettere in un lager, per 18 mesi, uno (bambino o adulto che sia) perché commette il “reato” di non avere il permesso di soggiornare nel nostro amabile paese, ritenete più grave una canna fatta da un adolescente e vi rifiutate di far processare gente che dovrebbe essere “intonsa” per avere l'autorità morale di fare prediche sulle regole agli altri?
Non sarebbe il caso di rendere celere quel processo costruendo per lui, come per i processi sulle morti bianche, una corsia preferenziale fatta da procedure che snelliscano il tutto?
E invece questi mettono la monnezza sotto il tappeto.
Però occhio se fate i posteggiatori abusivi o se vendete un CD taroccato. E, cari miei, lì non si transige e sono cazzi amari.
Di questo, però, onore al merito anche ai "compagni" del PD.