lunedì 27 ottobre 2008

Baricco

Capito perché certi autori e libri destano curiosità,costano poco.
Nota di servizio, da domani e fino a lunedì siamo chiusi.

Baricco Alessandro - I barbari. Saggio sulla mutazione

I barbari. Saggio sulla mutazione
Zoom della copertina
TitoloI barbari. Saggio sulla mutazione
AutoreBaricco Alessandro
Prezzo
Sconto 15%
€ 6,38
(Prezzo di copertina € 7,50 Risparmio € 1,12
Prezzi in altre valute
Dati2008, 213 p., brossura
EditoreFeltrinelli  (collana Universale economica)

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In sintesi
"Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l'arrivo dell'invasione con gli occhi fissi nell'orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un'orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l'onestà intellettuale, ma non l'intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c'è. Ma quel che c'è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna." (Alessandro Baricco)

Noi neoco(jo)n, voi solo cojones

In molti, tra cui tale Giovanni, hanno preso a cuore le sorti del loro leader, Uolter, e commentano stizziti il precedente post dedicato alla polemica che Feltri ha avviato sul suo giornale (Libero) a proposito delle incongruenze di un signore che si accalora sulla sorte della scuola pubblica e, per coerenza, manda la figlia ( a libro paga del Berlusconi) a studiare a New York con(in più) la disponibilità di un appartamentino di 60 mq (pagato dal papà).

Bieco moralismo il nostro.Con l'aggravante di usare argomenti populisti della peggiore destra qualunquista.

Sarà!
Quello che non riusciamo a mandare giù' non sono le lecite esigenze di questo pezzo di borghesia che, giustamente, pensa agli affari suoi, quanto il fatto che un personaggio del genere ambisca a "guidare" processi di cambiamento nel nostro paese.

Uolter è il segretario di un partito di plastica che, con fatica, cerca una propria collocazione "ideologica" nel panorama politico italiano.
Un partito che arriva dalla storia del PCI.Di quel partito ricordiamo la stagione dei sacrifici e l'esaltazione che di quella fece il suo segretario, Berlinguer, per spiegare a milioni di militanti e di operai che con quelli avrebbero cambiato le sorti del paese e che, alla fine del viaggio, il ritorno per tutti avrebbe giustificato il percorso difficile fatto di rinunce.
Abbiamo visto come è andata a finire.

In questo momento i posti a destra sono saldamente occupati e, per mancanza di spazio, i suoi rappresentanti siedono nella parte sinistra del parlamento.Ma è solo questione di spazio, pensiamo noi.

Torniamo però, per un attimo, alla questione della casa.
E' vero, Uolter non abita in una casa dove paga un equo canone. Lui abita una casa dell'Inpdai in affitto al papà dal 1956. Ne aveva diritto.
Se non che gli appartamenti ad affitto agevolato, ad un certo punto, diventarono due: uno dove abitava lui e l'altro per la mamma.
A che titolo l'Inpdai ha dato un ulteriore appartamento, con affitto agevolato, ai Veltroni non lo sappiamo,e non ci interessa.
Nel 1994 lui dà indietro i due appartamenti ( dell'ente pubblico) e va ad abitare in uno da 190 mq(sempre dell'ente pubblico).
Nel 2005 (mentre è sindaco di Roma) la di lui moglie acquista l'appartamento.Grazie a quella legge che "costrinse" gli enti a disfarsi del proprio patrimonio immobiliare.
Il prezzo pagato, per l'appartamento di 190 mq., è stato di 377.000 euro ;contro una stima di mercato (dati 2006) che oscillava tra un minimo di 4.900 ed un massimo di 6.400 euro a mq nella zona interessata.

Diciamo che la gestione della questione, legittima formalmente, ci lascia pensare che il nostro è un gran mattacchione e che si sa fare i cazzi suoi.
Ora, si discute del fatto che in Italia (secondo i dati ocse) cresce il gap tra ricchi e poveri e che in fatto di mobilità sociale, possibilità per uno con pochi mezzi di scalare i gradini della scala sociale, siamo praticamente fermi.
Ma secondo voi con tali campioni a rappresentare le esigenze dei più, di quelli che fanno fatica e sono la maggioranza di questo paese, che speranze di cambiamento ci possono essere?
Questo pensa a se, ed alla sua tribu', più o meno come gli altri.
Tramontato Berlinguer, fatti i sacrifici e tornati alle pezze sul culo continuare ancora a farci prendere per i fondelli?
Saremo anche neocon comunisti, ma sempre meglio di coglioni riformisti.

sabato 25 ottobre 2008

Veltroni,il diritto allo studio, la pensione e Vittorio Feltri

Se Feltri pubblica un articolo cosi' su Libero la cosa che ci viene, di getto, in mente è "Dovevo scriverlo io un post cosi' e non quel pezzo di mxxxx"
Anche perché la gara tra i due non è male.Parliamo di uno che mena l'altro sulla questione della pensione dall'alto della sua, fatta anche quella da svariate migliaia di euro.
Rimane la sostanza.E su quella non c'è molto da dire.
Certo che ce la meritiamo questa gente che ci prende per il culo allegramente.


"Veltroni difende l`università però manda la figlia (lavora per Berlusconi) a studiare negli Usa. Occupa una casa a fitto stracciato di un ente pubblico ma ne ha una a New York 

In questo momento parlare male di Ve!troni o anche solo criticarlo è come sparare sulla Croce rossa. Lui però fa di tutto per tirarsi addosso dei proiettili e noi pur di malavoglia esaudiamo i suoi desideri più o meno inconsci. 

Recentemente Veltroni si è recato in tivù dove è stato intervistato dal compagno Fazio che gli ha dato la possibilità di esternare senza il fastidio di un contraddittorio.Regolare. Raitre è lì apposta per compiacere ai progressisti di varia estrazione. 

Walter ne ha approfittato per far sapere ai connazionali di essere uno strenuo difensore della scuola patria, in particolare dell`università cui è affidato l`arduo compito di formare la futura classe dirigente. 

Mentre quell`ignorantona della Gelmini, per giunta bresciana e quindi criptoleghista nonostante militi nel PdL, è impegnata a distruggere gli atenei mediante tagli tremontiani, il capo dell`opposizione si erge a baluardo delle alte sfere culturali. Giù le mani, e le forbici, dall`istruzione alta. 

Davvero commovente oltre che eroico lo sforzo di Walter. Al quale tuttavia domandiamo come mai lui, pur avendo tanta stima della istituzione universitaria nazionale, ha mandato sua figlia Martina a laurearsi negli Stati Uniti il cui presidente è quel boia di Bush. Questo non è il solo enigma. Ce n`è un secondo che nessuno all`infuori di lui può sciogliere. Martina - ci risulta - tra un esame e un altro lavora, e ci complimentiamo con lei, in veste di aiuto regista. Uno dei film che ha contribuito a realizzare partecipa al Festival del cinema sotto l`egida di Alemanno, sporco fascista. 

Sarà un caso. Ma è casuale anche il fatto che tale film sia stato prodotto dalla Medusa, azienda appartenente al gruppo Berlusconi? Curiosa cosa, converrete. Non è finita. 

Il signor segretario, notoriamente pensionato (più di 5 mila euro il mese nonostante l`età, una cinquantina di anni), da tempo immemorabile abita in un appartamento di un ente pubblico (il canone è modico). 

Quando scoppiò lo scandalo affittopoli su iniziativa del Giornale, all`epoca diretto da me, Massimo D`Alema abbandonò l`alloggio avuto a buon mercato non rammento da quale istituto, guadagnandosi generale apprezzamento. Veltroni invece si affrettò a dire: me ne fotto delle inchieste giornalistiche. E rimase senza fare una grinza inquilino privilegiato. Scelta schifosa ma lecita. 

Ora però scopriamo - crisi o non crisi che egli si è comprato una casa a New York anziché a Roma dove continua ad occupare un quartierino pubblico a prezzo stracciato. 

Ex comunista sì, però mica scemo. 

Con un appartamento a due lire nella capitale, un pied-à-terre a Manhattan, una ricca pensione italiota, una figlia remunerata da una società di Berlusconi e laureanda negli States, Walter ha la serenità indispensabile per guidare domani la protesta proletaria contro. 

Mortacci sua"
Vittorio Feltri
Libero

venerdì 24 ottobre 2008

La catastrofe ed i catastrofisti, ma quelli che provano a ricostruire dove sono?

Tra le tante cose che girano in rete c'è una serie di commenti che meriterebbero un po' di attenzione.Quello che propongo è di tale Napoleone 1805 ed è inserito in un post di Rampini (quello che fa tendenza su repubblica) che parla della terza fase.Dopo la prima (crisi finanziaria),la seconda (recessione), arriverà la terza (il default di un po' di stati ).

Confesso che più leggevo il commento e più, come Toto' in una famosa macchietta, mi dicevo "ma dove vorrà andare a parare?"

Da nessuna parte, è la conclusione.

Sul post di Rampini ci sarebbe da chiedere all'autore, "scusa ma te dove eri mentre Cina, India ed altri paesi crescevano a due cifre grazie anche a quello che, di caduta, raccoglievano da consumi drogati da una bolla finanziaria e creditizia evidente solo a pochi, all'epoca?"

"Ma come, il giocattolino si è rotto e non ne trai una qualche conclusione?"

Anche perché di scenari catastrofici durante una catastrofe sono capaci tutti a disegnarne i contorni e gli effetti.E' un po' come giocare in borsa quando tutto va bene, madama la marchesa.Si sentono tutti geni della finanze e trader.

Ecco, quello che manca sono le conclusioni e l'orizzonte per cui impegnarsi.

"gli stati possono fallire ? NO ovvio.

non possono fallire perchè non sono aziende , però i suoi cittadini si possono fallire.

ritengo che il mercato funzioni a due condizioni :

la prima = che tutto sia mercato;

la seconda = che i capi di stato non siano mercanti;

spiegazione = che tutto sia mercato ;

oggi vaste aree mondiali e vasti settori sociali sono sottratti al libero mercato , quindi c’è qualcuno che non rischia mai;il problema è proprio questo : mercato uguale rischio , e se c’è qualcuno che non rischia mai fa fallire il mercato.

il rischio del mercato è stato diviso tra troppi pochi soggetti , e quindi fallendo questi soggetti, il mercato fallisce.

faccio un paragone azzardato : perchè l’antico egitto è crollato?perchè non c’erano più schiavi, .

la stessa cosa è avvenutaa dagli anni 70 in poi .

tutti i rischi sono stati scaricati sulla classe più debole e quando questa classe ha ceduto , la piramide è crollata.

il punto è , accetteranno gli stati di vedere la semplice verità ,che credere nel mercato significa creare dei meccanismi per la equa distribuzione del reddito ? perchè o lo capiscono o addio capitalismo.

l’italia poi è maggiormente esposta alla crisi perchè i meccanismi di distribuzione del reddito in grado di riattivare l’economia sono inesistenti .
il tentativo di compensare le diseguaglianze sociali con i debiti non è riuscito perchè non poteva riuscire, era assurdo .

ora se ne sono resi conto tutti , e siccome i debiti nessuno gli ha pagati cerca di pagarli lo stato : sbagliato.

un tempo il mercato creava diseguaglianze sociali .
oggi le diseguaglianze sociali hanno affondato il mercato .

secondo : ” che i capi di stato non siano mercanti”

se chi regola il mercato ha cosmici conflitti di interessi , e non mi riferisco solo all’italia , è ovvio che non potrà aiutare il mercato dicendogli : ” stai sbagliando”, e il mercato come un adolescente farà tutti gli errori del caso , e non sempre la situazione è recuperabile.

il mercato è come una religione monoteistica , fondata sul micro rischio individuale , se c’è qualcuno ” ateo” il sistema crolla.

frase del giorno : il mercato si autoregola se i capi di stato non sono mercanti !

Postato Giovedì, 23 Ottobre 2008 alle 14:56 da napoleone1805"

giovedì 23 ottobre 2008

No alla scuola di classe




Vedremo come andrà a finire la questione del decreto Gelmini.Quello che mi sento di dire, al momento, è che lo sviluppo della protesta e le modalità hanno, per una volta, preso in contropiede Berlusconi.
Di fronte ad un movimento che si sviluppa in modo pacifico ha provato a fare la faccia feroce.I primi ad essere interdetti sulla questione sembrano proprio i suoi.Sarebbe una pessima azione di marketing, per il nostro, reprimere con la forza questo movimento.
Questi ragazzi appartengono ad una generazione che non ha saldature ideologiche con altri movimenti della società civile e, anche la avessero, gli unici discorsi che sentono sono quelli alla Grillo o alla Di Pietro.
E' una generazione "istituzionalizzata" che al momento agisce seguendo una logica "corporativa".
Quello che osservo, a Torino, è che contemporaneamente si dispiega in tutti i suoi effetti una crisi economica che lascia a casa migliaia di persone.L'ultimo elenco di aziende coinvolte svaria dalla Universal alla Remmert, passando da Luxottica di Lauriano Po.Ieri un corteo di operai della Stampal ha presidiato l'aeroporto di Caselle e, contemporaneamente, la Fiat Powertrain informava il sindacato della prossima cassa integrazione per 1.600 addetti.
La scorsa settimana il saldo delle uscite per i contratti a tempo determinato non rinnovati era, nella sola provincia, di 2.600 unità.
Che quanto accada sul fronte della scuola non trovi un collegamento con quello che avviene a monte dove si produce è una cosa che dovrebbe far riflettere.
Sarebbe il caso di offrire chiavi di lettura meno settarie e separate, a chi protesta nelle scuole, perché quello che ci attende è un periodo di profonda crisi che avrà costi sociali altissimi.
Un movimento ha prospettive di crescita e riesce a cambiare il corso degli eventi se ha un progetto politico o una visione di società che sia qualcosa che vada al di là della pura rivendicazione "settaria".
Senza quello sarà uno dei tanti momenti in cui, per un attimo, un soffio di vento ha mosso un ramo di un albero che rimarrà contorto e radicato, con radici malate, al suo terreno.
I soldi in meno sulla scuola si sommano ai soldi in meno in busta paga, al lavoro che sarà precario ed alle pensioni che non ci saranno.Si somma ad una visione della società impaurita, divisa e concentrata sul proprio ombelico.
I ragazzi del Politecnico di Torino o di Palazzo Nuovo per quale idea di società si battono? Che consapevolezza hanno di quanto sia obsoleto il loro pezzo di carta rispetto alle profonde modificazioni che il sistema produttivo ha subito negli anni?Di quanto conti la produzione rispetto al sapere critico.Ed anche fossero in grado di svilupparlo e dargli sostanza al loro sapere, in che direzione si muoverà non lo decideranno loro.
Per arrivare ad un movimento maturo c'è bisogno di lavorare nel profondo della società, in tutte quelle che sono le sue articolazioni.C'è bisogno di fare parlare assieme i segmenti di società che pagheranno questa crisi.E' necessario tornare a parlare di interessi di classe.

mercoledì 22 ottobre 2008

Disuguaglianza

Ocse, l'Italia tra i peggiori
per la disuguaglianza economica

Da : La Repubblica

Dichiarazione congiunta di Veltroni e Berlusconi
"Azz,leggiamo con disappunto questa notizia.
Sappiate che è in ogni caso colpa dei comunisti.Noi eravamo troppo occupati a farci i cazzi nostri e ad occupare poltrone.Vedrete che ora, con una seria opposizione sussurrata ed un governo operaio, modificheremo in meglio la situazione.Gli italiani, meno quelli offuscati da una ideologia insana che io ed il mio amico Uoltere condanniamo, sanno su chi contare"
Firmato
Il Presidente del consiglio
Il Presidente del consiglio ombra

Fuori onda
"Uoltere te lo avevo detto che era tempo di aspettare a comperare la casetta a New York, figa!testun, tel chi cosa dice il corriere.Crollano i prezzi a Manhattan.Pirla!!"

"Mortacci, sempre che rompi li cojoni co sta storia, è pe mi fija.Come te lo a da di'?Mica vorrai che a lscio qua co sti caciari de studenti taliani?.Ao',a proposito, m'hai fatto puli' a piazza da alemanno?Nunn'è che sti cagacazzo de li studenti ce venghino a trovà pe rompe li cojoni pure loro. ca storia che nun vonno pagà a crisi.?Me raccomanno pija i facironosi e mettili in galera"

p.s.
umilmente scusa ai romani per le storpiature

lunedì 20 ottobre 2008

Tizio, Caio e Peppino


Tizio ha raccolto soldi da una pluralità di Caio. A questi, Tizio, promette che pagherà un compenso per quel deposito.

Con quei soldi Tizio inizia a fare prestiti ad altri Caio.Questi iniziano ad usare quei soldi per iniziare (finanziare) le loro attività.Per questo uso dei soldi , che in realtà sono dei Caio di sopra, Tizio chiederà il pagamento di un interesse sul denaro prestato e per farsi garantire, in ogni caso, il capitale (che non è suo) chiede a costoro di impegnare quello che hanno.

Queste attività permettono ai Caio di impiegare altri Caio, che per il loro lavoro riceveranno dei compensi.Questi compensi andranno in custodia da Tizio in quanto è poco sicuro tenere quei soldi sotto il materasso.Per tale operazione Tizio pagherà a costoro molto poco per il possesso ed uso del loro denaro.In compenso chiederà a loro molto per la gestione (dei loro soldi.)Così come gli altri Caio pagheranno molto poco il loro lavoro, ma questa è un'altra storia.

Ad un certo punto Tizio ha un'idea brillante.Perché non creiamo da tutto ciò un mondo parallelo all'interno del quale tutti possano arricchirsi?
Allora Tizio mette insieme un po' dei titoli che garantiscono i prestiti fatti ai vari Caio, per iniziare le loro attività, e li colloca sul mercato.Li chiama obbligazioni.Per fare questo inventa un marchingegno mediante il quale Caio (che è diventato grande ed influente ed imprenditore di successo) grazie al buon nome della sua società rastrella soldi che dovranno servire a finanziare gli investimenti della stessa (così dice lui).

Lui, Tizio, colloca un po' di pezzi di carta in cui scrive "alla scadenza ti restituisco i 10 euro prestati, per il periodo del prestito ti pago 0,5 centesimi di euro".In questo modo incassa i soldi (che trasferirà a Caio) del valore di quei titoli e trasferisce pezzi di carta(in realtà neanche quelli).Poiché Tizio è un genio si fa pagare delle commissioni dal primo Caio per il collocamento e dagli altri Caio (che da adesso chiameremo Tapini) altre commissioni per l'acquisto dei pezzi di carta.

Vorrete mica mettere in dubbio l'onorabilità di Tizio e del suo amico Caio.Che intanto sono diventati amiconi.
Ad un certo punto a Tizio e Caio si aggiunge Peppino.Peppino ha studiato tanto ed ha fretta di crescere.Gli piacciono tanto le luci ed invidia l'ufficio spazioso e la macchina del suo amico Caio.
Peppino è anche amico di Caio e sa che presso Tizio ha un po' di soldi suoi e, nello stesso tempo, anche un po' di debiti della società.
Allora Peppino dice a Caio "senti, io compero una casa, per questo ho bisogno dei soldi di Tizio che è amico tuo.Questa casa poi la vendo a te ad un valore maggiore.Quindi restituirò il prestito al tuo amico Tizio e quello che guadagno lo dividiamo in tre.Per comperare la mia casa per te sarà sufficiente chiedere un prestito sempre a Tizio.Appena questo meccanismo si mette in moto vedrai che arriverà un altro Caio che vorrà la tua casa.Te la pagherà di più e tu rioslverai con Tizio"
"Bella idea, facciamo una società e coinvolgiamo Tizio"
Così Tizio, Peppino e Caio diventano amiconi e soci (di cui uno occulto).

Prossimamente vedremo come proseguirà l'avventura di Tizio, Caio e Peppino.Come finirà per i Tapini lo sappiamo già. Ma che ce frega?

sabato 18 ottobre 2008

Polizia e fascismo strisciante

Fonte:

http://guevina.blog.espresso.repubblica.it/resistenza/

Ricevo e inoltro

Ieri 17 ottobre ’08 il Sindacato Lavoratori in Lotta ha partecipato allo sciopero generale promosso dalle rappresentanze sindacali di base dei lavoratori quali Confederazione COBAS, CUB e SDL contro il governo Berlusconi, ha visto in piazza, lavoratori, studenti, precari, pensionati e intere famiglie, che sono scese per far sentire la propria voce e le proprie ragioni di dissenso contro gli attacchi da parte del governo, legale rappresentante di CONFINDUSTRIA e padroni. La pioggia e il maltempo non ha impedito il corteo ha cui hanno partecipato più di 500 mila persone.

È stato un grande sciopero generale cui Berlusconi e tutta la sua banda dovrà fare i conti e dare conto alle migliaia e migliaia di persone presenti in piazza.

Ma sulla via del ritorno sono accaduti fatti inquietanti su cui tutti quanti noi dobbiamo rifletterci e lottare affinché ogni singola organizzazione, ogni singolo lavoratore non subisca ricatti, ma combattono contro le intimidazioni e il ricatto.

Sulla via del ritorno, improvvisamente in autostrada, una pattuglia della polizia stradale ferma il pullman in cui viaggiava il SLL, nei pressi del casello di Frosinone, facendoci scendere dal pullman e senza fornire spiegazioni e con atteggiamento provocatorio e ricattatorio ci chiedono di fornire i documenti di ogni partecipante allo sciopero, ne scaturisce una protesta in autostrada, ma la situazione assume aspetti ancora più inquietanti quando un secondo pullman con dentro i partecipanti allo sciopero aderente all’ RdB, viene anch’esso fermato. A questo punto è tutto chiaro, Berlusconi e tutta la sua cricca non a digerito la riuscita dello sciopero generale e la messa in discussione della sua poltrona e di quella dei suoi complici.

I fermati cominciano a protestare e costringono la polizia a fare marcia indietro, infatti, dicono che possiamo riprendere il viaggio, ma è un inganno, infatti, faranno in modo di far andar via solo il pullman di RdB (successivamente fermato e condotto in questura). A questo punto è tutto chiaro, siamo sotto sequestro della polizia.

I fatti successivi a questi episodi la dicono lunga sul comportamento della polizia e dei suoi mandanti, l’atteggiamento terroristico che le forze dell’ordine hanno avuto sono di una gravità enorme, infatti i bambini che viaggiavano sul pullman hanno iniziato ad accusare malori, considerato che per circa 2 e mezza non bevevano e ascoltavano le continue provocazioni della polizia che minacciavano di condurci in questura senza fornire alcuna spiegazione.

A questo punto abbiamo chiamato l’autoambulanza, per i primi soccorsi medici. La polizia all’arrivo dei soccorsi, ci invita a ripartire, ma è troppo tardi, i bambini, in stato di pianto e di malori all’addome e alla testa, raccontano in lacrime al medico quello che la polizia con ricatto e aria minacciosa facevano. Solo dopo che il medico con visita ai bambini e rassicurandoli di continuo, questi si tranquillizzarono. Nel frattempo delle numerose pattuglie di polizia e gli agenti che hanno partecipato al fermo, scompaiono tutte, ne resta una sola per condurre la manovra del pullman alla ripresa del viaggio. Il responsabile delle forze dell’ordine che ha causato tutto questo scomparve improvvisamente senza lasciar traccia di se.

Questi fatti secondo noi, sono molto gravi è la testimonianza che la banda di mafiosi, fascisti, razzisti e clericali che sono raccolti intorno a Berlusconi non si fermano dinanzi a nulla, i loro attacchi si estendono a tutti, lavoratori, casalinghe, bambini, pensionati, studenti e immigrati, calpestando la dignità di tutti e il diritto democratico delle persone anche a manifestare.

Su questi fatti è bene che tutti noi riflettiamo e ci uniamo in un unico fronte di lotta popolare contro l’arroganza dei padroni.  

 

Sindacato Lavoratori in Lotta - per il sindacato di classe

Info: Napoli c/s Garibaldi, 46 C.A.P. 80142 Tel. 081.287829 Fax 081.5637815 - http://www.sll-na.it e-mail: sllna@libero.it

Un popolo di gente perbene


La scheda sintetica della Repubblica, che potete leggere qui, offre il quadro di ciò che gira attorno alla scuola pubblica.
Quello che si è mosso ieri a Roma è un popolo di gente perbene.A differenza di come eravamo noi questi giovani si muovono ordinati, fanno attenzione all'immagine e cercano di pulire dove sporcano.
Ogni tanto ci scappa il mortaretto ma è nulla rispetto alle piazze ribollenti di 30 anni anni fa.
Rispetto a tutto questo da un lato c'è un presidente del cxxxo (Napolitano) che non ha null'altro da dire che "non si può sempre dire no".Indifferente alle ragioni ed alle motivazioni di quel popolo.
Dall'altro lato c'è un governo, e la sua ombra, che paventano regole con le quali sarà ridimensionato il diritto di sciopero e messo in galera chi occupa, per protesta, un sito pubblico.
Ed allora a che serve essere educati?
Quello che colpisce è l'uniformità di come si muove questa specie di blog istituzionale che ha come obiettivo quello di spezzare le reni di ciò che resiste in Italia.
La barra di navigazione è quella data e ci si prepara alla "guerra".Coscienti che guerra sarà.
E sarà una "guerra" che coinvolgerà tutti.A quel punto non sarà più sufficiente una massa enorme ed ordinata di gente per bene.E starà a tanti decidere da che parte stare sapendo che il prezzo sarà alto ma non saremo noi quelli che, da soli, lo pagheranno.


venerdì 17 ottobre 2008

Prezzo del petrolio


A guardare il grafico sul prezzo del petrolio ritorna la vecchia questione.
Ma è speculazione per lo più?
Semplice domanda offerta?
O un gran casino sistemico che di razionale non ha più nulla?
L'unica cosa razionale è il prezzo alla pompa della benzina.
Quella è una rendita certa, per certuni.
Compreso il vostro amico berlusconi.Quello non mette le mani nelle tasche degli italiani, fa in modo che ci pensino gli amici suoi.Il genio aiuta tutti, banche, industria dell'auto, padroni di casa alla Montezemolo sull'ICI, straricchi in punto di morte sulle successioni, qualche anziano alla canna del gas con la tessera a punti (per Natale e solo per quasto anno).Tutti meno che noi.A lui il socialismo fa schifo.Non parliamo del comunismo.In compenso ho idea che gli piaccia il ventennio, meno forse gli ultimi tre anni di quel periodo.Ma torniamo al prezzo del petrolio.Perché, visto che l'intervento dello stato non è più una bestemmia quando ci si caga nelle mutande, non obbliga la compagnia di stato a politiche di prezzo tipo quelle che vengono praticate in qualche discount?
Aggiungerei anche una garanzia, da parte dello stato, sui mutui casa da pagare alle banche.Facciamo anche noi lo swap.Tu ti prendi la rata, io sottoscrivo un pagherò con interessi pari a quelli dei bot. Oppure, già che ci sei, pigliati sto cxxxo di TFR e garantisciti con quello.Ti ci paghi anche gli interessi e lo riscuoti quando vado in pensione.Una bella partita di giro che a me alleggerisce un pò il bilancio famigliare ed a te non cambia nulla.E poi Tremonti è un maghetto con i numeri.Lui sa come si fa.In fondo perché non fidarsi dei propri sudditi mr. Berlusconi?
p.s.
il sottoscritto vive in casa in affitto.